LA VISITA LAMPO

Gentiloni in Abruzzo: torna a Roma con una lista lunga così

Le richieste dei sindaci per far ripartire la regione fiaccata d’Europa

Redazione PdN

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ABRUZZO. La lista è decisamente lunga, anzi lunghissima. Forse mai come adesso l’Abruzzo vive un momento difficile azzoppato da emergenze di ogni tipo con l’aggiunta di un terremoto che non finisce  e che si somma a quello del 2009 i cui strascichi sono ancora troppo presenti.

Tornato a casa il primo ministro Paolo Gentiloni avrà solo l’imbarazzo della scelta da quale punto inziare ad aiutare la nostra Regione. Le istituzioni locali oggi lo hanno incontrato e ognuna ha snocciolato le priorità.  

«Voglio che la mia regione abbia, a fronte di danni significativi e misurabili che si rilevano dal crollo di prenotazioni e da meno opportunità, uno strumento idoneo e rilevante. Questa visita istituzionale deve aiutarci a fotografare e a rilevare quali possono essere le più adatte risposte di carattere normativo e finanziario. Dobbiamo considerare i cosiddetti danni indiretti perchè le comunità colpite possano trovare risarcimento e ripartenza», ha detto il presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso, questa mattina, a Montorio al Vomano sostenendo la richiesta del riconoscimento dei danni indiretti, rimarcata per far ripartire l'Abruzzo dal punto di vista turistico, «motore insostituibile dell'economia regionale».

Nel suo intervento ha evidenziato come le conseguenze del maltempo si siano rilevate catastrofiche per commercio, turismo e servizi.

«Infine la caduta verticale di fiducia si è avuta con le esternazioni della Commissione Grandi rischi. In realtà, dopo il terremoto di agosto e ottobre 2016 - abbiamo trovato una pronta risposta normativa finanziaria e della governance che dà luogo alla rilevazione dei danni diretti da maltempo su beni pubblici privati e religiosi».


Alla fine della sua visita Gentiloni ha promesso di ritornare presto.

Il Presidente  del Consiglio è arrivato nella sala consiliare della Provincia di Teramo alle 10.30, dopo aver visitato la cittadina di Montorio al Vomano, insieme al commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, al capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso.

Una visita decisa con discrezione ma, come ha affermato al termine dell’incontro con il Presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino e con i Sindaci: «... ascoltare le esigenze dei Sindaci e anche le loro lamentele è stato molto utile; una vasta parte del Paese è stata ripetutamente colpita e la provincia di Teramo, dove si è verificata una concatenazione di eventi calamitosi,  richiede interventi specifici»

E questo è quello che ha chiesto il presidente Renzo Di Sabatino nel suo intervento: «La delibera del 20 gennaio ha procurato incertezza e preoccupazione perché accomuna i territori delle quattro regioni colpite dal sisma. I numeri, degli sfollati, delle imprese chiuse o danneggiate, delle richieste degli ammortizzatori sociali in deroga, delle strade e dei versanti gravemente compromessi, le quattro vittime disegnano, purtroppo, una specificità tutta teramana. Ci aspettiamo che i provvedimenti attuativi ne tengano conto».

 

Ha chiesto lealtà istituzionale, Di Sabatino: «Non facciamo la lista della spesa, ma le faremo avere report corretti e dettagliati, perché non dobbiamo recuperare solo i danni materiali ma quelli d’immagine e quelli di fiducia verso un territorioro martoriato. Non vogliamo avere un trattamento di favore ma il riconoscimento che sisma, terremoto e mancanza di energia elettrica per giorni ci hanno messo nell’impossibilità di organizzare al meglio i soccorsi e che anche ora continuo ad avere paesi isolati a causa delle continue frane».

 La chiosa è stata dedicata alle scuole e alla loro sicurezza: «Noi e i Sindaci ci prendiamo le nostre responsabilità ma vorremmo lealtà e correttezza anche dagli altri livelli istituzionali, non è possibile che mentre noi ci assumiamo la responsabilità di tenere aperte scuole non adeguate simicamente altre istituzioni  fanno le pulci a quello che stiamo facendo chiedendo solo carte su carte».


Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, ha ricordato che lo scorso 1 febbraio aveva scritto una lettera indirizzata al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e allo stesso Gentiloni, nella quale si evidenziavano le 668 ordinanze di sgombero emanate a 90 giorni dalla scossa del 30 ottobre, con 1869 persone sgomberate e oltre 50 attività commerciali, artigianali, produttive e di servizi sottoposte a provvedimento di sgombero solo nel capoluogo.

«Ho ribadito», ha detto Brucchi, «i numeri dell'emergenza sul territorio, con oltre duemila sfollati per il terremoto ai quali si aggiungo gli sfollati per il maltempo, sottolineando come siamo di fronte ad un territorio in ginocchio. Nel corso dell'incontro il presidente Gentiloni - riferisce ancora Brucchi - ha ribadito che la copertura per i danni della neve c'è», ma i sindaci sono tutti concordi nel ritenere che sul maltempo vada fatto un discorso a parte.

«C'è poi anche un discorso nei confronti dell'Europa, che in questo momento ci deve stare vicina. Si è trattato di un evento eccezionale, irripetibile, non possiamo pensare a procedure di infrazione», conclude il sindaco di Teramo.


Un decreto per l'emergenza maltempo è invece quanto hanno chiesto i sindaci dei comuni fuori cratere sismico ma duramente colpiti dal maltempo tra i quali quello di Notaresco Diego Di Bonaventura, di Castellalto Vincenzo Di Marco, di Cellino Attanasio Giuseppe Del Papa, di Atri Gabriele Astolfi. Sindaci delusi per non essere stati invitati a quella che era «una riunione operativa e convocata all'ultimo momento», come ha spiegato il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino.

«Abbiamo detto al premier che serve un decreto per l'Abruzzo per l'emergenza neve - ha detto il sindaco di Notaresco, Di Bonaventura - non può far finta che in Abruzzo non sia successo nulla. Abbiamo capannoni industriali e agricoli crollati, famiglie evacuate, un territorio distrutto al quale noi adesso non sappiamo dare risposte. Il cuore ce lo mettiamo noi, abbiamo bisogno di risorse».

Sulla stessa linea i sindaci di Castellalto, Atri, Cellino Attanasio, ma anche quelli della montagna teramana.

«Noi siamo fuori da ogni decreto, non siamo nel cratere, non c'è quello sul maltempo, non abbiamo certezze se la somma urgenza verrà rimborsata», dice il sindaco di Cellino Attanasio, al quale si unisce il coro della montagna teramana.

«Neanche invitati alla venuta del presidente Gentiloni - afferma il primo cittadino di Castel Castagna, Rosanna De Antoniis - però mi sono infiltrata ugualmente e ho avuto la possibilità di parlare direttamente con il premier al quale ho rappresentato le difficoltà dei nostri territori, come Castel Castagna, Isola del Gran Sasso, Colledara, Pietracamela».

E di aiuti ad hoc ha parlato anche il sindaco di Pietracamela: «Il premier ha detto che non ci lasceranno soli, che saranno presi provvedimenti speciali e che ci darà anche la banda larga - dice Michele Petraccia - noi invece abbiamo bisogno di essere assistiti, non possiamo desertificare la fascia appenninica teramana».



«GENTILONI IN GITA TURISTICA»

«Il presidente del Consiglio è venuto a fare cosa? Ci troviamo di fronte al nulla assoluto, speriamo che a questa gita turistica si possa aggiungere un supplemento di riflessione, visto che ancora non pubblicano questo decreto che sta ormai diventando leggendario. Speriamo che nelle more si colga l'occasione per dargli qualche concretezza». Lo hanno affermato i consiglieri regionali di centrodestra nel corso di un incontro con la stampa promosso a margine della seduta straordinaria del Consiglio regionale sul maltempo. Presenti Lorenzo Sospiri, Mauro Febo, Gianni Chiodi, Paolo Gatti, Mauro Di Dalmazia, Giorgio D'Ignazio e Emilio Iampieri di Forza Italia, Ncd e Abruzzo Futuro, i quali hanno parlato di «maleducazione istituzionale perché la gran parte dei parlamentari e dei consiglieri regionali non sono stati neanche invitati», così come molti sindaci.