FINE DEI GIOCHETTI

Teramo, Brucchi non è più sindaco. I Gattiani: «Impossibile andare avanti»

Pomante: «l’Olimpo è caduto»

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TERAMO.  Alle 13.46 di oggi Maurizio Brucchi ha aggiornato il suo profilo Facebook: ‘fine del lavoro presso Comune di Teramo’.

 

Già, perché come già annunciato nei giorni scorsi, questa mattina alle 12 i 18 consiglieri comunali si sono dati appuntamento (gattiani compresi) all’ufficio protocollo di via Della Banca alla presenza del dirigente Fulvio Cupaiolo per firmare le dimissioni di massa.

E così l’era Brucchi è terminata.

«Non avremmo mai desiderato una conclusione del genere, ma dopo tre anni e mezzo di sostegno limpido ed incondizionato, abbiamo dovuto prendere atto della improseguibilità di questa esperienza amministrativa», hanno commentato i consiglieri ‘gattiani’ Giovanni Battista Quintiliani, Maurizio Salvi, Milton Di Sabatino, Francesca Di Egidio, Antonella De Luca e Emidio Di Matteo.

Secondo loro l'eccesso di litigiosità «motivato esclusivamente da personalismi» avrebbe  accompagnato questo mandato fin dall'inizio, con le ben note polemiche di taluni consiglieri già in esito al varo della Giunta (giugno 2014).

Nel 2015 la coalizione ha perso il sostegno di Fratelli d'Italia e nel 2016 quello della lista Al Centro per Teramo, e nell'avvicendarsi di questi avvenimenti la lista che ha come riferimento Paolo Gatti ha visto immolare alle varie crisi gli assessori Di Stefano e Romanelli prima e successivamente anche Lucantoni ed Antonini.

«Quanto accaduto il 2 novembre scorso», continuano gli ex consiglieri di Futuro In, «con la persistenza della mancanza dei presupposti numerici minimi per governare,-e dopo la sottoscrizione di innumerevoli documenti mai rispettati- ci ha indotti a rinunciare alle nostre posizioni (3 assessorati ed oggi anche alla presidenza del consiglio comunale) ed a chiedere lucidamente e rispettosamente al Sindaco di porre fine ad uno stillicidio non più comprensibile ai cittadini e privo di ogni prospettiva politica ed amministrativa».

«L’olimpo è caduto», ha commentato Gianluca Pomante, «non era più possibile lasciare la città in ostaggio di questa amministrazione. Il senso di responsabilità di tutti ha prevalso. Adesso tutti dovremmo riflettere sul futuro di questa città anche perché c'è da dire che qui non c'è nessuna vittoria. Abbiamo perso tutti, ha perso Teramo, è una sconfitta per l'opposizione, una sconfitta per la maggioranza, una sconfitta per il sindaco. Adesso serve gente valida e io spero soprattutto che i giovani siano disponibili a sostituire questa politica che ormai è rancida sotto tutti i punti di vista».

Critico anche Fabrizio Berardini del Movimento 5 Stelle secondo cui l'opposizione «aveva il dovere di mandare a casa questa amministrazione, capace solo di fare danni. Brucchi ha lasciato un Comune che da luglio non riesce a pagare nemmeno le bollette dell'elettricità».

  Hanno parlato di «brutta pagina per la storia politica della città» sia Guido Campana che Maurizio Verna.

«Forse in questo momento», ha detto ancora Campana, «non eravamo quelli adatti. Io da due anni pensavo di uscire dalla maggioranza perché tante cose non abbiamo condiviso. Penso che il sindaco non abbia fatto il sindaco in questi anni, è stato pilotato, ha cambiato più volte la giunta e lì è come una partita di calcio: se i giocatori non vanno più d’accordo e l’allenatore non riesce a tenerli insieme è meglio così».

 «E’ un triste epilogo quello dell’Amministrazione Comunale di Teramo, che chiude definitivamente quello che giustamente è stato definito il Modello Teramo», commenta invece l’onorevole Fabrizio Di Stefano. «E’ una sconfitta per tutta la classe politica del Centrodestra e per Forza Italia in particolare» ha continuato. «Ognuno di noi, me per primo, in quota parte deve sentirsi responsabile; senza voler imputare a nessuno specifiche colpe, si è perso forse quel senso di responsabilità verso i nostri elettori che avrebbe dovuto indurre i rappresentanti teramani a comportarsi diversamente. E’ chiaro che nelle sedi opportune una riflessione più approfondita andrà fatta e, forse, andava fatta già in precedenza. Ma quello che tutti dobbiamo capire è che prima di ogni altra cosa dobbiamo cercare di spiegare a quegli elettori che quattro anni fa avevano dato la loro fiducia al Centrodestra e a Forza Italia».

«Siamo soddisfatti di aver evidenziato e decretato la fine di una situazione penosa e umiliante per Teramo», ha detto invece il Commissario dell’Unione Comunale del PD Teramo, Sandro Mariani. «Il nostro ruolo di opposizione chiara e fuori da ogni pasticcio ce lo ha imposto, ma certo quella di oggi non è una giornata felice: il fallimento di un’Amministrazione è una ferita inferta alla Città che l’ha scelta e i Teramani non vogliono e non devono trovarsi più nelle condizioni di accettare, senza possibilità di reagire, errori e accordi capricciosi e personali, che passano sopra le loro teste. Oggi non si festeggia. Si considera questo lunedì come il Giorno Zero, per ripartire».


IL SINDACO: «MI HANNO TRADITO»

«Da qualche ora non sono più Sindaco della Città di Teramo», ha commentato poco prima delle 16.40 Brucchi. «Dopo otto lunghi anni finisce l'impegno per la mia città, impegno forte, onesto, serio, sempre nell'interesse del territorio. Finisce nel modo in cui non avrei ma pensato potesse finire: con un tradimento. Esco a testa alta consapevole di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per onorare il mandato datomi dai cittadini che ringrazio tutti per avermi supportato ed anche per avermi criticato. La cosa più difficile è stato spiegare a mio figlio Filippo perché il suo papà non è più Sindaco».