LA SENTENZA

Teodoro vs Sabatini, consigliera M5S assolta dal Tribunale

Colletti: «Oggi giornata importate per libertà di espressione»

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PESCARA. La consigliera comunale del M5S di Pescara Enrica Sabatini è stata assolta in primo grado nella causa civile intentata nei suoi confronti da parte di Gianni Teodoro, attuale assessore comunale di Pescara, e papà di Veronica Teodoro, ex assessore, per dichiarazioni che dai Teodoro erano state ritenute lesive nei confronti di Veronica Teodoro.

Teodoro è stato condannato al pagamento di 8.500 euro di spese processuali.

Al centro della vicenda un vibrante e duro intervento della Sabatini alla vigilia della nomina della “baby assessore” nominata per “intuitu personae” dal primo cittadino Marco Alessandrini che ammise pubblicamente di non conoscerla. Una nomina che suscitò polemiche di vario genere e che Sabatini definì «familismo amorale» e che ha segnato indubbiamente una nuova involuzione nella amministrazione locale di Palazzo di città. 

«Dopo tre anni oggi è una giornata radiosa perché viene sconfitto il bullismo giuridico e cioè quella attività per cui si viene trascinati in Tribunale, con richiesta di risarcimento danni, da chi non ha quella capacità di dialettica politica, ma che ha anche una debolezza politica che spinge a portare ad atti di intimidazione di questo tipo. Oggi sono estremamente felice perché dopo tre anni la sentenza ci dà ragione sia nel fatto che io avessi espresso un contenuto politico corretto, e la forma con la quale io l'ho espresso. Quindi vince oggi la libertà di espressione e la forza e il coraggio di dire ad alta voce delle cose che qualcuno» ha concluso la consigliera Enrica Sabatini.

Il parlamentare Andrea Colletti, avvocato e deputato del M5S ha poi aggiunto che «Quella di oggi non è una giornata importante per il M5S ma per la libertà di espressione e per l'Art. 21 della Costituzione Italiana che protegge chiunque voglia dare una espressione ma anche una critica politica ai politicanti di turno. È uscita in queste ultime ore la sentenza del Tribunale di Pescara sulla citazione di Gianni Teodoro alla consigliera Sabatini che era stata citata per un risarcimento danni per lesione di immagine di ben 250mila euro. Bene, questa sentenza ci ha dato - ha detto il parlamentare - completamente ragione e ha condannato Teodoro anche al risarcimento e al rimborso delle spese legali di questo grado. È questa una sentenza che ci dà ragione e dà ragione anche alla critica politica fatta sulla nomina dell'allora assessore Veronica Teodoro che poi lascio spazio alla nomina del padre, assessore Gianni Teodoro. Questa sentenza significa anche che in realtà le persone, i cittadini, i giornalisti possono sentirsi tutelati dal sistema e da queste minacce di risarcimento portate avanti da grandi società ma anche da politici, e se c'è un giudice terzo ed imparziale, questo giudice davvero può tutelare la libertà di espressione e questo è un monito a chi cita sconsideratamente le persone civilmente per cifre monstre, ma è anche un aiuto e un esempio per coloro che sono cittadini che non devono sentirsi minacciati».



LE FRASI SOTTO ACCUSA

La capogruppo del M5s aveva parlato di «assoluta mancanza di onestà e libertà intellettuale evidenziata dalla scelta del sindaco», facendo riferimento al concetto di «familismo amorale teorizzato da Banfield», che chiama in causa «il comportamento di chi agisce in vista del proprio tornaconto per massimizzare i vantaggi materiali ed immediati della propria famiglia e in totale avversione al benessere della comunità».

 Sotto accusa anche altre affermazioni della Sabatini: «La nomina della figlia di Teodoro è il più chiaro e triste esempio di quanto la vecchia politica, sotto le vesti di un falso rinnovamento - é un ulteriore passaggio del discorso contestato - si dimostri come sempre inadeguata, ricattabile e ricattatoria, oltre che assolutamente incapace di perseguire il bene comune».