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Pista ciclabile lungo i trabocchi, 10 anni di attesa. Partono i lavori?

Ma Febbo frena: «cantiere inesistente, ancora troppi problemi da risolvere»

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FOSSACESIA. E’ stato inaugurato sabato scorso il cantiere della Via Verde della Costa Frentana dei Trabocchi.

Grande entusiasmo tra gli ultimi presidenti della Provincia di Chieti: da Tommaso Coletti, ideatore dell’opera, passando per Enrico Di Giuseppantonio e l’attuale presidente, Mario Pupillo.

Il progetto è di quelli importanti che vuole diventare un attrattore di flussi legati al cicloturismo e potrebbe richiamare tantissimi appassionati, trasformandosi nella chiave di volta per il rilancio, in chiave turistica, di una bella fetta di costa abruzzese.

 L’itinerario è di quarantadue chilometri di pista ciclabile, da Ortona a Vasto, passando per San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro e Casalbordino, lungo la costa dei trabocchi, una delle aree più suggestive dell’Abruzzo.


Ma a spegnere gli entusiasmi è il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo secondo cui quella dei giorni scorsi sarebbe stata una cerimonia «che apre un cantiere inesistente e, cosa più grave e triste, non sappiamo neppure quando inizieranno realmente i lavori e conseguentemente quando avremo la possibilità di vedere l’opera ultimata».

In effetti ci sono  delle questioni tecniche, economiche e ambientali molto rilevanti che bloccano l'inizio vero del cantiere del tracciato dell’ex ferrovia.

«La reputo singolare l'inaugurazione di oggi visto che non è iniziato nulla e non esiste nessun inizio lavori», continua Febbo.

Tra le tante questioni irrisolte, addirittura, rimane quella relativa alla tipologia di bonifica bellica da svolgere. Infatti il Genio Militare non ha ancora definito se sia necessaria una bonifica di superficie (3/4 mesi di lavoro per effettuarla) o quella di profondità (12/15 mesi se tutto va bene). Come rimane in piede la problematica inerente i Comuni di Torino Di Sangro, Casalbordino e Vasto, i quali hanno avanzato richiesta di modifica sostanziale al tracciato. Rimane inoltre da risolvere il problema centrale, quello relativo alla governance dell’ex tracciato ferroviario».



UNA STORIA NATA 10 ANNI FA

L’arretramento della linea ferroviaria sulla costa teatina, da Ortona a Vasto, ha dato via all’iniziativa che attende ormai da oltre 10 anni. Era il 26 ottobre del 2007, infatti, quando venne sottoscritto un protocollo d’intesa tra la provincia di Chieti ed i nove comuni interessati: Francavilla, Ortona, San Vito, Fossacesia, Rocca San Giovanni, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo.

L’obiettivo era quello di realizzare una pista ciclopedonale sul sedime ferroviario dismesso nell’ambito di un piano urbanistico ed economico della costa, concepito e redatto con l’intento di valorizzarla ai fini di uno sviluppo turistico del territorio costiero con ricadute economiche anche sulle zone interne.

Nel 2008 si è insediato un tavolo di lavoro tra la società proprietaria delle aree dismesse dalle Ferrovie dello Stato, la Provincia di Chieti ed i comuni interessati e nell’autunno dello stesso anno la Giunta Provinciale ha approvato lo studio di fattibilità tecnico-economica del progetto preliminare elaborato dal gruppo di lavoro al quale  hanno preso parte tecnici indicati dai comuni, tecnici del servizio “Pianificazione” della Provincia ed un esperto dell’Università di Milano.

Nel 2009 c’è stata l’approvazione, da parte della giunta provinciale, del progetto preliminare della pista il cui costo complessivo, compresa l’acquisizione delle aree necessarie alla realizzazione dell’opera, era pari a circa 46 milioni di Euro.

Responsabile del procedimento è stato nominato l’architetto Valerio Ursini che, insieme ai suoi collaboratori, ha portato avanti il completamento del progetto e la predisposizione della gara di appalto europea.


La scelta dell’impresa vincitrice è stata complessa e la commissione di gara ha dovuto lavorare duramente per individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa e fare le valutazioni del progetto presentato.

Adesso, dopo l’individuazione del miglior progetto e dopo la stipula del contratto con l’impresa vincitrice dell’appalto, i lavori inizieranno. Forse.
«Sono veramente contento – ha dichiarato Tommaso Coletti, presidente della Provincia all’epoca dell’avvio della procedura – che si stia realizzando una nostra intuizione, a cui in pochi a dire il vero all’inizio hanno creduto. Finalmente, anche se sono passati quasi undici anni da quando l’allora Amministrazione Provinciale da me presieduta, con l’ausilio dell’allora Assessore Provinciale Antonio Tamburrino, ha avviato l’iter per la sua realizzazione, iniziano i lavori di un’opera che produrrà sicuramente effetti positivi per il nostro territorio».

Le aree dismesse (da Ortona a Vasto) sono state acquistate, il 13 marzo 2014 per 2.945.000 euro (senza le ex stazioni presenti sul percorso, valutate 4.500.000 euro), anziché i 50 fissati in un primo momento dalle Ferrovie dello Stato, che aveva inserito quella somma nel proprio bilancio patrimoniale .

«Fu un punto importante, raggiunto dopo un lungo lavoro», ha ricordato l’ex presidente della provincia Enrico Di Giuseppantonio.

Solo Nel febbraio del 2014 la disponibilità concreta dei 15 milioni per realizzare l’opera.


 

I NUMERI

Questi sono i dati principali dell’opera in cantiere:

oltre 1 milione e 300.000 metri quadrati di area;

40 km di pista ciclopedonale;

4,50 mt di larghezza;

12 punti di accesso principale;

25 km di nuovi accessi al mare ;

messa in sicurezza di 9 gallerie e dei ponti.