VERTENZE

Call center, a rischio 300 posti di lavoro a L’Aquila

Melilla interroga Ministero, Pezzopane firma proposta di legge

Redazione Pdn

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L’AQUILA. Nuovi posti di lavoro a rischio a L'Aquila: 234 lavoratori del call center Globe Network perderanno il posto di lavoro dal 30 giugno.

Due giorni fa è arrivata la comunicazione che la H3G, unica committente dell'azienda, ha inviato una lettera di disdetta della commessa.

Quella prospettata non e' una crisi temporanea, ma la chiusura, in tempi strettissimi, del call center aquilano, inaugurato a dicembre del 2009 negli spazi dell'ex Italtel, all'interno del polo elettronico.

Sul caso il deputato Gianni Melilla ha presentato una interrogazione al Ministero del lavoro per chiedere se non sia il caso di intervenire per risolvere la vertenza.

Ad agosto del 2015 nel call center si era paventato il licenziamento di 60 persone, poi scongiurato grazie all'accordo firmato dalle Rsu nella sede di Confindustria, con cui sono erano stati attivati due anni di contratti di solidarieta'.

In una nota i sindacati spiegano come la Globe Network e' arrivata all'Aquila dopo il sisma, e finora non c'erano stati grossi problemi. La notizia della disdetta della commessa da parte dell'unica committente, la H3G, ha scosso l’intera città e la politica.

LA PROTESTA IN PIAZZA

Ieri i lavoratori sono scesi in piazza per protestare con cartelli eloquenti: "Da terremotati a licenziati" e "Lavoro! Altrimenti ci incazziamo". La manifestazione si è svolta davanti la ex caserma Campomizzi, interessata dal passaggio del Giro d'Italia, nella settima tappa Sulmona-Foligno.

I lavoratori, di tutte le età, occupati nei tradizionali servizi di call center, si sono messi al collo dei cartelli con scritto "licenziato numero 1", "licenziato numero 2" e così via.

«Se perdiamo questo lavoro non ne troveremo un altro qui all'Aquila, questa è una delle più grandi aziende e la città non si può permettere di perderla», dicono alcuni di loro.

Già da alcuni mesi per i dipendenti della Globe Network sono scattati i contratti di solidarietà. La commessa affidata all' azienda aquilana è in scadenza il 30 giugno prossimo, quindi dal primo luglio i posti di lavoro sono a rischio. I sindacati, accanto alla protesta, stanno valutando anche possibili alternative e contatti con altre compagnie per acquisire nuove commesse, come già accaduto in passato in altri call center aquilani.


«NUMERO ENORME»

Nei prossimi giorni sono previste mobilitazioni straordinarie da parte dei lavoratori per sollecitare le istituzioni rispetto al grave problema sorto e sono stati coinvolti la Regione Abruzzo e gli Enti Locali.

Anche il comitato "3e32" si schiera a fianco dei lavoratori e lavoratrici e invita tutta la comunità aquilana a mobilitarsi per difendere il lavoro e la dignità del territorio.

Anche perché 234 persone rappresentano un numero enorme per una citta' come L’Aquila che da anni vede passare sopra le teste della popolazione miliardi di euro per la ricostruzione, «senza una, che sia una», sottolinea il comitato, «ricaduta positiva per un maggiore benessere economico e sociale, se non per pochi, e a scapito dei più».


«CI STIAMO ATTIVANDO»

Che la situazione sia complessa lo conferma anche la senatrice Stefania Pezzopane (Pd): «la Globe Network si trova in cattive acque, la vicenda e' complessa, ma ci stiamo attivando, insieme con il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli, per evitare che piu' di 200 persone perdano il lavoro».

La senatrice è in contatto con i vertici di H3g per verificare tutto quanto possa essere fatto per salvare lavoratori e commessa.


I DIPENDENTI DELLA E-CARE

La situazione e' difficile anche per i dipendenti di E-Care, il call center di Monticchio, dove sono a rischio 60 posti di lavoro. L'obiettivo delle prossime settimane - fa sapere la senatrice - sara' verificare la disponibilita' di altre aziende che, nel caso del call center del polo elettronico, starebbero manifestando interesse. Dovranno assumersi l'impegno di reinserire il personale gia' occupato e qualificato.

E' proprio questo l'obiettivo di un disegno di legge che ha presentato in Senato, con cui propone la clausola sociale per la salvaguardia dei lavoratori dei call center e per stabilire dei requisiti seri per le commesse in questo settore.

In sostanza, il disegno di legge prevede per le aziende che vincono nuovi appalti l'impegno a riassorbire il personale gia' impiegato, non solo per tutelare i posti di lavoro, ma per avvalersi di lavoratori gia' formati e in grado di offrire un servizio di qualita'.

«Queste lavoratrici e lavoratori sono capaci e competenti - conclude Pezzopane - e' inaccettabile che possano essere mandati a casa».