SERIE B

Delfino Pescara. Marcatura a uomo e alibi Campagnaro. Oddo: «bisogna reagire»

Iniziato il ritiro a Roma in vista del match di sabato con la Ternana

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ROMA. Ultimo giorno di allenamento ieri in Abruzzo per il Pescara, da oggi in ritiro a Roma per preparare al meglio la trasferta di sabato a Terni e ritrovare lo smalto perduto.

Nella consueta conferenza stampa di metà settimana il tecnico Massimo Oddo ha usato toni anche forti contro i propri calciatori, nel momento più difficile della sua gestione tecnica. Il leitmotiv però, che a lungo sta diventando anche stucchevole, è sempre lo stesso: «il problema non è tecnico ma è solamente mentale. Giochiamo bene e costruiamo diverse occasioni da gol. Stiamo prendendo troppi gol per errori individuali, vanno migliorate alcune cose...».

Imbarazzanti, soprattutto, sono state le reti prese su calcio piazzato con la difesa schierata. La soluzione, anche se non gradita dal tecnico biancazzurro, è quella di cambiare il tipo di marcatura nei calci da fermo: «passeremo alla difesa alla marcatura a uomo anche perché in questo modo ogni giocatore si prenderà le proprie responsabilità».

«Io però non sono convinto di questa soluzione» – ammette Oddo – «questa squadra ha caratteristiche per marcare a zona. In questo momento però vedo un atteggiamento troppo passivo. Cambieremo, ma sicuramente per marcare a uomo serve una maggiore attenzione».

Le otto gare senza vittoria non hanno però cambiato le ambizioni del mister: «abbiamo un grande obiettivo e non voglio smettere di crederci. Ci crederò sempre. Il mio compito è quello di aiutare la squadra ad uscire da questo momento. Ripeto, è una questione solamente mentale perché dal punto di vista del gioco e dell'impegno nessuno può dire nulla ai ragazzi. Serie A? Nulla è perduto, se questa squadra fa una vittoria poi ne fa altre 10 di fila...».

«Il recupero di Campagnaro?» – chiude Oddo, parlando dell'assenza ormai prolungata del difensore argentino – «basta parlarne. Sta diventando un alibi per gli altri difensori. Ho parlato con loro, deve anche essere uno sprone per loro. Fossi in loro mi arrabbierei e tirerei fuori tutto l'orgoglio per dimostrare che si può andare avanti anche senza Campagnaro».


Andrea Sacchini