IL CASO

Giovane aggredito in Venezuela, Amato (Pd) chiede interessamento del Governo Gentiloni

Arrestati 8 poliziotti

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ABRUZZO. La deputata Maria Amato (Pd) ha chiesto al governo italiano di approfondire lo stato di salute reale di Giovanni Scovino, il giovane venezuelano di origini abruzzesi pestato la scorsa settimana dalla polizia, in Venezuela.

L’uomo è ancora ricoverato in ospedale. Nei prossimi giorni, dunque, è possibile che anche il Governo Gentiloni tenti di raccogliere notizie sul caso. Un caso che ha destato una forte indignazione in tutto il mondo, anche a causa del video dell’aggressione (filmato da un testimone oculare) che è diventato virale sul web.

Giovanni Scovino stava raccogliendo materiale da riciclare per la fondazione La Tortuga con la quale collabora da 3 anni, quando è stato picchiato», hanno raccontato amici e parenti. Il giovane era alla ricerca di materiali intorno alla Plaza Mayor Shopping Center Township Urbaneja, quando è stato attaccato dalla polizia.

Forse proprio la sua presenza in quel posto ha fatto scattare la feroce reazione della polizia. Quel parcheggio, infatti, secondo la stampa venezuelana, è diventato il punto di riferimento per manifestazioni dell'opposizione nella zona.

E nel video si vede distintamente: arrivano all’improvviso un paio di motociclette con a bordo i poliziotti che cominciano a malmenarlo. Lui non reagisce, tenta appena di spostarsi per evitare i colpi. Poi dopo pochi istanti si arrende, il suo corpo sparisce dietro quello dei suoi aggressori che lo colpiscono a ripetizione, senza lasciargli tregua, infierendo su di lui anche con gli scudi.

Intanto due giorni fa l’avvocato Manuel Ferreira ha confermato che 8 poliziotti sono stati arrestati. Gli sono stati addebitati i crimini di disobbedienza, trattamenti crudeli e disumani. «Siamo tutti testimoni delle atrocità commesse contro questo giovane e speriamo che tutti i responsabili, non solo i funzionari, paghino per i crimini commessi», ha detto l’avvocato.

Dovranno dunque difendersi dalle gravissime accuse gli agenti della Polizia e della Guardia Nazionale Osmel Zambrano Márquez, Joel José Díaz Carreño, Julio César Gómez Mata, José Gregorio Trébol Pinto, Luis Ramón Cova León, Xavier Alexander Díaz Salazar, Elio Antonio Díaz Maigua e José Alejandro Villegas Olivero.