POST SISMA

Terremoto: inchieste aperte e prelievi dei materiali da case crollate

Pg Roma, più magistrati se serve. Saieva, no contrasti tra i pm

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

37



RIETI. E' venuto a Rieti il procuratore generale di Roma a sostenere l'azione dei magistrati che indagano sui crolli del fronte laziale del terremoto. Giovanni Salvi, ex procuratore capo a Catania, ha portato al collega Giuseppe Saieva la promessa di personale amministrativo in aggiunta e se sarà necessario anche di altri pm per il pool, costituitosi ufficialmente oggi. Il piccolo ufficio giudiziario avrà bisogno di rinforzi. L'inchiesta é alle battute iniziali e a dodici giorni dal sisma si definisce meglio il metodo che sarà seguito.

Da oggi inizieranno tra le macerie degli edifici posti sotto sequestro i prelievi a campione di materiali, quelli che i tecnici riterranno utili alle indagini. Per stabilire se gli edifici sono crollati uccidendo 245 persone nel Reatino (295 in tutto) perché erano stati costruiti o ristrutturati male. Non più di una quindicina i siti ai quali sono stati messi finora i sigilli, ha precisato il procuratore capo Saieva.

«Abbiamo stilato un programma di collaborazione con le autorità preposte alla ricostruzione per un'immediata valutazione dei campioni da prelevare - ha detto Salvi in conferenza stampa con i pm di Rieti e il suo vice Federico De Siervo -, senza allungare i tempi della ricostruzione". I documenti acquisiti negli Enti locali saranno scannerizzati, messi su database e restituiti. Al ministero della Giustizia e alla Procura nazionale antimafia la richiesta di scanner veloci. "Se tarderanno glieli daremo noi», così il Pg di Roma.

Problemi pratici, come il cablaggio dei nuovi uffici della polizia giudiziaria dove confluiranno documenti e reperti.

«Come procura generale lo forniremo», ha garantito Salvi. La collaborazione con il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti é legata alla possibilità che nell'inchiesta sul sisma - per disastro e omicidio colposi, al momento senza indagati - emergano aziende o personaggi in odore di criminalità organizzata. Suggestioni apparse sulla stampa in questi giorni e che hanno infastidito il procuratore capo di Rieti.

Tanto che Saieva valuta di mettere la sordina ai propri pm - c'erano tutti e quattro davanti ai giornalisti, ma non hanno parlato -, affidandosi solo a dei comunicati.

«Non c'è alcun contrasto tra i magistrati della procura, non ci sono opinioni diverse, forse sui giornali... C'è dialettica, ognuno porta le sue competenze nel pool», ha risposto il procuratore di Rieti su una presunta spaccatura tra pm sull'ipotesi di consulenza tecnica esterna. La questione però resta.

«Vi daremo notizie», ha detto Saieva sulla cosiddetta 'superperizia'.

«Ho trovato magistrati molto motivati e preparati, che hanno una buona idea del lavoro che va fatto - ha detto Salvi -. Sono fiducioso che sarà fatto un buon lavoro».

Sullo sfondo l'indagine parallela dell'Autorità anticorruzione (Anac). La priorità é selezionare «materiale utilizzabile in dibattimento», ha sottolineato il procuratore generale di Roma. I documenti acquisiti, tra l'altro, da Genio civile, Provincia di Rieti, Regione Lazio saranno digitalizzati. Per rendere almeno materialmente leggera un'indagine che si profila gravosa.


NASCE COORDINAMENTO DELLE 4 REGIONI COLPITE

ABRUZZO. Costituire un coordinamento tra i Consigli regionali delle quattro regioni interessate dal sisma, cioè Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria: è l'iniziativa decisa ieri nel corso dell'Assemblea plenaria straordinaria della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, che si è riunita a Roma per decidere azioni comuni a favore delle popolazioni e delle zone colpite, alla presenza del capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.

«L'individuazione degli interventi e delle necessità di comunità che vivono condizioni così particolari, anche a causa della natura del loro territorio - ha spiegato il coordinatore della Conferenza, Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia - richiedono una condivisione all'interno del coordinamento dei quattro consigli regionali. E c'è la volontà di tutti i consigli regionali, ovviamente, di essere partecipi in termini solidali agli interventi che poi approveremo. E pensiamo non solo alle zone maggiormente colpite da distruzioni, ma anche a quelle che hanno subito danni di riflesso, come al patrimonio culturale e artistico, al turismo e all'economia».

«Vogliamo essere poi protagonisti anche della fase successiva, quella cioè quando i riflettori saranno spenti e si dovrà lavorare in termini di legislazione, per la parte di nostra competenza. Raccogliamo quindi l'invito dei presidenti Boldrini e Grasso a un raccordo forte fra legislatori regionali e il Parlamento nazionale, che dovrà definire le misure non solo di emergenza ma soprattutto della ricostruzione e della prevenzione. C'è anche la volontà di essere attivi nel momento in cui saranno da sviluppare le visioni strategiche di un futuro di territori di montagna come quelli dell'Italia centrale, che necessitano anche di politiche di sviluppo. Noi mettiamo a disposizione l'esperienza di territori, anche di regioni che hanno vissuto al tempo drammi simili» ha concluso.