I NUMERI

Montesilvano, Maragno rischia commissariamento

In bilico i numeri della maggioranza, Aliano vuole rilancio

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MONTESILVANO. Rischia il commissariamento il Comune di Montesilvano. Il sindaco Francesco Maragno potrebbe non avere i numeri per l'approvazione del bilancio all'ordine del giorno del consiglio comunale di mercoledì 19 aprile.

Maragno rischia la sconfitta 13 a 10 a causa del gruppo #Montesilvano2019 che già da tempo sta chiedendo un cambio di passo all’amministrazione cittadina.

 Dunque l’approvazione del bilancio sarà condizionato ad una serie di proposte che il gruppo chiede di condividere e sposare. «Si tratta di progetti già predisposti e proposte di delibera già presentate», assicura Anthony Aliano. Insomma niente di nuovo. «Ovviamente, non c'è spazio per il business degli immigrati», assicura il consigliere.

Otto in tutto i punti:  un progetto (ideato dall'architetto Tarricone, da concertare con gli operatori) per rendere corso Umberto, tratto centrale, area commerciale esentata da imposte locali (no tax area) e a traffico calmierato sino al giovedì, e ciclo - pedonale nel weekend con un piano di recupero dei parcheggi.

Proposta numero 2:  un progetto di finanza per sottrarre il Centro Trisi agli immigrati, affinché divenga polo sportivo d'eccellenza, implementandolo con piscina, skate park, campi professionali per basket, beach volley e soccer utili per accogliere tornei internazionali indoor. Terzo: un progetto per il Teatro sul mare (architetto Tarricone) le cui risorse sono già in bilancio. Quarto: un piano chioschi; ogni parco, non esclusa la riserva e parti della città dedicate (come a Nizza), dovrà avere un chiosco in gestione affinché il privato ne curi la manutenzione del verde sgravando l'Ente dei relativi costi.

E poi ancora un avviso pubblico (proposta già protocollata) per le manifestazioni e gli eventi affinché siano poste a gara, per il miglior offerente, le risorse sino ad oggi impiegate dalla politica con mediocri risultati utili solo alle ragioni del consenso; potenziamento del Pronto Intervento Sociale da rendersi anche abitativo e lavorativo; «tolleranza zero sulla accoglienza; va garantita la chiusura immediata degli hotel snaturati e ripensata la distribuzione sul territorio affinché non risulti impattante la collocazione, escludendo zone già ad alto rischio. Tolleranza zero anche per le zone degradate la cui salubrità va ripristinata con interventi mirati (via Lazio e via Ariosto vanno sgomberate immediatamente, mentre via Rimini va liberata da abusivi e delinquenti)».

Infine si chiedono norme di attuazione del piano spiaggia che inducano alla apertura notturna a festa degli stabilimenti balneari e risoluzione problema allagamenti.

Corrado Di Sante di Rifondazione Comunista parla di dejavù: «figli e parenti dei cavalli delle preferenze, padrini e diretti protagonisti della consiliatura di Cantagallo, sparsi a destra e a manca, passati come se nulla fosse, spregiudicatamente, da Cantagallo a Cordoma, da Cordoma a Di Matttia, riciclati a metà con Maragno e Ruggero, non potevano che recitare l’unico copione che conoscono ormai a memoria, dove i “nuovi” interpreti sono solo controfigure dei “vecchi” di sempre».

Secondo Di Sante «è evidente che non c’è mai stata una maggioranza politica, una visione, un programma per la Montesilvano del presente e del futuro.  Un sindaco silente, difficile anche percepirne le opinioni, perché avere opinioni avrebbe scontentato gli uni o gli altri. L’unico programma possibile per questa “non maggioranza” è sembrato quello di evitare scelte. Ugualmente però giorno dopo giorno la giunta Maragno ha perso pezzi: tenere l’amministrazione sotto naftalina non è bastato».