SCIOPERO

Grande distribuzione, protesta dei lavoratori a Città S. Angelo

Presidio di protesta per nuovo contratto atteso da oltre 2 anni

Redazione Pdn

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CITTA' SANT'ANGELO. Hanno scioperato anche in Abruzzo, sabato, i lavoratori delle attività della grande distribuzione organizzata aderenti a Federdistribuzione, per rivendicare il nuovo contratto nazionale di lavoro atteso da due anni e mezzo.

La protesta è stata promossa da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, in seguito alla rottura dei negoziati. A Città Sant'Angelo si è svolto un presidio nei pressi del centro commerciale 'Pescara Nord'. La protesta, in Abruzzo, riguarda, tra l'altro, i lavoratori di Auchan, Iper - la grande i, Magazzini Gabrielli, Zara,  Carrefour.

Le adesioni allo sciopero, secondo le stime dei sindacati, potrebbero raggiungere quota 40%. Alla manifestazione di Città Sant'Angelo hanno preso parte un centinaio di dipendenti.

Presenti il segretario regionale della Filcams, Luca Ondifero, insieme ai segretari provinciali Lucio Cipollini (Pescara) e Sergio Alibrandi (Chieti), il segretario provinciale Fisascat, Davide Frigelli, e Bruno Di Federico della Uiltucs.

«In Abruzzo - spiega Ondifero - gli oltre cinquemila addetti vivono una situazione di estrema preoccupazione: le condizioni economiche e sociali del territorio non fanno registrare un'apprezzabile ripresa dei consumi e questo espone i lavoratori e le loro famiglie ad una condizione di precariato ed incertezza rispetto alle prospettive del loro lavoro».

«Le ragioni della giornata di sciopero - aggiunge il segretario della Filcams - stanno nel fatto che al tavolo di trattativa l'associazione datoriale ha avanzato condizioni inaccettabili in merito alla destrutturazione del sistema di inquadramento professionale, alla deroga sull'applicazione della contrattazione nazionale anche in assenza di accordo decentrato e al trattamento economico, con la proposta di una massa salariale di gran lunga inferiore a quella percepita dai lavoratori delle imprese della distribuzione commerciale aderenti a Confcommercio».