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Bandi Agricoltura. Ritardi, malumori tra dirigenti e "minacce": così restano bloccati 200 mln di euro

Febbo e Sospiri: «Regione inconcludente e imprenditori bloccati»

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ABRUZZO. Agricoltura abruzzese a rischio default. Gal, Pacchetto Giovani e Misure Investimenti ancora tutti fermi al palo.

Dopo mesi di attesa, varie proroghe, e pasticci creati all’interno della stessa struttura della Direzione Politiche agricole l’Abruzzo ha al momento un Piano di Sviluppo Rurale in forte ritardo.

«La Regione sta palesando tutta la sua incapacità nella gestione dei suoi bandi fondamentali ad un anno dallo loro uscita, bloccando di fatto 200 milioni di euro di investimenti nel settore primario», denunciano il presidente della Commissione Bilancio, Mauro Febbo e il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri

Non da ultimo la confusione creata sulla Misura investimenti e ristrutturazione (4.1 e 4.2) dove, per non concedere quindici giorni di proroga, si sono persi ulteriori due mesi esitando ancora su come procedere con il conseguente rischio, adesso, di creare un serio danno al mondo agricolo e alla stessa Direzione Politiche Agricole.



IN ATTESA DA DUE MESI

Centinaia di aziende agricole e imprenditori – spiegano Febbo e Sospiri – che hanno partecipato al Bando 4.1 e 4.2 del Programma di Sviluppo Rurale chiuso il 31 maggio scorso, attendono da due mesi circa una risposta sulla loro ammissione o esclusione.

Come già denunciato, secondo i due esponenti della minoranza, bastava semplicemente concedere uno slittamento dei termini dei bandi per permettere alle aziende di ultimare la compilazione delle domande sul sistema AGEA/SIAN nei termini utili.

Invece adesso dopo quasi due mesi si aspetta ancora di conoscere la Lista di Perfezionamento, ossia quelle aziende già inserite sul portale che potranno procedere al completamento della compilazione della domanda e con il rilascio della stessa mentre tutte le altre non conoscono affatto il loro destino.

«Presumiamo», dicono Febbo e Sospiri, «che a questo punto che ci saranno inevitabilmente decine di ricorsi da parte degli esclusi».



I NUMERI

Secondo i due esponenti di Forza Italia ad oggi per la misura 4.1 sul portale Sian sono state inserite 500 domande di cui 150 accettate dal sistema e 350 presentate incomplete mentre per la 4.2 sono 40 accettate dal sistema e 40 da perfezionare.

«È del tutto evidente», continuano Febbo e Sospiri, «che oggi abbiamo una situazione paradossale dove centinaia di aziende agricole ancora non sanno se ammesse al bando se devono fare integrazioni o se, addirittura, verranno escluse. Una situazione confusionaria e a tratti ridicola mai verificatosi nella storia della nostra Regione».

Solo per queste due Misure, abbiamo 125 milioni (quote pubblico più privato) che le aziende agricole non possono investire. Nello specifico per la 4.1 abbiamo 25 milioni di fondi messi a bando a cui va aggiunta la quota privata di 37,5 milioni di euro per un totale di 62 milioni di euro. Per la 4.2 abbiamo 18 milioni di euro a bando e 27 milioni come quota privata per un totale di 45 milioni, mentre per la Misura 7.4 abbiamo 7 milioni a bando a cui va aggiunto 10 milioni della quota privata per un valore di altri 17,5 milioni di euro.



«DA SUBITO SENTORI NEFASTI»

«I sentori di questo enorme pasticcio – spiegano Febbo e Sospiri durante la conferenza stampa – sono emersi da subito quando, il 1 giugno all’indomani della scadenza, i due Dirigenti responsabili delle Misure 4.1 e 4.2 hanno scritto prontamente al Direttore Di Paolo per «non condividere le Liste di Perfezionamento come proposto condiviso da AGEA in quanto in aperto contrasto con le inderogabili previsioni dei bandi pubblicati e scaduti e fortemente discriminatorio nei confronti degli operatori che hanno regolarmente presentato domanda di sostegno nei termini».

Tutti dubbi tecnici di procedura che si evince nei vari scambi epistolari tra il Direttore e i due Dirigenti del Servizio dove ribadiscono in più occasioni come la decisione di arrivare ad una Lista di perfezionamento «sia in palese contrasto con le linee guida del PSR» come ribadito anche durante i lavori dell’ultima Commissione vigilanza proprio dai due dirigenti delle misure che adesso ‘stranamente’ sono impiegati in altre Direzioni regionali visto che – si legge ancora - si è «leso il rapporto di fiducia e quindi la disponibilità al trasferimento in altro Dipartimento».

Infatti oggi i due Dirigenti sono impiegati presso altri Dipartimenti e sono stati rimpiazzati e sostituiti ad interim come da DGR numero 378 e 377.

«Adesso sarà nostra premura», continuano Febbo e Sospiri, «verificare se le due Delibere di giunta sono corrette, legittime e se, come paventato da qualcuno, gli attuali responsabili non si trovano in palese conflitto d’interesse. Credo, pertanto, che nei giorni successivi assisteremo ancora all'ennesima e infinita confusione all'interno della struttura regionale delle Politiche agricole».

Stesso film – continuano Febbo e Sospiri – anche per il bando ‘Giovaani Agricoltori’, ad un anno dalla sua chiusura non c’è ancora una graduatoria.

«Sono convinto», dice Febbo, «che, nonostante le ‘minacce’ da parte Direttore Di Paolo alla propria struttura, neanche per il prossimo 31 luglio si riuscirà a concludere le istruttorie delle domande pervenute e quindi una graduatoria, soggetta già a ben 200 ricorsi da parte delle tantissimi aziende escluse per errori formali e sanabili».

In questo caso si parla di 14 milioni di euro a bando a cui va aggiunta la quota privata dei giovani che desiderano investire e diventare nuovi imprenditori. A tutto questo si aggiungono le Misure dei GAL che dopo una prima e pasticciata partenza adesso si sono anch’essi arenati nel caos dell’attuale Direzione Agricola.

«Sommando queste tre importanti pilastri della nostra agricoltura abbiamo circa 200 milioni di euro che non possono essere investiti nell’economia abruzzese ed in quella agricola», chiudono Febbo e Sospiri.



LE SPIEGAZIONI DI PEPE

L’assessore Pepe spiega che nel 2014 hanno ereditato il PSR 2007-2013 che a 5 mesi dalla sua chiusura, «aveva raggiunto solamente il 60% della spesa» e mediamente anche per i loro bandi passavano 300 giorni.

«Ulteriormente false e fuorvianti sono le dichiarazioni fatte sulla misura 4.1 investimenti nelle aziende agricole il cui bando si è chiuso lo scorso 31 maggio. Innanzitutto sono state consegnate un numero importante di domande alla data di scadenza, mentre per i problemi informatici che gli operatori hanno riscontrato, abbiamo concordato con l’organismo pagatore AGEA la procedura di iscrizione alle liste di completamento che permetterà dai prossimi giorni, di chiudere la compilazione delle domande di sostegno.

Per quanto riguarda invece il pacchetto giovani voglio precisare che al primo bando sono arrivate oltre 750 domande che inevitabilmente sono state oggetto di un percorso istruttorio più lungo per l'emanazione della graduatoria finale».

«Sono stati pubblicati dall’inizio della Programmazione», conclude Pepe, «18 bandi di cui 4 ad oggi attivi che riguardano la pre-selezione dei Progetti Integrati di Filiera (Macro e micro) che per la prima volta vengono attuati in Abruzzo, il sostegno agli agricoltori per l’introduzione dei regimi di qualità riconosciuti (codice 3.1) e il bando per accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali (codice 8.5). Nella settimana entrante, inoltre, avremo la firma delle prime convenzioni con il Dipartimento Agricoltura che darà piena attuazione alle Strategie di Sviluppo Locale (GAL)».

 

 

 

FEBBO: «E’ ORA DI PRENDERSI RESPONSABILITA’»    

 «Dopo tre anni e mezzo di Governo regionale», replica Febbo,  «credo che sia arrivato il momento di prendersi delle responsabilità senza, ogni volta, tornare a puntare il dito al passato.  Ridicolo poi menzionare 1000 giorni come tempo di concessione dei contributi ai giovani visto che era una prerogativa della singola azienda prendersi il tempo necessario, anche di 24 mesi come indicato nel bando, per avviare la propria attività agricola. Questa possibilità è prevista anche per gli attuali bandi. Invece una cosa si omette di ricordare, ossia come la passata gestione nei suoi tre bandi pubblicati del Pacchetto giovani ha sempre trovato i fondi necessari per rifinanziarlo ed arrivare a pagare fino all’ultimo giovane ammesso in graduatoria. Siamo arrivati a spendere il 60% senza mai rischiare il disimpegno, quello che oggi invece è lo scenario che si prospetta visto il disastro certificato anche dalla Rete Rurale Nazionale».