CHIACCHIERE E DISTINTIVI

Nuova Pescara… capoluogo: il consiglio approva lo sgambetto ai cugini aquilani

Guerra nel pd, guerra di campanili, guerra di interessi, guerra politica e di poteri

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1950

 

 

 

PESCARA. Un semplice ordine del giorno approvato per l’occasione per mandare messaggi, puntare i piedi e attirare qualche simpatia-antipatia.

Il Consiglio comunale di Pescara ha approvato ieri sera a maggioranza un ordine del giorno, presentato dal centrodestra, in cui si chiede di avviare tutte le procedure, contestualmente all'iter relativo alla creazione 'Nuova Pescara', per far sì che la nuova realtà sia anche capoluogo di regione.

L'ordine del giorno è stato votato da otto su nove consiglieri di centrodestra e da sei consiglieri di maggioranza.

Dai banchi della maggioranza hanno votato a favore: Fabrizio Perfetto (Pd), Tiziana Di Giampietro (Pd), Adamo Scurti (lista civica), Riccardo Padovano (lista civica), Piernicola Teodoro (lista civica) e Giuseppe Bruno (lista civica). Nove i contrari.

Il Movimento 5 Stelle ha lasciato l'aula prima del voto così come Sinistra Italiana.

«Quando crei una città importante come questa, che rappresenta un quinto dell'intera regione - dice all'ANSA il vicecapogruppo di Forza Italia, Vincenzo D'Incecco - non puoi immaginare che non sia il capoluogo. Non si tratta di uno scippo a L'Aquila: ci sono tanti strumenti per dare all'attuale capoluogo la possibilità di fare molte attività, magari con una legge speciale».

Il sindaco Marco Alessandrini parla di «una presa di posizione più inutile che dannosa: il centrodestra ha voluto presentare e votare con una partecipazione massiccia (non ricordo una sessione pomeridiana che abbia visto la presenza di 8 consiglieri di centrodestra su 9) un ordine del giorno raffazzonato e singolarmente rivolto al Consiglio regionale e non all'amministrazione comunale».

«Si è trattato di un impiego non particolarmente efficace di un'ora di seduta consiliare - aggiunge Alessandrini - la questione centrale resta la Nuova Pescara su cui questo Consiglio si è già espresso favorevolmente sin da luglio 2015 con una mozione che ottenne il voto quasi unanime dell'aula, incluso il centrodestra, e il cui cammino penso che procederà senza particolari intoppi, il che forse dispiacerà a coloro che hanno suggerito e sostenuto l'ordine del giorno odierno».

Per il primo cittadino si sta «rispolverando un dibattito sepolto dalla storia» e si tenta di tirare fuori «armi di distrazione di massa» rispetto al fulcro reale della questione, ovvero  l’ambizioso progetto che porterà ad «una rivoluzione a 360° di una comunità vasta».

Per il capogruppo del Pd, Marco Presutti, che ha chiesto la sospensione della seduta (bocciata con 14 voti su 23 presenti), si tratta di «sabbia inutile negli ingranaggi della Nuova Pescara: la questione non è grave, né tantomeno seria».

Secondo il consigliere del Pd Emilio Longhi (che ha sottolineato di aver votato No alla Grande Pescara) «questo è un ordine del giorno che non si può discutere. Il Consiglio comunale non ha potere di invitare il Consiglio regionale a fare nulla. Negli ordini del giorno si invitano il sindaco e la giunta, anche ad evitare la quarta guerra mondiale ma non ci si rivolge al Consiglio regionale.  Questo ordine del giorno va rigettato così come arrivato, la formulazione non è corretta».

Riccardo Padovano che ha votato sì  «perché ci credo» ha sostenuto che sia necessario «riaprire questa discussione nel dibattito regionale, non è una questione di campanile».

Il consigliere Giuseppe Bruno ha invece spiegato in aula: «voto sì ma non perché mi faccio trascinare nel dibattito anni 70 ma perché quella che verrà sarà una nuova città e si pone un problema. Se ci sarà una città di 250 mila abitanti come  è possibile che questa non diventi naturalmente il capoluogo della regione?»

Al momento della votazione Sinistra Italiana ha abbandonato l'aula. «Riteniamo che questa discussione non sia prioritaria al momento, nata e sviluppatasi solamente a causa di posizioni differenti nel Partito Democratico, se presa seriamente necessiterebbe di ampi e lunghi confronti in tutta la regione», dicono  la capogruppo Daniela Santroni e il consigliere Ivano Martelli.

Sulla Grande Pescara è già stata svolto un referendum che ha decretato la volontà popolare di allargare il comune a Montesilvano e Spoltore ma da quasi tre anni non si è fatto un solo passo in avanti.

Ora della cosa si è tornati a parlare in un clima forse volutamente avvelenato che crea disorientamento e difficilmente potrebbe contribuire a raggiungere risultati concreti.  

Intanto anche in Forza Italia, come nel Pd, non mancano problemi.

 Stefano Morelli coordinatore comunale Forza Italia L’Aquila ha ricordato che  già nei giorni scorsi è stato ribadito attraverso il coordinatore regionale Pagano, che ha derubricato la vicenda come ridicola, che il capoluogo non si tocca. «Allo stesso modo posso dire che in nessuna occasione Il mio partito, ai livelli decisionali, non ha mai messo in discussione il ruolo della nostra città», assicura Morelli

«La mozione, proposta dal centrodestra e votata ieri dal consiglio comunale di Pescara, ha chiaramente avuto origine dalla volontà di mettere in difficoltà il PD e l’amministrazione Alessandrini, peraltro riuscendoci», sottolinea Morelli. «Ma è chiaro però, e lo dico da aquilano prima che da esponente politico, che non accetteremo più altre provocazioni».

 «Il Consiglio comunale dell'Aquila non risponderà all'ordine del giorno per spostare il capoluogo a Pescara perché noi non facciamo cose che non hanno senso», ha risposto invece il sindaco Pierluigi Biondi, «mi sembra un'isteria dettata dal clima pre-elettorale - prosegue Biondi - Voglio vedere quando qualcuno comincerà a parlare di qualcosa di serio. Si tratta di una cosa risibile».