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Passolanciano. Centinaia di tronchi accatastati incombono sulla provinciale (da 10 anni)

Ecco il video che documenta il rischio

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LETTOMANOPPELLO. A Lettomanoppello dormono sonni tranquilli e se la prendono con calma.

Sprezzanti del pericolo che fanno correre alle centinaia di migliaia di persone che percorrono la strada provinciale 60 Lettomanoppello-Passolanciano, praticamente quasi l’unica arteria per raggiungere la località turistica della Maiella.

Il fatto è che nel luglio 2007 (tra qualche giorno festeggiamo il decennale) vi fu un violento incendio che devastò questi e molti altri luoghi scatenando forse l’emergenza incendi più imponente.

Gli incendi hanno causato una serie di ripercussioni e dopo un paio di anni le bruciature hanno lasciato il posto al verde rigoglioso della montagna alta.

I tronchi bruciati e secchi sono rimasti pochi al loro posto molti altri sono crollati e si sono ammassati.

Ora non è difficile immaginare che tronchi pesanti anche quintali lasciati abbandonati su un declivio scoscesissimo a ridosso della strada possano essere causa di diversi pericoli.

In Abruzzo siamo abbastanza fortunati perché in tutto questo tempo nessun tronco è venuto giù fracassando auto in transito ma il pericolo è anche acuito da molti fattori esterni (piogge, neve, terremoto).

Eppure nonostante tutti i frequentatori della zona conoscano benissimo la situazione non si è riusciti a mettere in sicurezza ampie parti di montagna e di tronchi che incombono su una provinciale.

La prova dell’inerzia degli enti pubblici è in una ordinanza del sindaco di Lettomanoppello, Giuseppe Esposito, che il 10 dicembre 2015 (8 anni dopo l’incendio) spiega la situazione e certifica il pericolo incombente sulla strada molto trafficata.

Il tutto si condensa in un incarico alla ditta M&G di Carpineto della Nora di provvedere all’abbattimento degli alberi di pino nero interessati dall’incendio del luglio 2007.

Intervento più che utile anche se intempestivo ma il bello viene appena dopo.

L’ordinanza del sindaco infatti dispone che «gli alberi vengano accatastati sui bordi della strada e gli stessi assegnati a tutti i cittadini che ne facciano richiesta dietro pagamento di 4,50 euro a quintale somma che sarà in parte destinata al pagamento dell’attività di taglio».

A giudicare dallo spettacolo che appare chiaro anche dall’alto o ci sono pochi cittadini interessati o il prezzo era troppo alto perché i tronchi -dopo quasi due anni- sono ancora tutti lì.

Francamente anche prenderli potrebbe essere pericoloso perché se si tocca quello sbagliato si potrebbe innescare una carambola.

Ma tant’è.

E solo l’ennesima storia di rischio che la pubblica amministrazione non riesce a risolvere.

Eppure l’incolumità pubblica dovrebbe essere una priorità (ma se ne parla sempre dopo….).

 

(video FotoWireless)