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Meningite, come si trasmette, sintomi e prevenzione

Dopo i recenti decessi cresce la paura ma numero casi non è aumentato

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SALUTE. Dopo il caso del bimbo di 22 mesi deceduto in Toscana e quello del giovane di 18 anni di Agerola morto all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia ieri pomeriggio, torna a far paura la meningite da meningococco C.

In realtà il numero dei casi del 2016 non è aumentato rispetto a quelli registrati nel 2015 in tutta Italia ma le notizie delle ultime settimane hanno creato un certo allarme.

La prima cosa da sapere è che la 'meningite C' è di tipo batterica. La meningite infatti può essere provocata sia da batteri sia da virus, quella più temibile è quella batterica dovuta principalmente a tre germi: emofilo tipo B, pneumococco, meningococco



LA MENINGITE VIRALE E BATTERICA

La meningite virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni.

La meningite batterica, invece, è più rara ma estremamente più grave e può avere anche conseguenze fatali.


COME SI TRASMETTE

La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, però, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte.

Non tutti i casi di trasmissione del patogeno danno luogo a malattia. Per esempio, nel caso del meningococco, il rischio di trasmissione dal primo caso ad un altro è stato stimato in 1/300 nei familiari, 1/1500 nei contatti stretti, 1/18000 nelle scuole primarie, 1/33000 nelle scuole secondarie, 1/125000 negli operatori sanitari.

Il periodo di incubazione della malattia può variare a seconda del microorganismo causale. Nel caso della meningite virale, esso va dai 3 ai 6 giorni, per la forma batterica dai 2 ai 10 giorni. La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio.



I SINTOMI

All'inizio i sintomi possono essere aspecifici: sonnolenza, mal di testa, mancanza di appetito.
In genere, però, dopo 2-3 giorni peggiorano e compaiono nausea e vomito, febbre elevata, pallore, fotosensibilità (fastidio alla luce); tipiche la rigidità della nuca e quella all'estensione della gamba, alterazione della coscienza, convulsioni.

Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre possono essere presenti pianto continuo, irritabilità e sonnolenza, al di sopra della norma, e scarso appetito.
A volte si nota l'ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente.

La meningite e la sepsi meningococcica si possono anche presentare con forme fulminanti, con il peggioramento delle condizioni in poche ore e la comparsa di petecchie (piccole macchie rossastre o violacee, dovute a micro emorragie dei vasi).



LA DIAGNOSI PRECOCE

Una diagnosi e un trattamento precoci sono fondamentali per una prognosi migliore della meningite.

In presenza di un sospetto è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico, che valuterà l'opportunità di un ricovero in ambiente ospedaliero e , se appropriato, l'isolamento dei contatti e la chemioprofilassi.

Nel caso di meningite batterica si effettua terapia antibiotica.

Nel caso di meningiti virali, la terapia antibiotica non è efficace, ma la malattia è meno grave ed i sintomi si risolvono di solito nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica, ma solo di supporto.


LA PREVENZIONE

La prevenzione delle principali malattie batteriche invasive si attua con la vaccinazione.

La vaccinazione contro l’Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami.

La vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.

La vaccinazione contro la Neisseria meningitidis C (meningococco C) è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. E' raccomandata anche per gli adolescenti suscettibili. Per chi è stato vaccinato da bambino, la necessità di un richiamo nell’adolescenza è allo studio.

La vaccinazione contro la Neisseria meningitidis B (meningococco B) prevede schedule vaccinali differenti per numero di dosi, a seconda dell’età di inizio della vaccinazione. Ad esempio, prima dei 6 mesi di vita del bambino viene generalmente seguita una schedula a 4 dosi (3°, 4°. 6° e 13° mese di vita). Al momento il vaccino è offerto gratuitamente solo in alcune Regioni. È attesa per dopo l’estate 2016 l’approvazione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale che ne estenderà l’offerta a tutte le regioni, con la schedula a 4 dosi descritta.

La vaccinazione quadrivalente contro il meningococco A-C-Y-W135 conferisce protezione nei confronti di meningiti e sepsi causati da 4 diversi sierogruppi di meningococco; consiste nella somministrazione di una singola dose a partire dai 12 mesi di età. Al momento il vaccino è offerto gratuitamente agli adolescenti solo in alcune Regioni. È attesa per dopo l’estate l’approvazione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale che ne estenderà l’offerta a tutte le regioni.



DOMANDE E RISPOSTE DALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'

Quali batteri causano la meningite?

Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X.

Quali sono i più aggressivi e quali i più frequenti?

Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l’ISS, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C.

Quali sono le fasce più a rischio di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco?

I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e, esattamente, contro quali ceppi?

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:
• il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C;
• il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y;
• il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

Sono obbligatori o raccomandati?

Alcuni vaccini sono già raccomandati ed offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite etc.) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche e/o dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa). Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà presto raccomandato per i bambini più piccoli anche a livello nazionale.

Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino?

La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Al momento, questo vaccino è gratuito solo in alcune Regioni, ma presto dovrebbero esserlo a livello nazionale. Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.

Negli adolescenti va fatta la vaccinazione? E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo?

La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto.

Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione?

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla ASL o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base.