LA COSTITUZIONE

Referendum, ministro Boschi a Mosciano e all’ingresso c’è la lista nera: 21 persone non gradite

Borgatti: «21 nomi di persone che non possono entrare»

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ROSETO. Questa mattina all'Hotel Blu Palace di Mosciano è arrivata il ministro Maria Elena Boschi per un dibattito pubblico sulle ragioni del Sì al referendum del prossimo 4 dicembre.

L’iniziativa è stata promossa da promosso da "Scelta Civica" insieme alla rete "Cittadini per l'Italia" e al Comitato Nazionale per il Referendum Costituzionale "LiberSI". Oltre a Boschi sono arrivati anche il vice ministro Enrico Zanetti, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il senatore Marcello Pera

Ma alla faccia della democrazia, alla base della Costituzione Italiana, non tutti possono accedere all’incontro pubblico. La surreale situazione la racconta Marco Borgatti (Federazione della Sinistra e comitato No al Referendum) che stamattina è stato respinto. «Il mio intento era pacifico, semplice e razionale», assicura: «ascoltare le ragioni del sì e, se possibile, fare un paio di domande».

Ma quando è arrivato nei pressi dell’hotel è stato avvicinato dai dirigenti della questura che «con garbo» gli hanno comunicato l'impossibilità di entrare. «È stata formulata una lista di 21 nomi di persone non gradite ed io sono una di queste», racconta ancora incredulo Borgatti.

«Sinceramente non mi aspettavo tale restrizione ed in giornata sentirò dei legali per valutare eventuali azioni».

Borgatti non ha opposto resistenza ma non digerisce l’episodio: «Trovo davvero incivile tale atto e pone forti dubbi non solo sui contenuti ma anche sui metodi del dibattito di questo referendum. Non più di due settimane fa il comitato del No ha organizzato a Roseto un incontro con Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale, e furono invitati esponenti del sì per un confronto. Non si presentò nessuno. Oggi un piccolo gruppo di cittadini si è presentato per porre delle domande e ciò è stato impedito. Quando un Ministro ha paura di confrontarsi con pacifici cittadini vuol dire che esiste un problema democratico» .

QUESTURA: «NON C’E’ NESSUNA LISTA»  

La questura di Teramo ha poi diramato una breve nota nella quale si precisa che «nessun Dirigente della Questura ha mai fatto riferimento ad una lista di “21 nomi di persone non gradite” perché inesistente”»

BORGATTI: «NOI NON SIAMO STATI FATTI ENTRARE»   

L’interessato però ribadisce che: «non viene negato il fatto dell'impedimento alla mia persona e ad altri di entrare. Smentisce l'esistenza di una lista. Di fatto qualcuno non poteva entrare. Se esiste una lista cartacea o dei nomi comunicati verbalmente la sostanza non cambia. Siamo rimasti fuori. Sinceramente non polemizzo con le forze dell'ordine che sono state, conoscendoci e sapendo che siamo persone tranquille, garbate e disponibili nel comunicarci tale misura. Chi ha deciso , come e le motivazioni non sta a me dirlo. Ma il fatto resta. Siamo in piena campagna referendaria ed ognuno usa le sue armi. Noi abbiamo la parola e la disponibilità».