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Virtus Lanciano. Dubbi tanti, certezze poche. Maio: «non stiamo fallendo...»

L'Ad rossonero: «partiranno altri calciatori. Penalizzazioni? Altri 2 punti»

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LANCIANO. Tra tanti dubbi e poche certezze, in casa Virtus Lanciano è ancora tempo di dolorosi e addii e infiniti rimpianti per la stagione che doveva essere e che a meno di miracoli non sarà. Negli ultimi giorni, nel tentativo di ridurre i costi e il monte ingaggi complessivo della rosa, hanno lasciato l'Abruzzo tra i tanti Di Cecco, Piccolo e Paghera. Alle loro cessioni dovrebbero aggiungersi a breve quelle di Mammarella, Bacinovic, Ferrari e Marilungo.

Senatori e colonne di un Lanciano che fino ad ora non ha mai avuto difficoltà nel raggiungere l'importante traguardo della salvezza in Serie B. Ora però gli interrogativi sul futuro sono tanti, soprattutto a seguito della grottesca situazione venutasi a creare a Lanciano nelle ultime settimane.

A tal proposito nella giornata di ieri la famiglia Maio ha finalmente fatto chiarezza sul presente e soprattutto sul futuro della Virtus Lanciano: «noi non siamo morti, non siamo falliti e non stiamo fallendo. Noi mettiamo in questa squadra soldi, passione e cuore e non tollereremo ulteriori attacchi alla famiglia Maio».

«Il nostro e' un mercato di rifondazione volto alla salvaguardia di un budget e di un bilancio come tutte le squadre di calcio fanno, ci saranno cessioni ed acquisti. Questa e' la politica societaria, gente che andra', gente che verra'», ha detto Guglielmo Maio, «dobbiamo adoperarci affinche' la squadra si salvi sul campo, non siamo morti, non abbiamo mollato, ci mettiamo soldi, passione, vita, affetti e non siamo l'agnello sacrificale di nessuno. L'hanno fatto i piu' grandi prima di noi, non vedo perche' non possiamo farlo noi».

«Se c'e' qualcuno piu' bravo si faccia avanti. Gli anni possono andare bene o male, stiamo parlando di sport, si vince e si perde, la retrocessione o la vittoria fanno parte del gioco, non lo decido io. E comunque sono pronto a lottare fino alla fine per salvarci, la retrocessione per il Lanciano e' il rischio piu' alto, un rischio ponderato. Sono disponibile ad ascoltare qualsiasi proposta, ma al momento non ne e' arrivata nessuna. Il Lanciano Calcio vive dei soldi nostri, siccome vogliamo dare autonomia ad ogni nostra azienda, vogliamo renderla il piu' possibile autonoma. Ci mettiamo la faccia, non permetto a nessuno che si sputi sulla mia famiglia a livello personale. La societa' non e' malata, e' sana, ha solo bisogno di restyling. Se i giocatori vanno via e' perche' vanno a guadagnare di piu'».

 Maio ha anche annunciato l'arrivo di una penalizzazione per problemi di pagamenti entro i termini. «Sono cambiate le regole in corso, siamo andati lunghi con alcuni pagamenti e arrivera' una penalizzazione di 1/2 punti», ha detto il numero due del club.

Anche la sorella Valentina, presidente del sodalizio abruzzese, ha cercato di spiegare l'attuale momento della societa' chiedendo rispetto: «Non accetto piu' cose personali sulla famiglia, basta attacchi personali, vi prego. Non abbiamo cacciato nessun giocatore. Quello che hanno detto sono menzogne, ho detto loro di rimanere con me, ma loro hanno preso la strada migliore per loro e non li giudico. Questa societa' non ha mai cacciato nessuno, per noi potevano rimanere tutti. Abbiamo chiesto una mano (dilazione nei pagamenti, ndr) e non ce l'hanno data, ma ognuno e' libero di fare come crede. Chiedo fiducia e rispetto per questa societa', non la faremo fallire».

 Andrea Sacchini