OPACITA' COSTANTE

Comune Pescara, legge non rispettata trasparenza carente: «tolleranza zero sulla corruzione»

Il M5s chiede apposita commissione e consiglio straordinario

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PESCARA. Il M5s di Pescara chiede una commissione specifica su “anticorruzione e trasparenza” ed un Consiglio straordinario urgente sul tema. 

La proposta arriva in seguito ad un’analisi che i consiglieri comunale m5s hanno effettuato tenendo conto delle indicazioni fornite dal Piano Nazionale dell’Anticorruzione, aggiornato dall’ANAC nell’ottobre del 2015, ed hanno puntato l’attenzione sul coordinamento degli strumenti, sulla mappatura dei processi interni, sulla trasparenza delle procedure e delle comunicazioni, sull’obbligo di formazione, sul coinvolgimento di attori esterni ed interni e sulla valutazione ed il trattamento delle aree di rischio.

« Dalla nostra indagine sono emerse numerose e gravi criticità che richiedono misure stringenti per controllare ed arginare i fenomeni corruttivi che potrebbero verificarsi nelle aree di rischio», afferma la capogruppo m5s Enrica Sabatini, «da un’audizione del 3 febbraio scorso, da noi richiesta sul tema, abbiamo rilevato molte mancanze rispetto a quanto chiesto dall’autorità nazionale anticorruzione come per esempio la mancata rotazione dei dipendenti, l’inadeguato coinvolgimento dei dirigenti che invece sono responsabili dell’adozione di misure di prevenzione, insufficienti controlli e comunicazioni sulle aree ad alto rischio come, per esempio, l’affidamento di servizi e forniture. Alla stessa data», continua la Sabatini, «diverse società partecipate non avevano neanche inviato il proprio piano di prevenzione alla corruzione, nonostante la scadenza del 31 gennaio 2016 prevista dalla legge».

Da un’ulteriore analisi nella sezione “amministrazione trasparente" sul sito del Comune, i consiglieri del M5s di Pescara hanno evidenziato diverse carenze, lacune ed inadempienze come l’impossibilità, nella sezione consulenti e collaboratori, di avere una chiara e trasparente fotografia dei reali incarichi affidati o l’assenza di criteri e modalità di erogazione di sovvenzioni, contributi e sussidi nonostante quest’area sia classificata come ad alto potenziale rischio corruttivo.

 A questo si aggiunge, un elenco assolutamente carente ed inadeguato dei beni immobili comunali oltre all’assoluta assenza di documentazione nell’area ‘canoni di locazione’. Dalla relazione del responsabile prevenzione corruzione del 2015 emergono inoltre provvedimenti disciplinari per reati contro la pubblica amministrazione legati alla corruzione.

« La corruzione conta il 4% del PIL nazionale», afferma la consigliera m5s Erika Alessandrini, «e rappresenta il principale fattore di inefficienza della PA, perdita di competitività e cattivo funzionamento dell’amministrazione pubblica e del mercato. L’autorità di Raffaele Cantone prevede un cambio di rotta nella gestione degli enti locali che non devono limitarsi al mero adempimento burocratico di un atto, ma lavorare per una profonda trasformazione della macchina amministrativa che raggiunga quell' “autocontrollo” indispensabile a sfavorire il generarsi di fenomeni corruttivi. Non possiamo continuare a delegare alla magistratura il controllo a posteriori della regolarità delle attività, ma dobbiamo evitare che l’irregolarità accada».

Le aree su cui puntano l’attenzione i pentastellati sono: trasparenza, conflitto d’interesse, conferimento d’incarichi, incompatibilità dei pubblici dipendenti e tempi dell’azione amministrativa.

«Pretendiamo che il Comune di Pescara applichi misure rigorose e stringenti sui fenomeni corruttivi e che il Sindaco si attivi per consentire l’avvio di questo nuovo percorso di trasparenza in cui il m5s sarà sempre presente» conclude Sabatini, «Per questo, attraverso la commissione “anticorruzione e trasparenza” che chiediamo di istituire, senza costi aggiuntivi e con la presidenza all’opposizione, sarà possibile, mensilmente, verificare e monitorare gli adempimenti dell’amministrazione comunale, supportando il lavoro del responsabile della prevenzione corruzione che non deve essere lasciato solo e coinvolgendo la parte politica e la dirigenza così come chiesto dal piano nazionale».

I grillini hanno poi chiesto un consiglio comunale straordinario sul tema.