IN PARLAMENTO

Bagarre alla Camera sui mutui.M5s bloccano Aula, espulsi

Verso correzioni, no criterio '7 rate' per vendita diretta case

Redazione Pdn

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ROMA. Lavori bloccati e deputati espulsi dall'Aula. Commissione che rinvia il parere e governo che apre ad alcune correzioni che chiariscano che il decreto che recepisce la direttiva Ue sui mutui in primo luogo non è retroattivo e comunque è stato studiato per tutelare il più possibile i consumatori. Oggetto del contendere, già da giorni, il cosiddetto 'patto marciano', che prevede che il creditore diventi proprietario della cosa ricevuta in garanzia, allorché il debitore sia inadempiente che, secondo opposizioni e consumatori, consentirebbe un 'esproprio' degli immobili da parte delle banche.

 

Come annunciato il Movimento 5 Stelle - che ha lanciato anche una campagna sui social #LaCasaNonSiTocca - sale sulle barricate in Parlamento e prima 'occupa' i corridoi di Montecitorio impedendo l'ingresso in commissione dei deputati, poi sposta la protesta in Aula, in diretta tv, esponendo striscioni sventolati fin sotto il banco della presidenza e urlando in coro "giù le mani dalla casa". Risultato, seduta sospesa più volte, tre deputati grillini espulsi e pure il democratico Emanuele Fiano. Nella riunione dei capigruppo, convocata subito dopo, il comportamento dei rappresentati M5s è stato poi stigmatizzato dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. Una "messinscena inaccettabile" è la stroncatura immediata del Pd, con il capogruppo Ettore Rosato che si affretta a ribadire che le norme contestate in realtà già "si praticano per sentenza della Cassazione", assicurando comunque l'arrivo di "correzioni".

 

Che il governo sia "disponibilissimo" a ritocchi che chiariscano meglio le intenzioni lo conferma anche il viceministro all'Economia Enrico Zanetti, spiegando che gli interventi si concentreranno sul riferimento alle sette rate (previste comunque la procedura 'ordinaria') che dovrebbe essere cambiato "con un riferimento ad archi temporali" precisi e probabilmente anche, spiegano nella maggioranza, a una entità precisa del debito non pagata. Altro chiarimento in arrivo quello sulla non retroattività delle nuove norme, che si potranno applicare quindi solo ai nuovi mutui. Per garantire ancora meglio che non ci siano squilibri tra le parti, si dovrebbero poi rivedere anche i criteri per la nomina dei periti che dovranno valutare i valori degli immobili.

 

 Che non ci fosse, comunque, il rischio paventato dall'opposizione di case pignorate indiscriminatamente, lo aveva chiarito anche il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, spiegando che si tratta di una possibilità "lasciata alla libera contrattazione tra famiglie e istituti bancari e non riguarda il passato e i crediti deteriorati". Con le correzioni annunciate alla fine la norma dovrebbe prevedere che, sulla base di un contratto firmato tra banca e cliente, in caso di inadempienza (indicata con un tempo congruo e per un preciso ammontare di debito non onorato) la casa possa essere venduta senza passare dal tribunale, a totale estinzione del debito, anche se il bene viene venduto a meno. E fermo restando che se invece si dovessero verificare delle eccedenze queste andrebbero restituite al consumatore.