MISTERI IRRISOLTI

Agguato direttore motorizzazione Chieti, a processo pentito della ‘ndrangheta e  un complice

A gennaio inizia il processo

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TERAMO. Inizierà il prossimo 11 gennaio il processo per il tentato omicidio del direttore della motorizzazione civile di Chieti Mario Nino Presutti.

Il gip Giovanni De Rensis, al termine dell'udienza preliminare di questa mattina, in cui Presutti si e' costituito parte civile, ha infatti rinviato a giudizio entrambi gli imputati: sia il presunto mandante, D.C. (queste le iniziali del suo nome) un pentito della 'ndrangheta, collaboratore di giustizia, all'epoca residente nel teramano, sia il presunto esecutore materiale, Doriano Mancinelli, 37enne di Silvi.

Da ciò che D.C. (queste le iniziali delle generalità del pentito) disse nelle aule di giustizia nacque l’operazione ‘Odissea’ che fece registrare ben 41 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla DDA di Catanzaro ai danni di altrettanti affiliati alla cosca Mancuso di Limbadi e La Rosa di Tropea.

Sia Mancinelli, che all'epoca fu arrestato a Londra dove lavorava, sia l'altro imputato, un collaboratore di giustizia originario di Tropea ed attualmente detenuto in un carcere toscano, dopo essere stato raggiunto da un'ordinanza di custodia firmata dal gip Roberto Veneziano, sono in carcere da circa un anno.

Ad assistere il presunto mandante gli avvocati Giuseppe Cichella e Luigi Li Gotti; il 37enne di Silvi è difeso dall'avvocato Gennaro Lettieri.

La parte civile è rappresentata dall'avvocato Marco Femminella.

L'agguato ai danni di Presutti si verificò l'8 giugno del 2016. Quel giorno il direttore della Motorizzazione civile, che viveva a Silvi, era uscito di casa intorno alle 7.30 per raggiungere il posto di lavoro.

Proprio mentre si trovava alla guida della sua auto, venne affiancato da un uomo su di uno Scarabeo 125, risultato poi rubato a Pescara, che esplose un colpo di arma da fuoco finito nella portiera dell'autovettura, lasciando illesa la vittima designata.

Nell’ordinanza di custodia cautelare, il Gip Roberto Veneziano ha definito Mancinelli esecutore materiale e D.C. complice e coordinatore della complessiva azione criminosa.

Ad oggi, nonostante la lunga attività di indagine svolta dai Carabinieri e coordinata dal pm Greta Aloisi, non è ancora stato individuato il movente del tentato omicidio.

Lo stesso Presutti, sentito dagli inquirenti, non è riuscito a fornire indicazioni utili in tal senso e lui, di questo sono certi gli investigatori, «si è rivelata una persona onesta, integerrima sul lavoro».

Subito dopo i fatti e per qualche mese la prefettura gli assegnò una vigilanza particolare per tutti i suoi spostamenti.