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Inchiesta Anas: coinvolti imprenditori impegnati nella ricostruzione aquilana

Si tratta di Emiliano Cerasi e Sergio Vittadello

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ROMA. Un «marciume diffuso» all'interno dell'Anas dove «ciò che sconvolge è la disinvoltura con la quale gli imprenditori» pagano le tangenti per ottenere vantaggi e dove la cosa «ancor più sconvolgente» è «la facilità» con la quale i funzionari pubblici, prima tra tutti la Dama Nera, si danno da fare per "avvantaggiare" gli stessi imprenditori.

Così il Gip Giulia Proto ricostruisce il comportamento di una ventina di soggetti tra dirigenti e funzionari dell'Anas e imprenditori titolari di appalti di opere pubbliche di primaria importanza coinvolti nella maxi inchiesta che conta 19 arresti, 36 indagati, accuse che vanno dalla corruzione alla turbata libertà degli incanti, dall'autoriciclaggio al favoreggiamento personale e alla truffa, una cinquantina di perquisizioni in mezza Italia, il sequestro di 800mila euro ritenuti il profitto della corruzione, oltre ad altri 225mila euro trovati durante i controlli nelle abitazioni e negli uffici degli indagati.

I nuovi provvedimenti - che riguardano funzionari ed ex funzionari, imprenditori e l'avvocato Andrea Musenga, accusato di aver pagato una mazzetta da 10mila euro - scaturiscono dalla mole di documenti sequestrata ad ottobre, dalle rilettura di centinaia di intercettazioni ma, soprattutto, dalle ammissioni di Antonella Accroglianò, l'ex dirigente del coordinamento tecnico amministrativo arrestata ad ottobre e definita dagli inquirenti la 'Dama Nera': in tre lunghi interrogatori la donna ha spiegato di aver ricevuto mazzette da decine di imprenditori, facendo nomi e cognomi e chiamando in causa anche politici.

GLI IMPRENDITORI DELLA RICOSTRUZIONE

Tra le persone coinvolte ci sono anche imprenditori impegnati in appalti in Abruzzo, in particolare nella ricostruzione post-terremoto.

Si tratta di Emiliano Cerasi, 48 anni, romano, amministratore delegato di Sac, e di Sergio Vittadello, padovano, dell'omonimo gruppo, entrambi agli arresti domiciliari: i due sono impegnati in lavori pubblici e privati del post-sisma.

La Sac ha vinto gli appalti per il recupero del Forte spagnolo cinquecentesco, del palazzo del Governo, entrambi pubblici, e del Duomo, privato.

La Vittadello, oltre a molti condomini privati anche di grandi dimensioni, ha anche rilevato le commesse della milanese Gdm, poi acquisita, che si è aggiudicata la ricostruzione del palazzo di Giustizia.

Assieme a loro Francesco Domenico Costanzo di Tecnis, che ha lavori di viabilità nel territorio regionale, anch'egli ai domiciliari.

Secondo quanto si è appreso, Cerasi si è dimesso dal suo incarico affinché la vicenda personale non incida sull'attività dell'azienda. Sempre da quanto appreso, la nuova bufera giudiziaria sull'Anas non riguarda la ricostruzione.

«FAVORITISMI DI OGNI GENERE»

Il gip descrive «favoritismi di ogni genere» che sarebbero emersi in quattro mesi d'indagine, e parla di una «forma di malcostume divenuta una consolidata prassi» all'interno di Anas che non sorprendeva più nessuno, tanto che «gli imprenditori più scaltri avevano capito che per ottenere bisognava pagare», cita il «rapporto di scambio» tra funzionari e imprenditori ma anche «l'intreccio di rapporti con il mondo della politica, che necessitano di ulteriori approfondimenti».

LE TANGENTI E LA MAZZETTA 'STOPPATA' DA ARRESTI ROSSI

Nelle carte dell'inchiesta il Gip elenca decine di episodi di corruzione. I 200mila euro per falsare la gara dell'itinerario Basentano e i 200mila in cinque anni per togliere le penali e favorire l'aggiudicazione dei lavori alla Aleandri Spa; i 25mila euro avuti dalla Lauro Spa in cambio di un'indennità di esproprio superiore al dovuto; i 160mila versati da Sergio Vittadello e i 10 mila da Emiliano Cerasi, imprenditori entrambi impegnati nella ricostruzione post terremoto dell'Aquila, per favorire l'aggiudicazione delle gare alle proprie imprese. Ma il Gip annota anche un episodio in cui la consegna della mazzetta non è avvenuta. Il giorno che arrestano il dirigente dell'Anas di Firenze, l'imprenditore Vito Rossi è nell'ufficio della Dama Nera: dalla valigetta tira fuori una cartellina rossa che secondo i finanzieri contiene i contanti, ma la donna dice no.

«Gli arresti - scrive la Gdf - hanno fatto insorgere nella dirigente un giustificato timore».

Lo conferma lei stessa nell'interrogatorio: «di recente volevano consegnare parte del denaro restante, ma quel giorno dissi che non era il caso». Paura che passa subito. Quando l'imprenditore Paolo Tardini le chiede «cosa faccio? Cinquanta?», lei risponde «al solito...10...5 e 5...la prossima settimana».

E ad una collaboratrice che disperata le chiede come mettere a posto una pratica - «mi devo inventare una cosa, cosa mi devo inventare?» - le risponde: «inventati qualche cosa».

L'AUTISTA GRATIS PER LE VACANZE IN MONTAGNA E AL MARE

Ma c'è un episodio nelle carte che più di altri conferma a che livelli fosse arrivata la corruzione nell'azienda: per cinque anni la Dama Nera ha avuto a disposizione, pagata dall'imprenditore Ricciardello, un auto con autista per ogni esigenza, comprese le vacanze in montagna a Le Deux Alpes e i week end al mare al Circeo. «Con lui - ha messo a verbale riferendosi all'imprenditore - ho rapporti di stima e lui mi permette di usare il noleggio con conducente. Questa persona mi accompagna e lo paga Ricciardello...ne usufruisco cinque volte al mese o per lungi viaggi, ad esempio quando vado in montagna».

L’ANAS RINGRAZIA

«Ringraziamo la procura di Roma per l'aiuto fondamentale che sta dando al nuovo vertice nel fare chiarezza sul suo passato - commenta l'Anas in una nota -, mettere ordine e tutelare la parte sana dell'azienda, che sta attivamente collaborando" con i magistrati e gli investigatori. La società sottolinea inoltre che tra gli arrestati ci sono soggetti che sono stati "tempestivamente licenziati" dopo gli arresti di ottobre e soltanto un soggetto destinatario dell'ordinanza e tutt'ora dipendente, "ma già oggetto nei mesi scorsi di trasferimento».

«MAZZETTA 10MILA EURO A MARTINELLI»

Il deputato di Forza Italia Marco Martinelli avrebbe preso una mazzetta da 10mila euro per il suo impegno nel garantire la nomina di un presidente di gara d'appalto 'non ostile' all'imprenditore segnalato dalla Dama Nera dell'Anas. E' la stessa Antonella Accroglianò a metterlo a verbale, sostenendo di aver corrisposto lei la tangente. Dalle carte dell'inchiesta e dai verbali della donna emerge, inoltre, che il deputato avrebbe incontrato l'imprenditore Giuseppe Ricciardello - che poi si aggiudicherà la gara in Sicilia - sia nella sede della 'Fondazione della libertà per il bene comune' presieduta dall'ex ministro Altero Matteoli (non indagato) sia in una cena.