CERTEZZA DELLA SICUREZZA

Univaq e Sisma: 5 milioni per adeguare l’unico edificio vulnerabile

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L'AQUILA. «L'analisi sismica degli edifici dell'Università dell'Aquila è positiva: dei tre analizzati, solo su uno, il blocco C di Coppito 2, sono state riscontrate anomalie a livello di indici di vulnerabilità e abbiamo già stanziato 5 milioni di euro per interventi di miglioramento sismico; gli altri sono perfettamente a norma».

Lo afferma Angelo Luongo, direttore del dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettura e ambientale dell'Università dell'Aquila, che si è fatto promotore, insieme all'ateneo, di un progetto pilota: analizzare gli indici di vulnerabilità degli edifici che ospitano la didattica e intervenire dove i risultati presentano delle anomalie.

I risultati sono stati illustrati nel corso della conferenza "Oltre gli indici di vulnerabilità sismica. La valutazione degli edifici dell'Università dell'Aquila", tenutasi ieri, nell'aula magna del dipartimento di Scienze umane.


Tra i presenti anche la rettrice, Paola Inverardi, il professore ordinario di Tecnica delle costruzioni Dante Galeota, il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) ed esperto di ingegneria sismica Gaetano Manfredi. Sono stati analizzati e commentati i risultati delle valutazioni sulla vulnerabilità sismica di tre edifici denominati Coppito 1, Coppito 2 e Roio corpo B, mentre tutti gli altri sono stati adeguati alla normativa in occasione della progettazione o riprogettazione per il loro ripristino dopo il sisma del 2009. Per la rettrice Inverardi «è importante che tutti gli atenei italiani studino la storia degli edifici che ospitano gli studenti. Si tratta mediamente di strutture che hanno alle spalle già parecchi anni, Un diritto e un dovere garantire la loro incolumità».


Oltre a presentare questi attesi risultati, la Conferenza è stata anche un’occasione per stimolare una più ampia riflessione sulle procedure di valutazione della sicurezza degli edifici, proponendo un approccio  interdisciplinare che possa andare oltre – come recita il titolo della Conferenza – le indicazioni sintetiche fornite dagli indici di vulnerabilità per restituire un quadro più approfondito della vulnerabilità sismica degli edifici esistenti, consentendo azioni di prevenzione del rischio più mirate ed efficaci.