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Masterplan in Consiglio regionale, accuse di illegittimità e perdita di tempo

Ieri l’approvazione di un documento della maggioranza

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ABRUZZO.  Il Consiglio regionale straordinario convocato per discutere dell’attuazione del Masterplan si è concluso con l’ approvazione del documento presentato dalla stessa maggioranza.

Nella richiesta avanzata dai Consiglieri di maggioranza (D'Alessandro, Monaco, Monticelli, Balducci, Mariani, Paolucci, Paolini, Berardinetti, Olivieri) si chiedeva al Governo regionale di dare attuazione ai progetti del Masterplan, riferendo periodicamente in Consiglio regionale del loro stato di avanzamento e di considerare prioritari tutti gli interventi inseriti nel programma al fine dell'ottenimento dei pareri di competenza regionale. Respinto un secondo documento presentato dalle minoranze (Centro-destra, Movimento Cinque Stelle) che esprime preoccupazione per l’iter seguito nella stesura del Masterplan in quanto prevede interventi parcellizzati che ne vanificano l’efficacia. Inoltre nel documento si denuncia che i fondi europei della programmazione 2014-2020 sono totalmente inutilizzati e che quelli del FSC 2017-2020 rischiano il disimpegno.

Il documento delle minoranza auspica una decisa accelerazione nella cantierabilità dei progetti contenuti nel Masterplan soprattutto per quelli inerenti le criticità infrastrutturali ed ambientali della Regione Abruzzo.


La discussione è stata lunga e spigolosa come al solito ma non è sembrato alla fine essere un consiglio regionale proficuo. Alcuni consiglieri delle opposizioni si sono domandati il perchè di una convocazione del genere a cose già fatte.

MASTERPLAN. FI:«SOLO LOGICA SPARTITICA»

La posizione più dura è stata quella di Forza Italia che ha parlato di illegittimità procedurali nella approvazione del masterplan.


«Nel corso della seduta straordinaria del Consiglio regionale siamo tornati a ribadire tutte le nostre perplessità sul Masterplan la cui stesura definitiva non è stato né anticipata, né discussa né tantomeno condivisa in fase di elaborazione con i portatori d’interesse quali: amministratori locali, organizzazioni datoriali e sindacali, associazioni, etc.), tanto da sembrare un atto “autocratico» , hanno detto i consiglieri regionali di Forza Italia a margine dei lavori odierni.

«Attraverso la presentazione di un documento sottoscritto dal Centrodestra – prosegue la nota - abbiamo espresso la nostra preoccupazione per l’iter seguito nella stesura del documento di programmazione che a oggi risulta essere illegittimo, ai sensi di quanto stabilito dallo Statuto della Regione Abruzzo, nonché inadempiente rispetto al Codice dell’Ambiente (D.Lgs 152/06). Evidenziamo inoltre il ritardo con il quale il Masterplan è stato  predisposto nella sua stesura definitiva dovuto al susseguirsi delle deliberazioni che lo hanno  modificato, parcellizzando gli interventi e vanificandone l’efficacia. Inoltre, temiamo il disimpegno dei finanziamenti per quanto riguarda il Fsc 2017-2013 che aveva come termine ultimo per la presentazione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti (Ogv) il 31.12.2015».

«I fondi europei della nuova programmazione 2014-2020 – mettono in evidenza i Consiglieri di Forza Italia - sono totalmente sottoutilizzati, se non del tutto inutilizzati, con il drammatico risultato che tutti i dati del primo trimestre 2016 dimostrano che l'Abruzzo ha tra le peggiori performance rispetto alle tendenze già negative del nostro Paese. Questo Masterplan contiene interventi che appaiono più rispondere ad una logica politica e “spartitica” dei territori piuttosto che di priorità. Molte sono le opere strategiche e urgenti di cui necessita la nostra regione come, ad esempio, gli interventi per il dissesto idrogeologico.  Inoltre si deve riscontrare la totale assenza di interventi tesi alla creazione dello sviluppo dell’occupazione, ben diversamente dal documento approvato  dal governo Chiodi nel 2010  che era rivolto ad agevolare il rilancio economico e sociale delle zone terremotate con interventi finalizzati allo sviluppo delle imprese e all’incremento dell’occupazione».