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Braccio di ferro continuo: Lolli consiglia un passo indietro a Santa Croce

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L'AQUILA. «L'interesse di tutti, ribadito anche oggi dalla conferenza dei capigruppo è quella di tutelare i lavoratori e anche per questo mi auguro che la Santa Croce non dia corso a quanto annunciato, e cioè non metta tutti in mobilità, non licenzi tutti e 75 i lavoratori, perché tuttora ci sarebbe ancora spazio per proseguire con gli ammortizzatori sociali».

Lo ha detto il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, al termine dell'audizione da parte della conferenza dei capigruppo in consiglio regionale aprendo alla Santa Croce, il marchio di acqua minerale di rilievo nazionale che ha il suo stabilimento produttivo a Canistro (L'Aquila).


Da mesi tra frizioni e scintille i rapporti tra la regione e l’azienda non sono idilliaci: al centro del contendere il bando per la concessione della sorgente, il primo dopo anni di proroghe.

Lolli non indica il percorso di dietrofront che comunque dovrebbe essere accolto dall'azienda.

La Regione è andata allo scontro revocando la concessione, non concedendo proroghe per il durc non regolare, mettendo i sigilli alla sorgente e accusando la santa croce di captare senza autorizzazione.

Rilievi che il patron, Camillo Colella, ha rispedito al mittente denunciando la regione con richieste milionarie di risarcimento. Proprio per la chiusura netta da parte dell'ente regionale, la santa croce ha avviato le pratiche per la mobilita' per i 75 dipendenti, di cui una cinquantina in cassa integrazione, che tra 18 mesi saranno licenziati.

Il consigliere regionale del M5S Gianluca Ranieri accusa senza mezzi termini la Regione, di «aver commesso molti errori», e di cercare ora «di correre ai ripari alla bene e meglio».

L'audizione di Lolli fa seguito all'incontro che si è tenuto ieri a Canistro, convocato dal Comune, presente ancora il vicepresidente, affianco del sindaco, Angelo Di Paolo, e della convocazione in conferenza dei capigruppo del 20 settembre scorso nel corso della quale e' stato audito Colella.

«La novità principale - ha spiegato ancora Lolli - è che il bando è pronto, manca solo reintegro in possesso dell'adduttore che collega la sorgente Spongia allo stabilimento. Abbiamo avuto opinioni molto diverse su questo punto, ma nell'ultimo incontro con la società abbiamo trovato un punto d'incontro. I legali della società hanno incontrato i nostri dirigenti,ed entro una settimana si dovrebbe arrivare ad un accordo».

Lolli ha poi spiegato ai consiglieri regionali, che nel nuovo bando sarà centrale «la qualità del progetto industriale, il numero di occupati previsti, presi dal bacino territoriale, il ristoro necessario e obbligatorio alla collettività».

Al termine della conferenza il presidente del consiglio Giuseppe Di Pangrazio ha ribadito che «l'unica preoccupazione è salvaguardare i posti di lavoro, per questo abbiamo inteso convocare prima il titolare dell'azienda e poi il vicepresidente Lolli. Non nascondiamo che siamo preoccupati per le tempistiche del bando e dell'eventuale ripresa a pieno regime della produzione, tenuto conto delle tempistiche con i quali finiranno gli ammortizzatori sociali».