ACCOGLIENZA E BUSINESS

La proposta: «immigrati in ogni comune»

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BARI. Passare da una "gestione emergenziale" ad una "gestione strutturale" dell'immigrazione con un programma di accoglienza che coinvolga tutti gli 8000 comuni italiani in modo proporzionale alla loro popolazione, per evitare eccessive concentrazioni. E' la chiave di volta del piano per 'una accoglienza equa e solidale' definito dall'Anci con il ministero dell'interno, e che è stato presentato oggi a Bari in apertura della 33/a assemblea nazionale dei Comuni. A illustrare le linee del piano è stato Piero Fassino, a conclusione del suo mandato da presidente dell'Anci. "L'immigrazione non è un'emergenza - ha detto - ma un fenomeno strutturale e per questo bisogna organizzarsi per gestire un fenomeno che non finirà, distribuendo l'accoglienza in modo proporzionale tra i Comuni, per evitare eccessive concentrazioni di migranti". Anche perché, come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'assemblea, "i timori e le preoccupazioni dei cittadini vanno rispettati e presi sul serio: alla nostra capacità organizzativa il compito di tenere insieme solidarietà e sicurezza, umanità e legalità". "Soccorrere chi fugge dalla violenza e chiede asilo sono segni di civiltà irrinunciabili", ha aggiunto poi, sottolineando che bisogna continuare ad adoperarsi per far sì che l'Unione Europea non evada dalle responsabilità di solidarietà politica e dal compito storico che le appartengono su questo fronte". Un tema, quello della responsabilità dell'Europa, ripreso anche dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, secondo cui "era un'altra Europa quella che sognavamo, che avevamo studiato, questa Europa sta mettendo in crisi i nostri ideali comunitari e europeisti".

Alfano ha ricordato anche dopo la morte di 300 persone nel naufragio di tre anni fa al largo della Sicilia, "abbiamo scelto di essere l'Italia del coraggio e della responsabilità, del rigore e della solidarietà". Il piano - ha detto Fassino - ha l'obiettivo di superare le concentrazioni in pochi luoghi di migranti e profughi per passare ad una accoglienza che, facendo leva su tutti gli 8000 Comuni italiani, possa consentirci una accoglienza più ordinata e più sostenibile". "Nei prossimi giorni - ha detto ancora - sulla base di un programma analitico, distinguendo i Comuni per fasce demografiche, individueremo anche questi indici quantitativi che consentano di proporre una accoglienza più sostenibile perché proporzionale". "E' un tema decisivo perché - ha concluso - molti sindaci temono l'invio di un numero di profughi eccessivo e quindi ingestibile". Il piano si basa su una previsione di accoglienza annuale che rispecchia i numeri attuali degli arrivi, tra i 160-170mila profughi all'anno.