LA VISITA

Laboratori Gran Sasso, Mattarella: «l’eccellenza più alta del paese»

 D'Alfonso, «cultura contro le paure»

Redazione PdN

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L'AQUILA. «Non vogliamo che per via delle attività sotto il Gran Sasso si determini paura, che è il contrario della ricerca e della cultura. Come allora dobbiamo lavorare gomito a gomito».

Lo ha detto il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, nel corso del suo intervento istituzionale alla cerimonia per i trent'anni del Laboratorio nazionale del Gran Sasso, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Il riferimento del governatore era alle polemiche seguite all'esperimento Sox che verrà installato nella struttura, per via dell'uso di materiale radioattivo che ha suscitato una mobilitazione ambientalista. «Vogliamo uno spazio di monitoraggio per far sì che l'acqua continui a essere quella donata da Dio, che il trasporto autostradale nulla possa nuocere - ha aggiunto - che l'attività di ricerca continui come ora per evitare l'intrapresa malvagia di quelli che vogliono spargere paura».

«Come presidente della Regione sarò al fianco, anche dispiegando risorse finanziarie, ma soprattutto garantendo composizione istituzionale che faccia fronte rispetto a chi ha provato a danneggiare e diffondere paura», ha promesso.

«Si fa festa per riconoscere il risultato ma anche raccogliere le energie per rilanciare l'impegno per il futuro - ha concluso D'Alfonso - Come Abruzzo assumiamo riconoscibilità anche a migliaia di chilometri di distanza. Vogliamo confermare che oggi come allora l'Abruzzo è all'altezza di questa sfida».

 

«MATTARELLA, LABORATORI GRAN SASSO ECCELLENZA PIÙ ALTA PAESE »

«Da tempo desideravo visitare i Laboratori e sono riconoscente per questo».

Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia per i trent'anni dei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Aquila.

«Questo è un punto di eccellenza tra i più alti del nostro Paese, motivo di prestigio e di orgoglio. Qui avvengono continuo confronto, interazione, scambio di esperienze con tanti altri luoghi di ricerca nel mondo». Mattarella ha poi ringraziato il presidente dell'Infn, Fernando Ferroni, e il direttore dei Laboratori del Gran Sasso, Stefano Ragazzi «per avermi accolto e mostrato le tre grandi cattedrali che sono il centro dei Laboratori».

L'Infn e i Laboratori del Gran Sasso «svolgono un ruolo di selezione importante per tanti ricercatori di alta qualità del nostro Paese, formano tanti giovani studiosi», ha aggiunto Mattarella, sottolineando che «questa è una ricchezza per il nostro Paese» che «consente di guardare al futuro partecipando alle frontiere dell'innovazione, della conoscenza e dell'applicazione delle ricerche. Non è un caso la collaborazione tra laboratori e aziende che si svolge costantemente».

Secondo il Capo dello Stato «la scienza e la cultura costituiscono una realtà indivisibile, ma questo versante della scienza che ho toccato con mano questa mattina, per una persona come me, di studi umanistici, ha particolare fascino».

«Ci si trova alla frontiera della conoscenza, del mondo e della sua storia - ha concluso - attraverso tentativi ripetuti, i passi avanti che si fanno sono arricchimento per tutta l'umanità e sono motivo di orgoglio per tutti gli italiani». Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, il presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, e il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi. Tra gli studiosi, relazione del prof. Antonino Zichichi su Laboratori del Gran Sasso e frontiere della fisica moderna. Non era presente il Nobel, Carlo Rubbia.

 

Il Presidente stato accompagnato quindi nella visita delle tre grandi sale sperimentali anche da una delegazione della Giunta Esecutiva dell’INFN e dal professor Antonino Zichichi. In particolare, il Presidente della Repubblica ha visitato gli esperimenti Borexino, GERDA, CUORE e XENON1T, le cui attività di ricerca, che riguardano la fisica del neutrino nel caso dei primi tre, e la ricerca diretta di materia oscura, nel caso di XENON1T, sono state illustrate dai coordinatori delle collaborazioni internazionali impegnate negli esperimenti.



«GRATO A MATTARELLA»

«Sono grato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per essersi voluto unire a noi nella celebrazione del trentennale dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso», commenta il Direttore dei LNGS Stefano Ragazzi. «La partecipazione del Presidente della Repubblica è un riconoscimento importantissimo per tutti gli artefici del successo dei Laboratori, nati da un’intuizione visionaria del Professor Antonino Zichichi».

«L’eccellenza mondiale che possiamo vantare è stata costruita con costanza negli anni grazie alla ferma volontà della dirigenza dell’INFN, alla dedizione di tutto il personale, che non è mai venuta meno, anche nelle circostanze più difficili e gravose, ai ricercatori di tutto il mondo che hanno scelto i nostri Laboratori come luogo per le loro ricerche di avanguardia, e alla Regione Abruzzo che ha saputo accoglierci», conclude Ragazzi.

 

La mattinata è quindi proseguita con gli interventi del Direttore Ragazzi, del Presidente della Commissione Scientifica dell’INFN per la fisica astroparticellare Marco Pallavicini, del Professor Zichichi e del Vicepresidente dell’INFN Antonio Masiero, coordinati da Speranza Falciano, membro della Giunta Esecutiva dell’INFN.

 

I LABORATORI NAZIONALI DEL GRAN SASSO DELL’INFN

Per dimensioni e ricchezza della strumentazione scientifica i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN sono il centro di ricerca sotterraneo più grande e importante del mondo, dove hanno condotto i loro studi e tuttora collaborano scienziati di fama internazionale e Premi Nobel, come il Professore e Senatore a vita Carlo Rubbia e Barry Barish premiato nel 2017 per la scoperta delle onde gravitazionali.

I LNGS sono stati progettati e costruiti sotto 1400 metri di roccia con lo scopo di sfruttare la protezione della montagna dalla radiazione cosmica, che raggiunge incessantemente la Terra. I Laboratori si trovano così immersi in quello che i fisici chiamano ‘silenzio cosmico’: una condizione necessaria per svolgere l’attività scientifica cui sono dedicati e che prevede lo studio di fenomeni rarissimi e difficili da rivelare.

Fu nel 1979 che il Professor Zichichi, all’epoca Presidente dell’INFN, ebbe la straordinaria idea di dotare l’Istituto di un grande laboratorio sotterraneo con strutture tecnologiche d’avanguardia per studiare le nuove frontiere della fisica: un’infrastruttura di ricerca grazie alla quale l’Italia, per la prima volta, avrebbe condotto un’impresa scientifica unica al mondo, e sarebbe stata quindi in grado di attrarre fisici da tutti i continenti. Le opere di scavo per la costruzione delle sale sotterranee iniziarono nel 1982 e nel 1987 i Laboratori furono in grado di iniziare la loro attività scientifica e di ospitare i primi esperimenti.

 

«La visita del Presidente corona una serie di lavori condotti ai Laboratori del Gran Sasso su una fisica nella quale ancora pochi credevano quando fu proposto il progetto», ha commentato il Professor Antonino Zichichi. «Il futuro dei Laboratori – prosegue Zichichi – risiede anche nel loro costante impegno per una scienza sempre più aperta, accessibile e senza frontiere, così come viene sostenuta da The New Manhattan Project»