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Parcheggio trasformato in supermercato, anche centrodestra dice no: «nessun interesse pubblico»

«Sarebbe una deregulation selvaggia»

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PESCARA. Non c’è solo il Movimento 5 Stelle a dire no alla trasformazione del parcheggio di via Bologna in supermercato.

 

Dopo la petizione di una cinquantina di commercianti della zona e dopo aver letto tutte le carte anche la coalizione di centrodestra ha annunciato, oggi, che voterà contro la delibera inerente il cambio di destinazione d’uso dell’immobile.

 

«Non c’è il necessario interesse pubblico, non c’è una situazione di degrado da risanare e, soprattutto, ravvisiamo chiari profili di non legittimità là dove si intende far prevalere la norma del Testo unico dell’edilizia rispetto alla legge regionale sul Commercio che dispone per le strutture commerciali della media distribuzione un rapporto di copertura non superiore al 40 per cento dell’intero lotto», hanno detto i consiglieri Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Eugenio Seccia, Fabrizio Rapposelli e Luigi Albore Mascia per Forza Italia, Carlo Masci per Pescara Futura e Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore per Fratelli d’Italia dopo aver letto tutte le carte: «la situazione è chiara, cristallina e non interpretabile da alcuno. Noi ci opporremo all’atto» .

 

Il centrodestra si è scagliato contro la maggioranza, colpevole di produrre atti «nella più totale confusione, generata anche dai continui cambi di dirigenti».

Si è partiti, infatti, con il dirigente Gaetano Silverii, poi si è passati all’ingegner Aldo Cicconetti, poi di nuovo con Silverii, dopo il trasferimento del dirigente Pierpaolo Pescara.

 

«PROFILI DI NON LEGITTIMITA’ »

Ma il centrodestra punta il dito, soprattutto, contro presunti profili di non legittimità sulla delibera che vorrebbe avallare il cambio di destinazione d’uso dell’immobile facendo prevalere l’articolo 14 del Testo Unico dell’edilizia, ovvero la modifica del ‘SalvaItalia’, che, appunto, prevale su tutte le norme di settore, anche quelle locali.

«Ma in realtà, in questo caso», fanno notare da Forza Italia, «la materia è regolamentata dalla legge sul Commercio che è competenza regionale e che, nel caso dell’Abruzzo, vieta la realizzazione di strutture commerciali di media distribuzione con un rapporto superiore a una copertura del 40 per cento rispetto all’intero lotto. Quindi il cambio di destinazione d’uso non è possibile».

 

L’INTERESSE PUBBLICO

C’è poi la questione che ruota intorno all’interesse pubblico, qui assente, sostiene il centrodestra: «non può essere determinato solo dalla corresponsione del contributo straordinario di 298mila euro circa, e lo ha sancito il Tar nel caso della vicenda di PescaraPorto».

Infatti, tra le obiezioni sollevate da PescaraPorto quando ha impugnato la delibera di diniego del Consiglio comunale, c’era proprio la violazione del presunto interesse pubblico, per il contributo che la città di Pescara, a loro giudizio, stava perdendo.

Il Tar ha invece decretato in modo chiaro che il contributo straordinario non è un elemento sufficiente a determinare l’interesse pubblico.

 

NON C’E’ DEGRADO AMBIENTALE

La minoranza sottolinea anche che non ci si trova a dover fronteggiare una situazione di degrado ambientale e urbanistico: «piuttosto siamo di fronte a un investimento andato male, ma questo è un problema del privato. A nostro giudizio, dunque, mancano i presupposti per il riconoscimento del procedimento invocato dal privato e in Consiglio comunale voteremo contro la delibera».

In Commissione il centrodestra non aveva votato perché, chiariscono oggi i consiglieri, «non avevamo ancora avuto modo di fare i dovuti approfondimenti anche alla luce del parere ufficiale dell’Avvocatura  e, una volta ricevuto, anche se quel parere era favorevole, onestamente non ci ha convinto. Se fosse applicata la procedura invocata dal privato per via Bologna, ci ritroveremmo a breve di fronte a una deregulation selvaggia del settore».

 

LE ALTRE ATTIVITA’

«Peraltro – ha aggiunto il consigliere Rapposelli – quell’insediamento commerciale andrebbe a danneggiare le attività storiche già esistenti. Noi siamo chiaramente a favore dell’imprenditoria, ma non quando questa va a tagliare le gambe a chi già sta lavorando e faticando per sopravvivere alla crisi imperante del settore».

«La zona di via Bologna in cui dovrebbe sorgere il nuovo centro commerciale – ha affermato il consigliere Cremonese – è già fortemente antropizzata e dotata di servizi commerciali, e non avverte il bisogno di fare l’ennesima piattaforma commerciale che andrebbe anche ad aggravare i problemi di congestionamento del traffico dell’area».

 

LA STOCCATA AI 5 STELLE

Infine una stoccata al Movimento 5 Stelle: «Nei giorni scorsi – hanno detto il Capogruppo Testa e il consigliere Rapposelli – la consigliera Alessandrini è uscita pubblicamente sugli organi di informazione affermando che quel centro commerciale si sarebbe fatto grazie alla complicità di centrosinistra e centrodestra che avrebbero fatto passare la delibera. Oggi noi smentiamo clamorosamente la Alessandrini che, oltre che a rimediare una brutta figura, farebbe meglio a documentarsi prima di parlare, avrebbe potuto chiedere e le avremmo chiarito la nostra posizione in Commissione, ovvero la necessità di studiare le carte prima di poter assumere una decisione di merito. Evidentemente la sfera di cristallo del consigliere Alessandrini si è rotta visto che le ha fatto fare una previsione sbagliata».