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Case popolari, M5S propone legge per legalità. FI: «C’è già»

Sospiri: «la nostra proposta è già passata in Commissione»

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ABRUZZO.  Una proposta di legge per cambiare radicalmente l’assetto delle periferie e ripristinare la legalità all’interno degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

E’ questo l’obiettivo del M5S che, attraverso il Progetto di legge proposto dal Consigliere regionale Domenico Pettinari, vuole porre la parola fine sull’abusivismo e l’utilizzo delle case popolari come ricettacolo di criminalità.

«Dalla costante attività sul territorio e dall’ascolto della cittadinanza residente nelle case popolari, abbiamo identificato alcuni punti critici»  spiega Pettinari «che attraverso l’approvazione e l’immediata applicazione di questa legge troverebbero risoluzione».

I 5 Stelle prevedono di inserire la previsione di inaccessibilità agli alloggi popolari per tutti quei cittadini che hanno riportato condanne penali passate in giudicato per reati gravi come, spaccio, traffico e/o detenzione di armi, associazione a delinquere, gioco d’azzardo, sfruttamento e/o favoreggiamento della prostituzione, riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite,  usura, estorsione.

Questa limitazione si estende sia a chi riceve la condanna durante l’alloggio nelle case popolari, sia a chi risulta condannato nei 5 anni precedenti alla domanda di assegnazione.  

Questa previsione è estesa a tutto il nucleo familiare, per evitare che l’intestazione di alloggi popolari sia effettuata attraverso il coniuge incensurato.

 

 

Un’altra importante novità risiede nella modifica della legge regionale 96/96. La norma citata, infatti, attualmente prevede che, qualora l’abitazione sia utilizzata per attività illecite, sia previsto il decadimento dell’assegnazione. Con la legge presentata oggi, si propone di estendere la limitazione anche nei locali adiacenti le 4 mura dell’abitazione, come androni, locali autoclave, scale e sottoscale.

 

Per combattere l’abusivismo è stata prevista anche una via di comunicazione rapida tra Enti e società fornitrici di utenze in modo da non attivare o interrompere immediatamente la fornitura elettrica, di gas ed idrica in quelle abitazioni ottenute con la forza o in violazione della legge penale, da persone non in possesso di regolare assegnazione.

 

 

FORZA ITALIA: «LA LEGGE C’E’ GIA’»  

Forza Italia fa però notare ai 5 Stelle che la legge per combattere le occupazioni abusive e i fenomeni di criminalità nelle case popolari c’è già: «è quella che martedì prossimo con Forza Italia porterà in approvazione in Consiglio regionale», spiega il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri raccogliendo l’appello e l’allarme sicurezza lanciato dal Sunia e replicando alle affermazioni dei 5 Stelle.

Il dispositivo non solo impone al soggetto richiedente un alloggio di risiedere sul territorio da almeno 5 anni e di avere un lavoro, ma soprattutto impedisce le assegnazioni in caso di condanne o pendenze giudiziarie. «Una norma che, dopo aver già superato l’esame delle Commissioni, risolverà tutti i problemi denunciati dal Sunia tra i quartieri popolari non solo di via Passo della Portella-via Rigopiano, ma in tutti i rioni a rischio come via Caduti per Servizio o Villa del Fuoco. Ai consiglieri del Movimento 5 Stelle resta ben poco da ‘inventare’, piuttosto martedì garantissero il proprio voto favorevole alla nostra proposta di legge che ha già compiuto il proprio iter».  

 

Il Sunia ha denunciato la presenza, in via Passo della Portella, di soggetti pregiudicati che avrebbero seminato il terrore tra i residenti, imponendo il coprifuoco, addirittura utilizzando le armi per imporre la legge del più forte. E tra tali soggetti, molti sarebbero anche stranieri che hanno occupato abusivamente alcune case.

 

I REQUISITI

La proposta già passata in Commissione prevede due o tre requisiti fondamentali: innanzitutto d’ora in avanti, per poter essere assegnatario di un alloggio popolare occorrerà dimostrare di vivere nel comune da almeno 5 anni e di avere un lavoro. Le ragioni sono evidenti: chi abita sul territorio in maniera stabile da almeno 5 anni dimostra di avere una ‘stanzialità’, dunque non ha interesse a ‘rivendersi’ la casa e, automaticamente, deve anche avere un lavoro per viverci, un lavoro che è necessario anche per pagare un affitto. In questo modo si cancelleranno i fenomeni di morosità, ovvero inquilini che per decenni non sborsano un euro di locazione con il pretesto della disoccupazione. Ma, cosa più importante, la nuova Legge Sospiri prevede che chi ha commesso un delitto, un reato, o comunque ha sul groppone delle pendenze giudiziarie, non ha diritto a un alloggio pubblico.

«In questo modo», spiega Sospiri, «i nostri rioni popolari non saranno più dei ghetti in cui pochi criminali tengono in scacco decine di famiglie oneste e soprattutto i sindaci, forti dello strumento normativo, potranno avviare ondate di sfratti a fronte di denunce supportate da prove e documenti che certificano l’attività delinquenziale di eventuali inquilini che distruggono la vivibilità di interi quartieri cittadini».

A questo punto Forza Italia si aspetta che martedì in Consiglio regionale i 5 Stelle votino a favore della loro proposta di legge che è al primo punto dell’ordine del giorno «senza dover inventare nuove e inutili alchimie burocratiche».