AMBIENTE

Before the flood, il documentario di Di Caprio in streaming fino al 6 novembre

Prodotto da Martin Scorsese

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AMBIENTE. Quali sono le cause del riscaldamento globale? Siamo ancora in tempo per invertire il processo?

In qualità di messaggero di pace delle Nazioni Unite con delega al clima, Leonardo DiCaprio racconta l’impatto devastante del cambiamento climatico sul nostro pianeta con Before The Flood, un evento televisivo prodotto da Martin Scorsese.

Il documentario è disponibile in streaming gratuito su You Tube solo fino al 6 novembre così come deciso dal National Geographic come forma di supporto alla campagna informativa sui pericoli causati dai cambiamenti climatici.

E la prima volta che il canale naturalistico produce un documentario di questo livello e lo rende accessibile gratuitamente.

Nel docufilm DiCaprio, messaggero di pace degli Usa, affronta un viaggio di tre anni tra le insidie dei cambiamenti climatici, attraversando 5 continenti, dalla Casa Bianca al Vaticano, dalle foreste calde di Sumatra ai freddi ghiacciai della Groenlandia.

Di Caprio racconta ciò che ormai è noto a tutto il mondo scientifico: stiamo alterando visibilmente lo stato della nostra Terra. E per farlo, si avvale di voci autorevoli quali quelle di Papa Francesco, Barack Obama, Elon Musk, conosciuto per aver creato la prima vettura sportiva elettrica, Sunita Narain, che chiede all’India di dare il suo contributo verso un futuro sostenibile per tutti.

Invece di incontri formali i realizzatori hanno chiesto allo staff del presidente americano di filmare una conversazione tra Obama e Di Caprio mentre passeggiavano sul prato della Casa.

Alla fine è arrivato il via libera. Anche l’incontro con il papa è stato difficile da realizzare e alla fine è stato ripreso anche un colloquio privato tra l’attore americano e il pontefice.

«Al momento, la situazione sembra sfuggirci di mano», dice Di Caprio. «Ogni giorno, non facciamo che ricevere notizie allarmanti sull’ambiente, e la situazione non fa che peggiorare, anno dopo anno. Serve un cambiamento radicale e immediato, bisogna far nascere una nuova coscienza collettiva. E’ il momento di mettere da parte le reticenze, le scuse, le infinite ricerche. Rappresentiamo l’ultima speranza della Terra. È nostro dovere proteggerla, o per noi e per tutte le forme di vita che la popolano sarà la fine».

Con le elezioni presidenziali alle porte Di Caprio ha sentito forte l’esigenza di terminare per tempo il suo film: «abbiamo cercato di fare in modo che gli elettori sappiano che questo potrebbe essere l'ultima possibilità che abbiamo prima che sia troppo tardi per eleggere leader che credono nella scienza, e che hanno la il coraggio e la comprensione di fare dell'ambiente una vera e propria priorità».

Oltre al suo ruolo di produttore, Di Caprio ha giocato il ruolo di ‘orecchie’ e ‘occhi’ del pubblico: ha parlato con scienziati e attivisti di quello che succede nel mondo. Nonostante la fama globale dell'attore è stato una sorta di ‘uomo qualunque’ che ha posto domande semplici agli esperti.

Regista del documentario è Fisher Stevens, già produttore di The Cove, il film sulla caccia ai delfini in Giappone, vincitore nel 2010 dell’Oscar per il Miglior documentario.

Lo stesso Stevens ha ammesso: «Leonardo conosceva già bene molti dei problemi della Terra che abbiamo affrontato ma credo anche che abbia imparato tante cose».

Il viaggio per arrivare in Groenlandia, a bordo di un vecchio aereo militare, è stata una esperienza «straziante» ha raccontato sempre Stevens. «Le condizioni meteo erano folli. La visibilità era ridottissima, non si vedeva nemmeno la terra. Il pilota era giovanissimo, gli ho detto ‘non ti preoccupare, non devi fare l’eroe. Se non si può atterrare non importa. Abbiamo solo dovuto fidarci di lui».