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La protesta etilica di Forza Italia: contro gli attacchi di D’Alfonso spuntano vino e crodini

Sulla vasca di colmata il presidente ha cambiato idea: «non la svuotiamo»

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PESCARA. Dopo le banconote finte consegnate al governatore D’Alfonso in risposta alla denuncia per diffamazione e alla richiesta di 50 mila euro di danni, ieri Forza Italia ha portato in Commissione Gradi Infrastrutture il kit del ‘piccolo alcolizzato-astemio’.

Perché? Marcello Antonelli lo spiega così: «per onorare i ‘pensieri etilici’ che il presidente della Regione attribuisce alle forze di opposizione e ad alcuni giornalisti quando questi esprimono le proprie preoccupazioni circa la mancata rimozione dei fanghi del dragaggio dalla vasca di colmata».

Il riferimento va anche all’attacco dei giorni scorsi subito dal giornalista Paolo Vercesi del Messaggero 

 Al Governatore D’Alfonso che commentava come «il crodino potesse essere argomento di pacificazione», il capogruppo Antonelli ha ribattuto «che nell’aula ci sono molte persone con cui avrei brindato volentieri, ma, evidentemente, non con tutti. È noto – ha proseguito Antonelli in Sala Commissioni – che a una certa ora io mi faccio un goccetto, o almeno è quello che qualcuno sostiene, io gli voglio dare ragione a questo qualcuno. Ovviamente la nostra è una risposta provocatoria diretta al Governatore che ha accusato le forze politiche di opposizione e alcuni giornalisti di alimentare ‘pensieri etilici’ quando nei giorni scorsi abbiamo ipotizzato le difficoltà che inevitabilmente i lavori al porto incontreranno».

I problemi, infatti, non sono secondari,  per la mancata disponibilità di un sito in cui poter stoccare i nuovi fanghi, visto che la vasca di colmata esistente è ancora strapiena dei fanghi frutto del dragaggio del 2014, 300mila metri cubi di materiale che per contratto dovevano essere rimossi entro il 31 dicembre 2017, salvo scoprire, attraverso il Provveditorato alle Opere pubbliche, che quella data non verrà rispettata visto che mancano ancora persino le caratterizzazioni del materiale.

 Ovviamente il Governatore ha mal digerito le perplessità e le richieste di chiarimento, arrivando a ipotizzare un loro stato di ‘ebrezza alcolica’ al momento di partorire quelle idee.


«NEANCHE D’ALFONSO SA COME MUOVERSI»

In Commissione, va avanti Antonelli, «gli abbiamo dimostrato che sul fronte dello svuotamento della vasca di colmata non sa neanche lui come muoversi».

Durante la Commissione il capogruppo di Forza Italia gli ha chiesto il nome dell’impresa o della società che avrebbe dovuto materialmente conferire i fanghi del 2014 in discarica, e soprattutto gli ha chiesto se il Luciano D’Alfonso presente oggi in Commissione, che ha ipotizzato un «allontanamento coatto del materiale in carico al vecchio esecutore» fosse lo stesso Luciano D’Alfonso che negli anni scorsi aveva ipotizzato di lasciare quei fanghi dentro la vasca di colmata, trasformando la ‘collina della vergogna’ in una ‘terrazza sul mare’.



«NON SPENDIAMO 14 MILIONI PER SVUOTARE VASCA»

«Il Governatore ­– riferisce Antonelli -, dopo aver confessato di non ricordare il nome della società responsabile, ha rivelato di non voler spendere altri 14milioni di euro per svuotare quella vasca, da cui, a suo giudizio, andrebbe tolto solo ‘quel di più’ che le ruspe non riuscirebbero a compattare e tale operazione, confidando nella propria capacità di persuasione verbale, vorrebbe farla realizzare dalla vecchia impresa, di cui però, a oggi, non ricorda il nome». D'Alfonso in realtà fa sapere di non aver mai cambiato idea ma di essere sempre stato convinto che si debba eliminare solo la parte in eccesso. 

Forza Italia ha preso atto delle volontà del Governatore, ma ha espresso perplessità sul fatto che i fanghi possano restare per sempre dentro la vasca di colmata, visto che a più riprese Enti pubblici, Ministero dell’ambiente, associazioni ambientaliste hanno lanciato l’allarme circa la presenza di quel materiale, ritenuto non sicuro per la città e ricordando l’obbligo di svuotare completamente la vasca.

 

«ALESSANDRINI SEMPRE IN SILENZIO»

Forza Italia sottolinea inoltre l’assoluto silenzio osservato di nuovo ieri dal sindaco Alessandrini, «fedelmente seduto accanto al proprio mentore politico», e chiede a questo punto di  investire della questione le sfere più alte del governo nazionale. Per questo è stato deciso di presentare tutte le perplessità direttamente al Ministero attraverso i parlamentari di Forza Italia.

«A oggi la Regione Abruzzo-facile, a guida D’Alfonso, ha solo dimostrato di non avere alcuna ‘facilità’ e di non godere di alcuna presunta e millantata corsia preferenziale nel gestire quella che rischia di diventare la prossima emergenza ambientale d’Abruzzo a due passi dal mare».