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L’Aquila, Comune rischia dissesto. Il buco di bilancio tra accuse e campagna elettorale

Trifuoggi potrebbe lasciare già a maggio

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L’AQUILA. Il Consiglio Comunale de L’Aquila si appresta ad affrontare la discussione su un Bilancio gravato da un buco di 24 milioni di euro.

In mezzo polemiche infinite dovute anche all’approssimarsi della campagna elettorale che sarà, sì, l’anno prossimo, ma che si è già ampiamente messa in moto.

Intanto, come previsto, venerdì mattina non si è riusciti a portare a casa il risultato: Quando l’assemblea è passata all’esame e alla discussione sul Rendiconto di gestione per l’annualità 2015, ad una richiesta di verifica del numero legale, sono risultati presenti 10 consiglieri, contro i 16 necessari per garantire la validità della seduta che, pertanto, è stata sciolta.

La seconda convocazione si terrà sabato mattina.

«Quella di oggi è stata forse la giornata più buia nella storia del Pd e del centro sinistra nella nostra città», attaccano i consiglieri comunali Emanuele Imprudente, Luigi D’Eramo, Daniele Ferella (Noi con Salvini – L’Aquila). «L’ennesima sceneggiata della senatrice Pezzopane, che assicura di poter trovare i fondi necessari ad evitare il dissesto del Comune e poi ritratta parlando di una “provocazione”, dimostra, ancora una volta, che l’esperienza al governo della città di questa classe politica è ormai al tramonto. In una qualsiasi Nazione civile, quando un politico eletto arriva a mentire, nel corso di una conferenza stampa, pur di difendere la propria posizione, il passo successivo sono le dimissioni».

Il risultato è che, ad oggi, i 24 milioni necessari per compensare le minori entrate e le maggiori spese, non ci sono e il Governo non li garantisce.

Il rischio, sottolineano i consiglieri, è che sarà una Bilancio lacrime e sangue: «il disinteresse di Renzi e l’incapacità del centro sinistra si tradurranno in una stangata per le famiglie, per i commercianti e per le attività private, già martoriate».

E sul fatto che la tenuta del Comune dipenda unicamente dal presidente Renzi lascia l’amaro in bocca anche al vice sindaco Nicola Trifuoggi che a breve potrebbe addirittura dimettersi per poi ricandidarsi con una lista civica.

In attesa di tornare in aula il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti ci tiene a sottolineare che il buco che attualmente preoccupa gli animi della politica cittadina non è dovuto ad una gestione disinvolta da parte dell’Amministrazione, né tantomeno a spese folli, ma alle minori entrate e alle maggiori spese sostenute a seguito del sisma.

«Mi riferisco, solo per citare alcuni esempi», spiega Benedetti, «alle maggiori spese sostenute per tutti gli oneri relativi alla ricostruzione e all’assistenza alla popolazione, così come all’aumento di chilometraggio dei bus urbani o dei mezzi preposti alla raccolta dei rifiuti per coprire i nuovi insediamenti Case e Map, a fronte della riduzione di entrate, in termini contributivi, dovuta all’inagibilità di molte abitazioni».

Per compensare tali minori entrate e maggiori spese sono necessari 16 milioni ai fini di poter sostenere le sole spese obbligatorie (vale a dire il pagamento degli stipendi e poco altro), mentre con 24 milioni si avrebbe una maggiore capacità di spesa, tale da consentire la realizzazione di lavori pubblici e fornitura di servizi.

Quest’anno, inoltre, per la prima volta, il termine per l’approvazione del Bilancio di previsione è fissato al 30 aprile.

Per questo benedetti ha chiesto al Governo Renzi di concedere una proroga di 60 giorni, che consentirebbe di non aumentare la Tari e darebbe la possibilità alla senatrice Pezzopane di lavorare ad uno strumento legislativo contenente i trasferimenti necessari.

«Mi auguro che, in questo frangente, la sottosegretaria De Micheli dimostri attenzione alle nostre problematiche, peraltro ripetutamente segnalate dal sindaco Cialente e dal sottoscritto», dice Benedetti.

Secondo il presidente del Consiglio in assenza di una proroga il Consiglio comunale dovrebbe dare prova di maturità e senso di responsabilità approvando, per il momento, un bilancio tecnico, in assenza del quale, però, la città sarebbe bloccata. Successivamente, nel momento in cui arriveranno i fondi, insiste Benedetti, si potranno effettuare scelte politiche e dare degli indirizzi.