SCACCO ALLO SPACCIO

Dal Venezuela e dalla Colombia per spacciare cocaina alla «Pescara bene»

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PESCARA. Nella mattinata odierna i Carabinieri della Stazione di Pescara Scalo, hanno tratto in arresto Haroldo De Yesus Montero Machado, 36enne venezuelano, residente a Pescara e Fernando Andres Leiva Alvarez, 59enne di origine colombiana residente a Città Sant’Angelo.

L’indagine trae origine dall’arresto avvenuto nel novembre 2016 di Montero il quale era stato trovato con dello stupefacente suddiviso in dosi in centro.

La successiva perquisizione condotta nell’abitazione aveva fatto rinvenire, oltre 500 grammi di droga, in gran parte cocaina, anche in ovuli, oltre ad hascish e marijuana.

Le indagini conseguenti all’arresto, grazie all’analisi dei tabulati ed effettuate anche con intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché con numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno permesso di individuare la rete di spaccio: altri due sudamericani collaboravano con Machado nell’illecita attività. In una circostanza lo stesso, sentendo il “fiato sul collo” degli investigatori, ha dato disposizione ad Alvarez e ad un altro complice, anch’esso sudamericano, destinatario di misura cautelare ma al momento irreperibile, di «fermarsi con lo spaccio della papaya perché i carabinieri ci stanno addosso».

Ingente la cocaina destinata alla cosiddetta “Pescara bene” mossa dalla banda, grazie soprattutto all’elevata qualità dello stupefacente.

Nel corso della perquisizione eseguita nella mattinata, i carabinieri hanno rinvenuto, nell’abitazione del Machado, nascosta all’interno di un peluche, la somma contante di 12.500 euro già suddivise in mazzette da 2000 euro ciascuna, mentre a casa di Alvarez è stato trovato l’immancabile bilancino di precisione.

Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.


Machado su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Pescara, Luca Sarandrea su richiesta del pm Andrea Papalia, è stato ristretto in carcere, mentre Alvarez è stato posto agli arresti domiciliari.