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Tua spa, approvati i cambiamenti societari ma restano lati oscuri

Febbo: «pericolo di futuri licenziamenti a causa dello “spezzatino”»   

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ABRUZZO. Oggi l’assemblea dei soci di Tua spa ha varato la separazione societaria attraverso l’affitto del ramo di azienda a Sangritana spa dei servizi commerciali su gomma e su ferro come da previsione del Piano industriale.

L’obiettivo per l’esecutivo regione e per il delegato ai trasporti, Camillo D’Alessandro è «non  finanziare con i soldi del trasporto pubblico locale le perdite delle commerciali ma se si vuole stare sul mercato si devono abbassare i costi, ciò che faremo con Sangritana spa».

Un obiettivo da raggiungere e per il quale D’Alessandro ha assicurato di procedere spedito.

Il Presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo dopo la trionfale conferenza stampa di ieri ritorna a porre domande alle quali la Regione continua a non rispondere.

I quesiti di Febbo sono specifici: «il bilancio di Tua al 31.12.2017 chiuderà con un utile o con una perdita; mi risulta che sono mesi che non vengono pagati centinaia di fornitori (se non quelli del carburante) per un importo di oltre 30 milioni di euro e, infine, conoscere le reali motivazioni per cui dal 11.04.2017 i servizi minimi, data del pronunciamento e conseguente annullamento da parte del Tar Abruzzo, non vengono ancora legittimamente rideterminati e riprogrammati?».

E poi «il piano industriale della Sangritana Spa, che dovrà gestire il servizio come qualunque operatore di privato, assumendosi cioè il rischio d'impresa, da chi è stato valutato e redatto? Chi garantisce che successivamente, per problemi di natura economica, non possano sorgere i presupposti per una eventuale cessione ai privati e, quindi, con un esubero di lavoratori? Con quali fondi la Sangritana S.p.A acquisterà altri 28 autobus (oggi solo 12 dei 40) occorrenti per espletare il servizio?»

Secondo l’esponente di Forza Italia «l’operazione spezzatino» potrebbe in realtà mettere a repentaglio i posti di lavoro delle altre società che fanno parte del gruppo e che non potranno beneficiare degli affidamenti in house.


«Questi lavoratori non sono figli di un dio minore, così come i gli stessi titolari delle aziende. Pertanto – conclude Febbo – nonostante le rassicurazioni di circostanza del delegato regionale ai Trasporti rimangono sul tappeto molti aspetti ancora da definire e chiarire poiché siamo preoccupati per l’intero comparto del TPL e del suo futuro. Visto che su questo argomento sia D’Alessandro sia il Presidente D’Alfonso hanno sempre evitato un serio confronto in Consiglio regionale convocherò le parti interessate in Commissione vigilanza per approfondire quegli aspetti critici che da troppo tempo attendono una risposta che ho sollevato in più circostanze».