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Aca, ancora guerra per la spartizione della società

Centrodestra attacca il Pd e tutti promettono risanamento

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PESCARA. La novità tutta interna all’Aca, alla vigilia della votazione per l’elezione del nuovo cda, sta nel fatto che un pezzo di centrodestra si è avvicinato al centrosinistra o per meglio dirla con il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio : «qualche sindaco si è fatto ammaliare da un posto nel cda».

Riferimento poco velato verso il sindaco di Montesilvano molto vicino alla senatrice Federica Chiavaroli di Ncd che ha promesso un aiuto alla corrente dalfonsiana del Pd. Il tutto si dovrebbe tradurre in una spartizione da manuale Cencelli nel prossimo cda ed altri incarichi affini.

Tutti promettono risanamento, un cambio di rotta ed una gestione oculata e attenta ai bisogni dei cittadini. C’è però chi c’è da molto tempo ed ha grosse responsabilità, almeno politiche, sui 120 mln di euro accumulati e c’è chi si oppone al centrosinistra che ad oggi ha la maggioranza per ragioni esclusivamente di fazioni politiche.

Il destino dell’Aca sembra segnato da un eterno loop senza via di uscita e di scampo se non altro perchè non si intravede all’orizzonte nemmeno il più piccolo indizio di cambiamento e di novità: stesse logiche, stessi modi, stessi meccanismi messi in campo, stesso centrosinistra che pare quasi una fotocopia di quello di 10 anni fa come se nulla fosse successo nel frattempo, stesso centrodestra un pò inconcludente e un pò sponda.

Sabato scorso una decina di sindaci si sono riuniti per contarsi e protestare contro il Pd del partito dell’acqua che lotta al suo interno per occupare l’Aca dopo i “sacrifici” ed il «risanamento» operato da Vincenzo Di Baldassarre, amministratore unico che ha traghettato la società attraverso il concordato preventivo che ha permesso di scaricare i debiti della società sui creditori che rinunceranno al 45% di quanto avrebbero dovuto incassare.

Nel frattempo anche la procura sta indagando su presunte pressioni, spinte o inquinamento delle assemblee scorse dell’Aca dove molti sindaci sono stati avvicinati da questo o quell’esponente politico per indirizzare il voto in un senso o nell’altro. Non è chiaro se siano state fatte promesse come contropartita ma il tutto si gioca sul filo tra politica e opportunità visto che l’interesse pubblico in questo gioco di potere e poltrone non c’entra.

C’è il sospetto che però -come pure già denunciato da alcuni esponenti di Forza Italia- alcune contropartite siano già arrivate e potrebbero riguardare il versante sanità mentre altri potrebbero giungere sotto forma di finanziamenti variegati per questa o quella opera pubblica.

Un gioco, come detto, sul filo della opportunità visto che la gestione dei fondi pubblici dovrebbe rispettare parametri ed esigenze oggettive, non finire per essere una contropartita.

Ma non è certo questa una invenzione recente….

Al centrodestra che rivendica una gestione «lontana dai partiti» risponde il sindaco di Spoltore interrogato dalla consigliera di Fi, Marina Febo, anche per chiarire la sua posizione.

«È necessario avviare un nuovo percorso basato sulla necessità di assicurare maggiore investimenti a Spoltore e una migliore qualità dei servizi offerti dall’Aca. La precedente governance, pur avendo intrapreso l’opera di risanamento economico–finanziario, che naturalmente deve essere alla base dei compiti e delle responsabilità di chi amministra un Ente, non ha avviato un’efficace azione di contrasto ai problemi del territorio. Problemi che sono sotto gli occhi di tutti, tant’è vero che lo stesso consigliere Febo ha piu’ volte diffidato e denunciato l’immobilità dell’Aca a Spoltore. Non riesco bene a comprendere a questo punto qual è la sua posizione nei confronti dello stato attuale dell’Aca. Intravedo una strumentalizzazione della sua parte politica».Poi Di Lorito chiude: «ad ogni modo, tornando nel merito della questione, credo che l’azione di risanamento debba essere ora accompagnata da un’adeguata riqualificazione delle funzioni tecniche e organizzative di un’azienda che si occupa della gestione di servizi primari».

Ma se così non è stato nel passato di chi è la responsabilità? E perchè quegli stessi sindaci che sono “padroni” dell’Aca non si sono mai accorti di nulla e non hanno mai protestato prima?

C’è poi la realtà di una rete idrica fatiscente e colabrodo che contribuisce allo sperpero di denaro e acqua che sta lì da 40 anni mentre i lavori pure finanziati dieci anni fa non sono stati portati a termine per ragioni mai chiarite.

Così il consigliere comunale di Montesilvano, Gabriele Di Stefano (gruppo misto), forse approfittando del fatto che il suo Comune in virtù dell’accordo politico potrà vantare un posto nel cda, ricorda che la rete idrica sul territorio comunale «causa notevoli problemi e disagi a tutta la cittadinanza. «Le continue e ripetute perdite di acqua», si legge nella mozione, «senza che si arrivi a soluzione definitiva del problema creano disagi alle famiglie che vengono private dell’acqua, disagi e pericoli per la viabilità e la pedonabilità, rischio di infiltrazioni, rischi di smottamenti in aree collinari e in ultimo danno un’immagine molto negativa della città. Alle mie sollecitazioni agli uffici competenti, è stato risposto che “si arriva in ritardo alla risoluzione dei problemi, per la mancanza di fondi” e che a detta dell’assessore competente, esiste una corrispondenza con in vertici dell’A.C.A., relativamente a queste segnalazioni spaventosa e per alcune si sta procedendo per le vie legali».