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Il libro scritto a 20 mani tra Facebook, WhatsApp e Dropbox

Edito dalla casa editrice abruzzese Il Viandante

Redazione Pdn

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PESCARA. Un libro certamente originale dal titolo “BestSeller cronaca di una vendetta” edito dalla casa editrice abruzzese IlViandante di Arturo Bernava e Alessio Masciulli.

Il testo vanta l’originalità di essere stato scritto da 10 autori sparsi in ogni parte d’Italia e che si sono conosciuti per la prima volta di persona il 23 aprile nel corso dell’evento di presentazione a Manoppello.

Il romanzo di circa 400 pagine è stato creato in una chat comune collaborando insieme alla creazioni di personaggi e storia ambientati in un ipotetico talent letterario.

Ecco i nomi dei dieci autori: Alessandra Bresciani - Viareggio (Lucca), Federica Contini -Borgomanero (Novara), Giuseppe Di Battista - Torino, Paola Lena - Ardea (Roma), Mirta Lerede - Turi (Bari), Anna Lisa Platania - Catania, Rino Salvati - Roma, Dirce Scarpello - Brindisi, Andrea Sgualdo - Albignasego (Padova), Jean Pierre Villani - Roma.


«L’abbiamo definito Romanzo Sinergico», raccontano gli autori a PrimaDaNoi.it, «perché riteniamo che l’alchimia creatasi tra noi l’abbia reso migliore di quanto sarebbe stato se ci avessimo lavorato singolarmente».

Riguardo al genere è abbastanza difficile da classificare perché i registri narrativi sono molteplici.

La storia è ambientata nei mesi che precedono la messa in onda di BestSeller, il primo talent letterario mai realizzato, liberamente ispirato a Masterpiece, il programma di RAI 3 di qualche anno fa, e vede in azione sia gli addetti ai lavori che alcuni degli aspiranti partecipanti.

Ma, mentre il programma prende forma, fa la sua comparsa un misterioso aspirante le cui intenzioni appaiono fin da subito ambigue e potenzialmente pericolose. La sua vicenda rappresenta la chiave di volta del romanzo e trascinerà tutti in un vortice di eventi dall’esito imprevedibile.

La storia alterna dramma, commedia, romanticismo e sensualità in modo fluido e coerente, nonostante sia opera di 10 diversi autori.


LA SCRITTURA

«L’idea originale è stata di J.P. Villani», raccontano ancora gli autori, «che ha raccolto le adesioni e formato il nucleo originale del progetto, nell’ambito di un gruppo Facebook che riuniva molti aspiranti partecipanti al talent di RAI 3. Inizialmente eravamo in 12, ma due autori strada facendo hanno deciso di interrompere la collaborazione».

Il primo passo è stato creare l’ambiente nel quale si sarebbe svolta la storia, il talent, appunto, successivamente ognuno di loro ha scritto un possibile incipit del romanzo e l’ha sottoposto al giudizio degli altri.

L’autore del pezzo più votato è stato nominato regista-coordinatore.

Nessun pezzo però è stato scartato: con le opportune modifiche tutti sono stati in qualche modo incorporati nella trama.

«Ognuno di noi», raccontano, «ha creato uno o più personaggi e li ha messi in campo, rendendoli patrimonio comune. Poi l’arrivo del misterioso Bert ha sconvolto la nostra vita e quella dei personaggi. All’inizio abbiamo lavorato a coppie, poi le cose sono diventate più fluide. Per condividere i testi abbiamo utilizzato Dropbox, una sorta di cassetto virtuale basato su Cloud, mentre per le comunicazioni ci siamo affidati a Facebook e a Whatsapp».

Per avere il romanzo in forma definitiva ci sono voluti circa 3 anni, anche se gran parte del tempo è servito per far decantare il lavoro.

«La stesura dei numerosi tasselli del mosaico ha richiesto circa un anno», spiegano ancora, «al termine del quale il regista ha provveduto all’assemblaggio utilizzando un software dedicato. In seguito il testo è passato attraverso due revisioni: una commissionata a un esterno e l’altra, estremamente accurata, condotta da un membro del team».

Gli ultimi mesi sono serviti per trovare un editore e per la messa a punto finale.

E non sono mancati momenti divertenti, come raccontano gli stessi autori: «Andrea e Mirta, una notte, per riuscire a scrivere un dialogo ad alto contenuto erotico in cui si erano impantanati, si sono scambiati messaggi Whatsapp per ore. Se la moglie di Andrea li avesse trovati non credo che dirle che si trattava di prove per il romanzo sarebbe bastato a impedire l'omicidio del nostro collega. Abbiamo scritto rubando tempo al sonno, al tempo libero e qualche volta alla famiglia e, anche se nel corso del lavoro non sono mancati scontri e incomprensioni, alla fine siamo riusciti a creare qualcosa che crediamo valga la pena di leggere. Per questo ringraziamo Arturo e Alessio, della casa Editrice “Il Viandante”, che hanno creduto in noi e ci hanno dato l’opportunità di farci conoscere».