DI TRAVERSO

Mense Pescara, la Molisana abbandona le scuole: «colpa della gogna mediatica»

Arrivano Sgambaro e De Matteis Agroalimentare Spa

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PESCARA. C’è una novità alle mense di Pescara: dopo le polemiche, la denuncia e l’apertura di una inchiesta, l’Ati ha cambiato il tipo di pasta servita agli studenti.

 

L’annuncio non lo ha dato il Comune ma il Movimento 5 Stelle che ha segnalato l’arrivo di maxi confezioni di pasta del marchio veneto Sgambaro, coltivata e prodotta in Italia (così come richiesto dal capitolato).

A chi è destinata? Agli studenti, ovvio.  E’ stata forse sostituita la pasta La Molisana finita nell’esposto firmato dal Movimento 5 Stelle? Sì, è stata sostituita ma non perché non fosse in regola, assicvura l’assessore Cuzzi ma perché «a causa della gogna mediatica» il pastificio molisano si sarebbe tirato indietro e avrebbe rifiutato di fornire ancora posta.

E proprio Cuzzi annuncia che oltre alla Sgambaro un’altra ditta che fornirà la pasta è la campana De Matteis Agroalimentare Spa.

M5S: «MERITO NOSTRO»

Il Movimento 5 Stelle si prende i meriti di quanto accaduto: «abbiamo saputo che le due ditte in ATI che gestiscono il servizio hanno cambiato un’altra volta tipologia di pasta utilizzando, sembrerebbe, un prodotto che corrisponde ai requisiti richiesti da capitolato, cioè con grano coltivato e prodotto in Italia».

Nei mesi scorsi il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo e il deputato del Movimento 5 Stelle, Andrea Colletti, avevano firmato un esposto inviato in Procura per richiedere la verifica del rispetto del capitolato.

L’indagine è attualmente in corso e coordinata dal pm Annarita Mantini.

L’allegato 7 del capitolato speciale d’appalto è chiarissimo e a pag. 9, quando si riferisce a “Paste alimentari e farine”, enuncia: “deve essere prodotta con farine di grano duro coltivato e prodotto in Italia”. Nelle due dichiarazioni dove la ditta produttrice della pasta risponde ai quesiti del Bando del Comune di Pescara, si parla di grano di “provenienza italiana” e non di grano “coltivato in Italia”. Ma, da un’analisi dello stesso marchio, il Movimento 5 Stelle aveva scoperto come la pasta sia prodotta con una miscela di grani italiani ed esteri.

«Ogni nostro atto relativo alla storia della mensa scolastica a Pescara», assicura Di Pillo, «è stato sempre votato a migliorare il servizio, ma soprattutto al rispetto del capitolato e delle regole dettate da un appalto molto oneroso (17 milioni di euro per cinque anni), ed anche molto complesso».

«Il vero problema dei grani esteri è la possibile presenza di Glifosato e micro-tossine potenzialmente dannose per l’uomo, come emergeva, tempo fa, dalla trasmissione “Report”, che raccontò di come veniva trattato il grano canadese per l’uso massiccio di questo diserbante», continua Di Pillo.

«Ma - dichiara il deputato Colletti – il problema non è solo di sicurezza alimentare bensì di riattivare la filiera italiana del grano, favorendo così le nostre aziende e non le grandi multinazionali».



MA CUZZI ASSICURA: «LA PASTA ERA IN REGOLA ANCHE PRIMA»

Come detto l’assessore attribuisce questo cambio in corsa alla Molisana che avrebbe rifiutato di fornire altro prodotto.

E Cuzzi lo racconta proprio così: «è successo che a furia di allarmi e gogne mediatiche causate dalle continue insinuazioni sulla natura delle materie prime utilizzate nella fornitura ad hoc per il Comune di Pescara, “La Molisana Spa” ha dichiarato ai nostri uffici l’indisponibilità a voler continuare la fornitura per tali motivazioni. Così è di conseguenza successo che la Concessionaria A.T.I. Cir-food – Bioristoro Italia, ha dovuto prontamente individuare ulteriori fornitori. Oggi, quindi, la fornitura di pasta sarà garantita dalle ditte “Sgambaro Spa” e “De Matteis Agroalimentare Spa”. Nulla cambia, a parte i fornitori. Grano italiano era prima, grano italiano sarà ora. Trovo quindi davvero incomprensibile il perché si voglia creare per forza un allarme su una materia chiara sin dall’inizio, attraverso comunicazioni illogiche che non portano da nessuna parte».

«Amministrazione e politica si fanno sui fatti che noi abbiamo prodotto e messo a disposizione sempre; non sui complotti, ma con documentazioni certe e provate» continua Cuzzi attaccando chi «spaccia riscontri inesistenti sulla non provenienza nazionale del grano, di cui noi abbiamo invece sempre certificato l’origine».