L'EVENTO

A Chieti arrivano finalmente i nuovi filobus

Il sindaco Di Primio ringrazia tutti, ma dimentica qualcuno

Redazione PdN

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CHIETI. La benedizione dei 5 nuovi filobus della filovia di Chieti ha chiuso in pazza San Giustino la lunga, annosa vicenda della linea a trazione elettrica che collega la parte alta di Chieti con lo scalo ferroviario e adesso anche con l’ospedale e l’università.
 Alla cerimonia c’erano tutte le autorità civile e militari di Chieti ed i rappresentanti dell’amministrazione comunale e della Regione in carica, oltre che i titolari della Panoramica che gestisce il trasporto pubblico di Chieti.
Tra la folla anche i vecchi protagonisti di questo lunghissimo lavoro pubblico che attraversa quasi 20 anni di vita cittadina e che il sindaco Umberto Di Primio ha voluto ricordare – con qualche amnesia – nelle sue dichiarazioni ufficiali.
 La cerimonia della consegna dei 5 nuovi filobus è iniziata nel piazzale della stazione a Chieti scalo, poi a san Giustino c’è stata la benedizione officiata dal parroco della cattedrale don Nerio Di Sipio che non ha risparmiato acqua santa per tutti gli amministratori presenti e che ha continuato la sua benedizione anche per gli altri mezzi schierati di fronte al Tribunale ed al loro interno (a favore degli autisti e dei passeggeri).
Mezzi che si vanno ad aggiungere ai 7 già in deposito. 


«Il 16 luglio 1950 - ha dichiarato il Sindaco Di Primio – veniva inaugurata la prima corsa della filovia di Chieti e l’allora sindaco Antonio Mariani accolse i nuovi mezzi in piazza Valignani. A distanza di 63 anni, la filovia riparte a Chieti e nel 1996, alcuni anni dopo la sospensione dell’esercizio per inadeguatezza della linea aerea, mi attivai per ottenere 14 miliardi di lire dal Cipe per il rifacimento della linea. Quando le risorse economiche arrivarono, l’allora assessore comunale Raffaele Di Felice fece gara ed affidamento lavori per il ripristino delle linee di alimentazione. Nel 2011, a seguito della sentenza definitiva del Consiglio di Stato, favorevole alla amministrazione, si è finalmente potuto dare corso all’attesa fornitura dei nuovi filobus. È dunque motivo di grande soddisfazione per me aver raggiunto la messa in funzione dei nuovi mezzi elettrici – ha proseguito il Sindaco -  in quanto essi contribuiscono non poco all’obiettivo per il quale mi sono impegnato nel marzo del 2010, a Bruxelles, nell’ambito del Covenant of Major, ovvero l’abbattimento, entro il 2020, del 20% del CO2 in atmosfera».
 Seguono i ringraziamenti di rito alla Panoramica, all’ufficio Lavori pubblici del comune e all’assessore Mario Colantonio «per il lavoro quotidiano svolto, grazie al quale siamo riusciti ad ottenere la sicurezza di esercizio su questa linea».
Ogni filobus (12 m di lunghezza, 3,65 m di altezza, 2,5 di larghezza e del peso di 19 t) – come ha spiegato l’assessore Mario Colantonio -  è dotato di 80 posti (di cui 22 a sedere), aria condizionata, spalliere per disabili ed un motore ibrido alimentato elettronicamente e a gasolio ecologico nel caso di black-out elettrico improvviso sulla linea.


«Desidero sottolineare la grande collaborazione che è intercorsa fra Regione e Comune - ha dichiarato l’assessore regionale Giandomenico Morra – infatti non si arriva alla realizzazione di quest’opera dopo scontri, ma dopo un lavoro sobrio e certosino e anche quando ci sono stati momenti di difficoltà abbiamo fatto fronte a tutto con rigore e spirito di servizio per la comunità».
«Ma Di Primio nel raccontare la storia della filovia salta a piè pari  i cinque anni dell’amministrazione Ricci e quindi tutto quello che abbiamo realizzato per fare in modo che lui oggi abbia potuto far benedire i filobus – commenta l’ex assessore Luigi Febo, presente alla cerimonia – I filobus che oggi partono sono stati scelti e ordinati dal mio assessorato sia nel modello che nel colore e nelle tappezzerie. Per questo oggi  non potevo non essere  presente  alla loro  prima uscita pubblica. E’ un altro pezzetto della famosa e tanto bistrattata eredità che la nostra Giunta di centrosinistra ha lasciato al Sindaco Di Primio, che alterna momenti di dimenticanza ad altri in cui riscrive la storia a suo piacere».
Alla fine della cerimonia, mentre pubblico presente ed autorità lasciavano la piazza, da una via laterale è sbucato l’ex presidente Giovanni Pace, al volante della sua auto: «Io ero presente all’altra inaugurazione del secolo scorso» ha detto a PrimaDaNoi.it. Ma oggi non era tra gli invitati.


Sebastiano Calella