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Legambiente boccia la nuova legge abruzzese sui Parchi

L’associazione contro l’assessore Di Matteo: «legge nata in qualche stanza»

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ABRUZZO. La nuova legge sui parchi non piace a Legambiente che contesta metodo e contenuti all’assessore regionale Donato Di Matteo.

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente, e Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo spiegano che nonostante la necessità di aggiornare una legge vecchia di venti anni il risultato è scadente.

«La proposta di Legge in esame, frutto di una elaborazione nel chiuso di qualche stanza», dicono, «è ad oggi un testo inadeguato per affrontare le sfide che pongono le strategie globali per frenare la perdita di biodiversità e valorizzare al meglio le aree protette che sono lo strumento più adeguato per il raggiungimento di questi obiettivi».

Secondo Legambiente la proposta di Legge sarebbe inadeguata anche perché non valorizzerebbe l’esperienza che le aree protette della Regione hanno fin qui maturato; metterebbe al centro un aggiustamento della governance dell’unico parco regionale esistente ma del quale non si affrontano adeguatamente le criticità e la crisi storica; non si razionalizzerebbe nè si rafforza la straordinaria esperienza maturata in questi anni da tutto il sistema delle Riserve regionali.

Si trasferirebbero in maniera confusa le competenze di rete Natura 2000 ai comuni senza verificare l’adeguatezza di questa operazione; non si accennerebbe agli obiettivi da raggiungere per frenare la perdita di biodiversità, per costruire la Rete ecologica regionale e le Infrastrutture verdi, per dare piena attuazione alle strategie Europee e nazionali per la tutela della Biodiversità.

Sempre secondo l’associazione non si metterebbero a valore i successi ottenuti dai Parchi nazionali e non si mette al centro la programmazione unitaria delle risorse economiche dei progetti di conservazione di tutte le aree protette d’Abruzzo.

Ma soprattutto questo testo nasce senza il coinvolgimento delle associazioni e delle aree protette, con le quali si è dichiarato di voler organizzare la Conferenza regionale delle aree protette.

«All’Assessore Di Matteo – conclude Legambiente - chiediamo di non andare oltre con questa proposta di Legge che, a nostro avviso, l’Abruzzo dei Parchi non merita e se vuole costruire un percorso valido, lo faccia con il coinvolgimento chiaro e trasparente di tutti coloro che lui ha deciso di coinvolgere nel rilancio del sistema regionale delle aree protette e non si affidi ad improbabili improvvisati strateghi o a possibili portatori di interessi propri che, nell’ansia di concretizzare i loro obiettivi, mettono in discussione l’intero sistema. Per quanto ci riguarda non lasceremo nulla di intentato e oltre a chiedere all’Assessore Di Matteo di cambiare metodo e proposta di Legge, proporremo le nostre osservazioni di merito alla discussione pubblica, condividendole con le altre associazioni, le aree protette e la Federparchi Abruzzo».