Ortona. Postilli-Riccio. Le assurde spese dell’ “autostrada nel mare”

Inaugurata parzialmente giorni fa è un’opera contestatissima e costosa

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

11052



 

 


ORTONA. Inaugurazione in pompa magna e con proteste. La nuova amministrazione di centrosinistra di Ortona sembra attirarsi strali dopo ogni taglio di nastro che gli amministratori da poco eletti presenziano.
Si tratta di opere varate nell’era centrodestra all’epoca dell’ex sindaco Nicola Fratino come la Turbogas in contrada Tamarete o la contestatissima Postilli-Riccio. Opere che hanno pure registrato una certa avversione dello stesso centrosinistra all’opposizione, contestazioni che sfumano fino ad evaporare una volta passati in maggioranza.
Così nei giorni scorsi l’amministrazione di Vincenzo D’Ottavio ha presenziato anche la parziale inaugurazione della strada Postilli-Riccio una costosa opera di appena 1,3 chilometri che viene spacciata come «raddoppio della statale 16» (che utilità mai potrà avere un raddoppio di quella lunghezza?) che ha invaso una zona di costa incontaminata e che corre a poche decine di metri dal mare. Una vera e propria autostrada “nel” mare visto che secondo il Wwf il nastro di asfalto (ben più largo della stessa statale) potrebbe essere inondato in caso di mareggiate.
Un’opera che ha avuto molti ostacoli ma che la politica ha voluto con forza come spesso accade ignorando ogni tipo di allarme o ogni tipo di discorso che sia stato razionale o di opportunità.
Nella storia si ricordano espropri a quattro soldi, un ricorso al TAR, diverse manifestazioni e conferenze con relazioni di professori universitari che ne denunciavano le enormi criticità e lo sperpero di danaro pubblico.
«Una strada che sarà in balia di mareggiate, salsedine e sabbia», dice il Wwf, «essendo la stessa dentro l'espansione massima dell'onda in più punti, e che va in controtendenza rispetto all’arretramento delle ferrovie nei tratti costieri, dato che, in piena era di cambiamenti climatici, l'ingressione marina diventerà uno dei problemi principali dei litorali».


Secondo Fabrizia Arduini consigliere del Wwf Abruzzo, finora sono stati spesi 6.227.711,41 di euro, ai quali vanno assommati 600.000 euro della determinazione del 21/01/2013 della Regione Abruzzo. Mancano ancora all'appello dei 6 milioni di euro del CIPE n.17/03 - Accordo di Programma Quadro per interventi nell'ambito della mobilità -, 400.000,00 euro, che saranno erogati al termine dell'opera, a collaudo effettuato.  L'eccedenza ai 6 milioni, sarà a carico del Comune di Ortona come previsto dalla deliberazione di Giunta Comunale n. 132/05 che approva lo schema di convenzione tra Comune e Regione con il quale l’Amministrazione comunale si impegnava ad assicurare ogni eccedenza superiore ai 6 milioni di euro stanziati con fondi CIPE.  al fine di realizzare l’opera qualora gli stessi non fossero stati sufficienti.
«Se non giungono altri imprevisti», aggiunge Arduini, «il costo complessivo dell'opera è di 7.227.711,41 €. Quindi per questa strada, che è un raddoppio della SS16 di soli 1,3Km e non collega, come era progettata, contrada Postilli con Lido Riccio,  la comunità ha esborsato 5.554 euro al metro. A questi si dovranno aggiungere i costi costanti per la manutenzione. Speriamo di non dover esborsare ulteriori soldi pubblici, per il prossimo futuro, per i costi di difesa di nuovi stabilimenti balneari fissi, come accade ogni anno per la località lido Riccio, e per le future urbanizzazioni che erano state previste dal PRG di Ortona, fortunatamente annullato dal TAR nei mesi scorsi».

Per Ines Palena Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: «Sono preoccupanti le parole rilasciate agli organi di informazione dal Sindaco che ringrazia la passata amministrazione per un' opera fuori dal tempo e priva di senso. Mentre la tendenza generale è quella di rinaturalizzare il paesaggio, ripristinando ecosistemi estinti e valorizzando quelli esistenti, anche per soddisfare la domanda sempre crescente di naturalità e salubrità da parte dei turisti, da noi si continua a celebrare asfalto e cemento nei pochi tratti di costa ancora integra».
Le due associazioni si rivolgono al Sindaco e  al PD di Ortona - specie quella compagine che all'epoca avversò l'opera e propose un’ alternativa meno distruttiva delle risorse naturali presenti - chiedendo loro di «assumersi almeno l'impegno che in quell'area non verrà usato altro cemento per la costruzione di  stabilimenti balneari fissi o opere urbanistiche di altra natura, ricordando che la “francavillizzazione” è un termine ormai tristemente noto da decenni come modello turistico fallimentare basato sull’antropizzazione selvaggia della costa».