IL FATTO

A L’Aquila il campus per giovani scienziati in pieno centro

Ieri i premi Nobel Barish e Rubbia in città per l’inaugurazione

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L'AQUILA. Due premi Nobel all'Aquila, Barry Barish e Carlo Rubbia, per una giornata che rimarrà nella storia del capoluogo abruzzese, a otto anni e mezzo dal sisma del 6 aprile 2009.

La città rinasce con la scienza e consegna alla comunità un vero e proprio campus per giovani scienziati nel cuore del centro storico, in pieno parco verde della villa comunale. È stato consegnato dal Consiglio Regionale dell' Abruzzo e inaugurato alla presenza dei due fisici, il nuovo edificio che, da oggi, ospita il Rettorato del Gran Sasso Science Institute (Gssi) la scuola di alta formazione scientifica che attrae talenti da tutto il mondo, i nuovi uffici di ricerca, e una grande sala conferenze.

L'edificio è il primo di quelli pubblici ristrutturati. Completamente recuperato, con tanto di isolatori sismici. Poco distante, l'hotel preso in convenzione dal Gssi per l' ospitalità e accanto al Rettorato la mensa del Consiglio regionale.

Preziosa la testimonianza di Rubbia: «Ho vissuto varie fasi, sono stato associato al Gssi da parecchi anni, la fase importante è quella di oggi perché il Gssi è in posizione di eminenza scientifica, trovo che sia una cosa molto importante, ora bisogna trovare fondi e soci per trasformare questa struttura in una cosa definitiva». «L'Aquila città della ricerca e della scienza? È un'opportunità, bisogna concentrarsi sulla capacità di trovare ragazzi che possano utilizzare le risorse della scuola per portare avanti ricerche originali», ha concluso il Nobel italiano.

Gli fa eco il collega Barish: «Il Gssi è una scuola di eccellenza pensata per il futuro di questa città. Attrae i migliori studenti dal mondo e anche dell'Italia è connesso alle ricerche che, per la parte fisica, si fanno nei Laboratori del Gran Sasso».

A ricostruire il palazzo, in tre anni e con cinque mesi di anticipo, è stato un raggruppamento temporaneo di tre imprese che si è aggiudicato un bando pubblico che ha visto il Consiglio regionale come stazione appaltante per circa 8 milioni e mezzo indetto nel giugno del 2013. L'inizio dei lavori c'è stato nel settembre del 2015 e terminati nell'ottobre 2017.

Utilizzate tecnologie innovative tra cui un sistema di isolamento alla base, con 46 isolatori elastrometrici, 43 appoggi multidirezionali e una opera di restauro conservativo.

«Sono qui per celebrare il successo del Gran Sasso Science Institute, in un territorio che è caduto e si è rialzato», ha detto il commissario per la Ricostruzione, Paola De Micheli.

Una storia italiana molto bella, secondo il sottosegretario all' istruzione Vito Di Filippo, che invita a ripetere «perché, in tanti luoghi del nostro Paese, dove ci sono state difficoltà così straordinarie, le milizie degli scoraggiatori militanti sono molto forti e attrezzate».

Dal canto suo il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha sottolineato che la presenza dei due premi Nobel «è un evento molto importante in questa città che ha un ruolo nel campo della scienza e della ricerca».