SANITA'

Chieti Dea II livello: «la giunta approva atti incoerenti»  

Appello del comitato cittadino alla mobilitazione e annuncio raccolta firme

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

902

 

 

CHIETI. Il comitato civico ''Salute Pubblica'' di Chieti lancia un appello alla mobilitazione ed è pronto ad una raccolta di firme per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sul rischio che la città possa perdere il Dea funzionale di secondo livello, «con ulteriore depauperamento dell'offerta sanitaria» afferma.

Il Comitato, che ieri ha tenuto una conferenza stampa con uno dei suoi esponenti di spicco, il medico Walter Palumbo, chiede in particolare alla Giunta regionale, ad oltre tre mesi dall'ultima riunione, dove sia il documento tecnico chiesto dal Ministero alla Regione che delinea la strategia di integrazione fra gli ospedali di Chieti e Pescara per le funzioni di Dea di secondo livello.

Inoltre chiede perchè «mentre l'assessore alla sanità Silvio Paolucci annuncia di volere il Dea funzionale, il governo regionale adotta delibere per gli Atti aziendali non obbligando i direttori generali della Asl Lanciano Vasto Chieti e dell'Ausl di Pescara a tener conto di quanto previsto da provvedimenti adottati in precedenza».

 

Secondo il comitato per esempio gli atti aziendali delle Asl Lanciano-Vasto-Chieti e di Pescara non tengono conto, infatti, della delibera di Giunta Regionale n°271 del 23.05.2017 che ha approvato “La proposta di un piano di integrazione funzionale fra i Presidi Ospedalieri di Pescara e Chieti finalizzata ad assicurare le funzioni dell’ambito delle reti dipendenti previste per un DEA di 2° livello”, elaborata da un gruppo di esperti all’uopo

nominata con la delibera di Giunta Regionale n° 762 del 26.11.2016, in ossequio al Decreto Commissariale n° 55 del 10.06.2016 contenente il “Piano di Riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale 2016-2018” che ha permesso alla Regione Abruzzo di uscire dal Commissariamento della Sanità ma restare ancora in Piano di rientro….

 

La giunta si è poi dimenticata di quanto è scritto nelle pagine 23 e 24 dell’ultimo verbale di monitoraggio (30 novembre 2017) con i Ministeri della Salute e dell’Economia che accetterebbero il DEA funzionale di 2° livello tra Chieti e Pescara solo dietro trasmissione di

un documento tecnico che dovrebbe «delineare la strategia di integrazione fra gli Ospedali di Chieti e Pescara” attraverso: la individuazione del presidio di afferenza dei mezzi di soccorso; la gestione dei trasferimenti secondari inter-ospedalieri in continuità di soccorso; i percorsi gestionali, organizzativi ed assistenziali in integrazione funzionale tra le unità operative dei due ospedali, con garanzia di continuità di servizio h24 per tutte le équipes multiprofessionali e multidisciplinari coinvolte, con particolare riguardo a quelle operanti nell’ambito della rete dell’emergenza-urgenza e delle reti tempodipendenti».

 

 

Il comitato chiede inoltre perchè l'università D'Annunzio non si pronuncia sul gradimento del mondo accademico a proposito della soluzione adottata e sul contributo che la stessa università può dare per individuare professionalità mediche idonee a migliorare le prestazioni erogate dal costituendo Dea.

 

«Abbiamo voluto scoperchiare una pentola che in questo momento era non in ebollizione ma noi abbiamo acceso il gas perchè bisogna che la popolazione di Chieti sappia che rischia di perdere un ospedale di secondo livello e questo non ce lo possiamo permettere e dobbiamo far sì che questa città, insieme a quella di Pescara, si faccia il Dea funzionale di secondo livello - ha detto Palumbo. Anche il tavolo di monitoraggio nazionale, dove la Regione Abruzzo va regolarmente ogni tre mesi, ha detto che si può fare un Dea di secondo livello a condizione che si faccia un protocollo di integrazione fra i due ospedali: dopo quattro mesi siamo ancora al punto di partenza, non si è fatto nulla. Si fanno solo annunci ma noi vogliamo vedere i fatti: se non ci sono i fatti noi chiameremo la città di Chieti, raccoglieremo delle firme, dobbiamo far sì che questa città si mobiliti e faccia sentire la sua voce finalmente. Chiediamo anche all'università di svolgere il suo ruolo, ci dica cosa vuol fare, che ruolo vuole avere in un Dea funzionale di secondo livello - conclude Palumbo: non può rimanere sulla difensiva e non dire nulla, è una scommessa per questa città».