LA CADUTA

Sulmona, giunta Ranalli cade per colpa del fuoco amico. Terremoto nel Pd.

Gerosolimo: «fatto il possibile»

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SULMONA. Ieri sera nove consiglieri del Comune di Sulmona hanno firmato le loro dimissioni ponendo fine all'amministrazione di centrosinistra.

Tra questi consiglieri due sono esponenti del Partito Democratico, lo stesso partito del sindaco Giuseppe Ranalli, lo stesso partito che aveva lavorato, insieme ad altre forze politiche, sulla risoluzione della crisi, lo stesso partito che poco prima aveva invitato i suoi consiglieri a seguire la linea di partito e quindi a non firmare le dimissioni.

Nonostante tutto Alessio Di Masci e Fabio Ranalli hanno deciso di porre fine a questa esperienza e di disattendere quanto comunicato dal segretario Regionale Marco Rapino, ad oggi Commissario del Pd di Sulmona:  «il Partito Democratico non sarà la causa della fine dell’attuale amministrazione di centrosinistra a Sulmona e nessuno firmerà le dimissioni. Chiunque tra gli appartenenti al Partito Democratico deciderà di firmare le dimissioni e decreterà la fine dell’attuale amministrazione lo farà a titolo personale e ne risponderà direttamente al Partito con il quale è stato candidato e con il quale è stato eletto ».

Di sicuro questo scossone si rifletterà anche sulle dinamiche politiche regionali.

«Ho fatto tutto quanto era nelle mie possibilità», dice ad esempio l’assessore regionale Andrea Gerosolimo riferendosi ai 4 consiglieri di ‘Sulmona al centro’, a lui collegati, «innanzitutto dal punto di vista istituzionale e poi da quello personale. Ho la coscienza a posto. Nonostante la nostra forza, composta da quattro consiglieri comunali, militasse tra i banchi della minoranza abbiamo fatto di tutto per evitare il quinto commissariamento della Città. Coloro che sono stati ingiustamente definiti "gerosolimiani" hanno mostrato grande responsabilità nei confronti della Città, un alto senso delle istituzioni ma, sopratutto, una loro capacità decisionale. Dal giorno in cui ho affisso il primo manifesto per le elezioni regionali sono stato oggetto, da parte di autorevoli esponenti del centro sinistra cittadino, di un crescendo di offese, insulti ed azioni tese unicamente a fare del male a me stesso ed a tutti coloro che erano al mio fianco».

 Ed adesso dopo la notizia delle dimissioni è sempre il segretario regionale Rapino ad analizzare la situazione. Secondo lui chi sedeva dalla parte della maggioranza ha sulle spalle, ora, una grande responsabilità: a cominciare dalla mancanza della certezza assoluta di poter tornare al voto in tempo utile per gli appuntamenti del 2017.

Ma non solo questo, insiste Rapino. «Chi sedeva tra quei banchi e dalla parte della maggioranza ha anteposto la propria personale visione a quella della sua comunità politica, la stessa comunità politica grazie alla quale era stato eletto. Ma non solo. C'é una cosa ben più importante: chi era stato eletto per stare in maggioranza ha tradito il mandato che gli era stato consegnato dai suoi elettori. Credo e sono convinto che la città di Sulmona meriti molto di più di tutto questo. Lo stesso Partito Democratico e i nostri militanti, chi si rispecchia nei nostri valori e principi, merita molto di più di vedere tra le prime firme, di quella che è solo una sconfitta, due dei suoi rappresentanti in consiglio comunale. Gli stessi che, fino a qualche ora prima, dicevano di essere disponibili a trovare una soluzione mentre tramavano l'epilogo di questa vicenda. Questo tipo di classe dirigente condanna la città al declino. Ora più che mai convinto che i veri innovatori sono quelli che cambiano il destino».

 

LA LETTERA DI DIMISSIONI DEL SINDACO RANALLI
 Cari concittadini
Il programma di mandato che ho presentato in Consiglio Comunale al momento del mio insediamento, si basava sull’analisi socio- economica che ha caratterizzato gli ultimi venti anni della storia della nostra amata Città. Lo spopolamento del territorio,  il calo della residenzialità, l’impoverimento del settore produttivo e la conseguente perdita di occupazione e dei servizi sono il risultato di scelte politico amministrative fatte all’epoca sulla vocazione del nostro territorio che congiuntamente alla crisi generale dell’economia dell’ultimo decennio hanno fortemente condizionato la situazione attuale.
Le azioni messe in campo, con gli strumenti e le attività proprie dell’Ente,  sono state  volte a ridare impulso ai diversi settori quali i lavori pubblici, (acquisizione dei Fondi Fas, programmazione dei lavori di messa in sicurezza delle scuole, riordino dell’ufficio sisma con conseguente reperimento di notevoli risorse, restituzione alla collettività delle strutture del teatro, del piccolo teatro, del parco fluviale , attivazione del federalismo demaniale con l’assegnazione delle caserme cittadine ) , l’urbanistica con le norme tecniche di attuazione , il sociale con il mantenimento di tutti i servizi previsti nel piano di zona , l’ambiente con l’ esternalizzazione al Cogesa del servizio di igiene urbana , lo sport e la cultura  con l’organizzazione di eventi e manifestazioni , solo per citarne solo alcune.   
Soprattutto si è lavorato per ricostruire i rapporti con il governo regionale e interrompere l’isolamento della Città dalla Regione stessa  e dagli altri comuni della Valle Peligna , Alto Sangro,  interagendo con gli stessi per la salvaguardia dei servizi , impostando azioni di sviluppo comuni e ribadendo il ruolo di  Sulmona come Citta Capofila.
Purtroppo in questi anni di duro lavoro si sono susseguite diverse crisi politiche che hanno indebolito l’azione amministrativa ed hanno rallentato il lavoro ed il raggiungimento di importanti obiettivi .  
In questi ultimi mesi, per far fronte ai numerosi problemi strutturali della Città di Sulmona parte dei quali evidenziati in una importante Delibera adottata nell’ aprile 2015 dalla Giunta Regionale d’Abruzzo presso l’Abbazia Celestiniana, e per cogliere opportunità e risorse finanziarie in essa impegnate e programmate  ,  ho espresso pubblicamente la volontà e la necessità che la Città dovesse essere  governata da un consenso consiliare piu’ stabile ed ampio .
Consenso e stabilità che permettessero l’elaborazione di proposte concrete sul futuro dell’Ospedale, del Tribunale , sulla questione Snam , sulle problematiche connesse all’ampliamento dell’Istituto penitenziario, ma soprattutto proposte ed iniziative volte alla risoluzione dei gravi problemi sociali legati alla disoccupazione giovanile ed al tema del lavoro .
Su queste problematiche sono sempre stato impegnato in prima persona a difesa della Città e del territorio,  anche in momenti difficili di protesta popolare  , rappresentando con chiarezza le esigenze di Sulmona, rivendicando in ogni sede i bisogni dei cittadini ed attivando su ogni problema le rappresentanze istituzionali regionali e parlamentari che ci rappresentano. 
La partecipazione attiva dei rappresentanti della Città e del territorio ai vari livelli  Istituzionali possono e devono essere determinanti nelle scelte di politica regionale ( masterplann per  l’Abruzzo, potenziamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie,  riorganizzazione sanitaria , acquisizione di fondi per lo sviluppo , nuova programmazione comunitaria ) che da troppi anni ha dimenticato  le aree interne ed in particolare la Valle Peligna ,  privandole sempre piu’ di risorse finanziarie e servizi ed accentuando il divario con le aree piu’ sviluppate.
Ho chiesto , in qualità di Sindaco , in questo momento cruciale per il futuro della nostro territorio,  che tutte le forze politiche ed in particolare quelle che fanno riferimento al centro sinistra, dovessero responsabilmente mettere a disposizione i propri ruoli di riferimento istituzionali e di governo per far ripartire  Sulmona e dare quindi risposte concrete alla collettività.   
Alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale ho piu’ volte lanciato appelli all’unità,  all’ abbassamento dei toni,  alla condivisione di scelte strategiche , senza rispondere alle provocazioni che tante volte hanno visto la mia persona oggetto attacchi gratuiti non direttamente connessi all’attività istituzionale rivestita .
La crisi politica sorta in seno alla maggioranza nasce da una visione diversa di fare politica , di essere amministratore, di affrontare problemi di carattere generale e non particolare, di impegnarsi quotidianamente nel lavoro istituzionale sia esso consiliare o assessorile, di rispettare regole e ruoli con la massima trasparenza amministrativa e di comportamento.
Personalmente ho affrontato la Sindacatura dedicandomi a tempo pieno all’incarico affidatomi dai cittadini con impegno , sacrificio ,  senza risparmio di tempo professionale e familiare con  senso di responsabilità, di distinzione dei ruoli previsti dalla legge nei rapporti con il personale comunale , avendo ben chiari sempre i problemi della Città e le azioni messe in campo per la loro risoluzione.
Durante questi giorni, mentre si lavorava a importanti provvedimenti di carattere amministrativo legati alla riorganizzazione  del personale ed alla programmazione delle attività dell’anno 2016, e nel momento in cui ho provato fattivamente, in qualità di Sindaco,  l’inizio di un percorso di aggregazione senza esclusione di alcuno, ho appreso che molti consiglieri comunali sia del mio partito che di minoranza erano pronti contestualmente a rimettere le proprie dimissioni per interrompere anticipatamente la consiliatura e ritornare alle elezioni.  
Ben consapevole della gravità di tale iniziativa sia dal punto di vista politico che istituzionale , ho provato responsabilmente , in questi giorni , a trovare la forza per ristabilire un dialogo di condivisione,  tra le componenti politiche di maggioranza ed altre di minoranza.
Ho provato ad avviare  cosi come richiestomi dal mio partito il PD,  l’inizio di una fase nuova, che individuasse una maggioranza piu’ ampia e stabile per proseguire il lavoro fatto fino ad oggi e  programmare quello fino alla scadenza naturale del mandato anche in vista di appuntamenti importanti per la Città quale l‘organizzazione della ricorrenza del bimillenario di Ovidio 2017 per il quale è stato ottenuto uno dei massimi riconoscimenti a livello nazionale.
Ho provato in questi ultimi giorni a lavorare incessantemente per la costituzione di una giunta che potesse essere inclusiva di tutti , sia essa tecnica che politica senza escludere nessuno e con il fine ultimo del bene della Città.  
 Con amarezza , devo prendere ancora una volta atto che nulla è cambiato rispetto a prima , che logiche di parte hanno prevalso rispetto agli interessi e ai bisogni della Città e dei cittadini .
Troppe divisioni , esclusioni e condizionamenti  hanno profondamente ferito e tradito quello spirito di rinnovamento che aveva caratterizzato la difficile campagna elettorale del 2013 e la conseguente elezione in Consiglio  di tanti giovani che potevano dare,  da protagonisti,  un contributo a questa amministrazione ed alla Città .
 
Con l’affetto di sempre                                                                    Peppino Ranalli
Sulmona 12/02/2016