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Rigopiano. Provolo: «tutto fatto alla luce del sole: ci sono carte che parlano»  

Il prefetto ha salutato e confermato che tutto è stato fatto al meglio

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PESCARA. «E’ stata una tragedia che è stata affrontata nel migliore dei modi. Al comitato ho detto: “la verità, dovete trovare la verità, non fatevi scrupoli, parlate anche di me come ritenete opportuno, io non mi offendo”. Sono sicuro che tutti gli organi dello Stato contribuiranno a far emergere la verità. Nulla è stato fatto di nascosto. Tutto è alla luce del sole. Ci sono carte che parlano. Ci sono dichiarazioni. Ci sono attività in questo momento che stanno cercando di capire che io non conosco… Non ci sono verità nascoste, bisogna solo cacciarle fuori».

Più chiaro di così il prefetto Francesco Provolo non poteva essere. Davanti ad un pubblico scelto e selezionato di giornalisti delle più autorevoli testate locali (ma non una conferenza stampa aperta a tutti gli altri) il prefetto ha voluto salutare l’Abruzzo e lanciare parole di distensione e tranquillamente si è scrollato di dosso le accuse del comitato delle vittime di Rigopiano che ha incontrato ieri non senza strascichi polemici.

«La ferita non si è chiusa, nel modo più assoluto. La ferita della tragedia di Rigopiano rimarrà nel mio cuore», ha aggiunto ancora il coordinatore dei soccorsi all’hotel investito dalla valanga e dal quale 29 persone sono tornate cadavere.

Provolo lascerà Pescara per un incarico prestigioso a Roma, dal 20 novembre prossimo, come direttore dell'Ufficio centrale ispettivo presso il dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.

«Le cose - tiene a sottolineare il prefetto di Pescara - sono state fatte alla luce del sole, ci sono carte che parlano, ci sono dichiarazioni, c'è un'attività in corso che è in mano alla magistratura. Non ci sono verità nascoste».

Provolo non si sottrae alla domanda su presunti legami tra il suo trasferimento e la tragedia di Rigopiano: «Non so se sono stato trasferito per questo motivo. Non ho elementi ma non posso dire che chi la pensa così sia fuori dal seminato. Posso dire che il trasferimento non è avvenuto all'improvviso. Sono quasi due anni che sono a Pescara. I fatti sono avvenuti dieci mesi fa. Il trasferimento sarebbe avvenuto già prima. Ora - auspica il prefetto - a Pescara c'è bisogno di ordinarietà. La tragedia di Rigopiano è frutto di una tempesta perfetta e di coincidenze che un regista con tutti quegli elementi non sarebbe stato così bravo da riuscire a realizzare tanto».

Il prefetto ha ripercorso i momenti salienti di quel 18 gennaio: la riunione la mattina, le tre scosse («ho avuto la forza di rimanere freddo e seduto»), l'istituzione di una zona avanzata a Penne, le richieste di aiuto che arrivavano di tutti i tipi, la riunione dalle 15 alle 18 su tutto il fronte del blackout.

Poi «ha deciso la tempesta perfetta».

«Forse - conclude Provolo ribadendo quanto già detto in altre occasioni - in tutti gli Enti, chi risponde al telefono deve avere una sua professionalità. Poi c'è il gruppo che deve accertare i fatti e valutare la tipologia delle richieste stabilendo la priorità».

Dal 20 novembre prossimo il nuovo prefetto di Pescara sarà Gerardina Basilicata, che ha svolto l'incarico di direttore centrale per gli Affari generali presso il dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.

Intanto la procura indaga e continuano a fioccare denunce che aprono nuovi fronti e ingigantiscono sempre più la maxi inchiesta ingarbugliando anche un pò le carte.

Non si respira serenità e le pressioni sono tante. I parenti delle vittime continuano ad aspettare.