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Delfino Pescara. Il progetto Oddo è naufragato. Sebastiani: «uno scempio»

Di dimissioni neanche l'ombra. Possibile un esonero nelle prossime ore

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PESCARA. Esonero o dimissioni? No, Oddo resta (forse) anche stavolta. In poche parole è il riassunto del caos tecnico e societario di un teatrino che ormai si trascina stancamente e fastidiosamente dal disastroso poker subito in casa dall'Empoli il 6 novembre scorso. Da allora solo e soltanto umiliazioni per il Delfino, preso a schiaffi in ogni dove con una striscia di risultati imbarazzanti di 11 sconfitte e 2 pareggi.

Anche a Torino (5-3 il finale) la squadra è apparsa svuotata di voglia e motivazioni, con un tecnico alla deriva del tutto incapace di tirare fuori dai suoi giocatori un minimo di tensione per giocare a certi livelli.

La posizione di Oddo, per stessa ammissione del Ds Luca Leone a fine partita, nelle prossime ore verrà attentamente valutata dalla società. L'esonero, auspicato dai più ma tardivo come fu per Baroni 2 anni fa, potrebbe quanto meno ridare dignità sportiva ad un finale di stagione che rischia di trasformarsi in un calvario fino a giugno.

«Non abbiamo deciso nulla su Oddo, la partita col Torino è stata uno scempio» – ha dichiarato deluso a fine gara Daniele Sebastiani – «tra stasera e domani (oggi per chi legge) verrà presa una decisione sul futuro. Chiediamo scusa a tutti per quello che si è visto oggi. Si è toccato il fondo anche perché squadre come il Crotone perdono ma lottano su ogni pallone fino alla fine. Partite come quella contro il Torino non si possono vedere. Abbiamo tutti sopravvalutato la rosa a disposizione ma questo non giustifica prestazioni come quelle viste nelle ultime partite».

«La colpa non è soltanto dell'allenatore» – prosegue il presidente del Pescara – «ma è di tutti. Il progetto con Oddo non è assolutamente fallito. Non è una sconfitta a far cambiare la nostra idea. Rifletteremo tra oggi e domani».

A fine gara bocche cucite e permessi revocati fino a nuovo ordine, con la squadra che potrebbe partire in ritiro per preparare il match di domenica all'Adriatico col Genoa. Più che il risultato o la prestazione, a giocatori e tecnico si chiederà di evitare figure meste come accaduto con Lazio e Torino.



Andrea Sacchini