LA DECISIONE

Honeywell: in 420 rischiano il lavoro. Previsto incontro con il ministro

Ieri corteo di protesta e sensibilizzazione

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ATESSA. Il ministro del Mise, Carlo Calenda, ha convocato a Roma un tavolo nazionale per trattare la vertenza della Honeywell di Atessa i cui 420 lavoratori sono in protesta. La notizia è giunta durante il corteo di ieri pomeriggio in svolgimento ad Atessa.

Per decisione del Ministro al tavolo entreranno anche i sindacati esclusi da un primo incontro tenuto la settimana scorsa. L'azienda nei mesi scorsi ha comunicato l'intenzione di chiudere la fabbrica per delocalizzarla in Slovacchia.

 

Intanto ieri si è tenuto un corteo di protesta contro il rischio di chiusura dello stabilimento produttrice di turbo compressori, i cui 420 dipendenti sono in sciopero ad oltranza dal 18 settembre scorso. Alle 15.15 circa 500 partecipanti si sono mossi in protesta con l'intenzione di bloccare la vicina superstrada SS 652 fondovalle Sangro.

Al corteo, con raduno avvenuto davanti ai cancelli della Honeywell, partecipano il vice presidente d'Abruzzo Giovanni Lolli, decine di sindaci del comprensorio e numerosi lavoratori di altre aziende giunti per dare sostegno alla vertenza.

«Essere qui era doveroso - dice Lolli - La situazione della Honeywell è molto grave e seria, se è vero che l'azienda vuole privilegiare la produzione in Slovacchia. Vertenza seguita dal Governo e dalla Regione Abruzzo e quindi attendiamo fiduciosi di conoscere, a giorni, le intenzioni dell'azienda. Noi speriamo in buone notizie, ma lo facciamo tenendo gli occhi aperti e la schiena dritta».

La manifestazione di protesta è stata organizzata per chiedere al Mise la convocazione del tavolo nazionale in tempi stretti.

«È vergognoso verso 420 lavoratori e un intero territorio - dice Dorato Di Camillo della rsu Fim Cisl - che dopo 26 giorni di presidio non abbiamo ancora un tavolo di confronto con la multinazionale. Siamo pronti ad alzare il livello del conflitto».

Per Luca Caporale, rsu Fiom- Cgil, «Siamo a un punto di svolta. Attendiamo novità all'inizio della prossima settimana per l'apertura della trattativa. Siamo convinti che l'azienda stia iniziando ad avere le prime difficoltà con i clienti per la fornitura dei prodotti».

Alessio Di Giovanni, rsu Uilm-Uil, aggiunge «Abbiamo necessità urgente della convocazione del tavolo nazionale da parte del ministro Calenda perché le buste paga di 420 lavoratori saranno vuote. Basta sacrifici sulle spalle dei lavoratori».

Tra i delegati di altre fabbriche sono giunti lavoratori anche da grandi fabbriche quali Sevel, Sapa, Isri, Denso e Pierburg, i cui lavoratori hanno scioperato oggi due ore per turno a sostegno dei colleghi della Honeywell.

 

 

Il corteo partito alle 15.15 ha raggiunto la Fondovalle del Sangro alle 15:50, momento il cui la Statale è stata bloccata dai manifestanti, e questo durerà per circa un'ora. Il blocco è avvenuto all'altezza dell'uscita della Sevel-Zona Industriale. Molti automobilisti e camionisti si trovano costretti a invertire il senso di marcia.