SERIE B

Delfino Pescara. I match con Avellino e Cesena per capire se il Pescara è guarito

Il sofferto successo col Como ha portato morale e soprattutto punti

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PESCARA. Il successo anche se enormemente sofferto ottenuto col Como ha riportato il sereno in casa Pescara. Avanti di 2 reti dopo un buon primo tempo, i biancazzurri nella ripresa hanno sofferto oltremodo il ritorno dell'ultima forza del campionato, che dopo l'1-2 soprattutto negli ultimi 10 minuti ha sfiorato più volte il punto del 2-2. Il Delfino appare ancora in convalescenza ma per avere risposte definitive se la crisi sia davvero definitivamente alle spalle bisognerà aspettare le prossime 2 partite. La prima venerdì al Partenio di Avellino contro una squadra reduce da un pesantissimo ko esterno (3-0 a Latina, ndr) e che nonostante una classifica tranquilla non vuole affatto fare brutta figura davanti il proprio pubblico.

Ancor più importante sarà invece il match della settimana prossima allo stadio Adriatico contro il Cesena. Lì si capirà, ovviamente unito ad un buon risultato ad Avellino, se il Delfino può ancora avere velleità di terzo posto.

«La vittoria col Como è stata importantissima per la classifica e per il morale di una squadra ultimamente molto basso» – ha raccontato il tecnico Massimo Oddo – «soprattutto per i giovani che hanno avuto delle difficoltà. Abbiamo fatto un grande primo tempo dove siamo stati concreti, attenti e aggressivi. Poi nel secondo tempo il calo è giustificabile per la paura e le tante critiche delle ultime settimane. Quello che chiedo ai giocatori è massimo impegno e determinazione e nessuno ha tradito le attese. Sono contento soprattutto per questo, molto più del gioco. L'impegno è la prima cosa».

«Ultimamente abbiamo una sfortuna assurda. A parte gli errori ogni giornata dobbiamo fare a meno di tantissimi giocatori. Ad Avellino mancheranno per squalifica Benali, Zuparic e Torreira oltre all'infortunato Coda. In settimana valuteremo Campagnaro che è uscito anzitempo col Como per una forte contrattura. È un momento un po' così e bisogna fare di necessità virtù».


Andrea Sacchini