INCHIESTE E VELENI

Appalto mense Pescara, «i risparmi ottenuti grazie alle denunce del M5S»

Cuzzi: «diffuse bufale per ottenere visibilità»

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PESCARA. «Sarà la magistratura, e non l’assessore Giacomo Cuzzi, a dare un giudizio definitivo su ciò che ho scoperto in quei mesi di lavoro sull’appalto delle mense scolastiche di Pescara».

Torna a parlare il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Di Pillo, dopo che nei giorni scorsi ha firmato un esposto che riguarda, esclusivamente, la rispondenza della fornitura con quanto previsto dal capitolato d’appalto, in particolare sulla qualità della pasta servita.

Infatti il capitolato prevedeva l’utilizzo per la pasta di farine di grani prodotti e coltivati esclusivamente italiani ed il Movimento 5 Stelle aveva il dubbio, suffragato da alcuni colloqui con la ditta produttrice, che la pasta fornita derivasse in parte da farine straniere, molto meno costose di quella italiana.

Cuzzi (che attacca Di Pillo dicendo che abbia diffuso bufale per ottenere visibilità), ha ribadito che la pasta servita è fatta con grano italiano e sostenuto che «chi semina allarmi lo sapeva da giugno ma continua a diffondere bufale per farsi notare. La documentazione è a disposizione della Procura».

Procura che proprio sul caso ha aperto una inchiesta dopo l’indagine scoppiata tre anni fa e sfociata in un processo attualmente in corso.

proprio mentre il processo è ancora in corso. I fatti contestati nella indagine della Finanza del 2014 riguardano la gara d’appalto che la precedente amministrazione aveva bandito nel 2013 per rinnovare la gestione del servizio. Appalto affidato alla ditta Cir food, risultata vincitrice, ma subito annullato dalla giunta di allora, con un procedimento di autotutela, in seguito a una segnalazione di una ditta concorrente.

Quella segnalazione ipotizzava alcune irregolarità nella gara e si faceva presente che il responsabile unico del procedimento del Comune risultava il padre di un dipendente del centro alimentare di Montesilvano della Cir food, cioè la ditta vincitrice.

Dalle intercettazioni e dalle indagini emersero contatti anche con l’attuale amministrazione di centrosinistra e una lista di persone da assumere proposte dai vari amministratori. Una familiarità inopportuna tra la ditta controllata e l’ente pubblico controllore e stazione appaltante.

IL COMUNE: «CONTROLLI EFFETTUATI»

Oggi l’assessore Cuzzi assicura che il Comune sta vigilando attentamente e che si è riusciti a passare dai 4.07 euro del passato a pasto (2.04 la tariffa ridotta) ai 3.56 di oggi (1.78 euro ridotto), con un risparmio di 0,51 centesimi, pari a circa 70 euro l’anno a famiglia (una media di 136 pasti).

«E con risparmi importanti anche per l’Ente che nel 2016», ha sottolineato ancora l’assessore, «nei tre mesi di vigenza del nuovo servizio aveva risparmiato già 520.000 euro e nel 2017, rispetto alla cifra impegnata perché l’anno è ancora in corso che ammonta a 1.400.000 euro, alla fine dell’anno scolastico avremo risparmiato un milione di euro sul servizio. Questi due dati dovrebbero far riflettere chi semina allarmi e cerca scandali dove allarmi e scandali non ci sono».

Di Pillo si dice però convinto che quei risparmi siano arrivati grazie alle denunce del suo Movimento e non grazie «ai silenzi complici della politica» e adesso sposta l’attenzione anche sul pensionamento di pochi giorni fa di sei cuoche a 30 ore, e la mancata sostituzione: «è comprensibile perché il prezzo del singolo pasto negli anni precedenti sia lievitato sino a 7,26 €. Su questo aspetto, proprio qualche mese fa, la Corte dei Conti dell’Aquila ha condannato due dipendenti del Comune di Pescara al risarcimento di un danno quantificato in 685.000€. Solo qualcuno in malafede come l’Assessore Cuzzi non si rende conto che il risparmio ottenuto dal Comune di Pescara è conseguente esclusivamente all’inchiesta partita dall’esposto del Movimento 5 Stelle ed al cambio di ditta appaltatrice».