L'ASSEMBLEA

Emergenza Gran Sasso: tutti d’accordo per «interventi strutturali»

Quali? Come, Per quanti soldi? Chiesto un rapporto sui lavori di Balducci

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TERAMO.  Interventi strutturali finalizzati alla definitiva messa in sicurezza della captazione delle sorgenti del Gran Sasso con l’intervento, anche finanziario dei soggetti coinvolti ognuno per la sua parte: Istituto nazionale di Fisica Nucleare e quindi il Governo, Strada dei Parchi e Ruzzo reti;  rapporto puntuale sull’utilizzo dei 100 milioni prima stanziati per la realizzazione della  “terza canna” del traforo del Gran Sasso e poi, dopo il definitivo abbandono del progetto, destinati  dal Parlamento (con un emendamento che fu presentato proprio da Giovanni Lolli)  alla definitiva messa in sicurezza delle sorgenti; adozione di un protocollo dell’emergenza e di un protocollo di comunicazione di crisi con il coinvolgimento di tutta la filiera che garantisca informazioni tempestive, chiare, documentate e trasparenti ai cittadini.

 

Queste le tre grandi questioni sulle quali poggia un ordine del giorno elaborato dalla Provincia di Teramo, sulla base delle proposte dei Sindaci e di quanto emerso ieri mattina nel corso dell’assemblea alla quale hanno partecipato, fra gli altri,  il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli; il direttore della Asl Roberto Fagnano; il presidente della Ruzzo reti Antonio Forlini.

Giungono ulteriori nuove promesse (tardive) che mirerebbero -secondo i proponenti- alla risoluzione definitiva dei problemi che sono stati resi pubblici solo di recente.

Purtroppo la sfiducia cresce ed anche la metodologia utilizzata non promette niente di buono anzi sembra si essere alla vigilia di un nuovo pasticcio.

Nella riunione non c’è stata una sola ammissione di colpa o di responsabilità che sono le uniche cose che di certo hanno segnato i 15 anni di emergenza. Inoltre sono gli stessi enti che hanno clamorosamente omesso controlli e lavori di messa in sicurezza a dovervi porre rimedio che è come far svolgere le indagini per un omicidio al killer.

Segnali al riguardo si continuano a registrare visto che lo stesso Lolli ha già dichiarato pubblicamente di aver incaricato Roberto Guercio, progettista già chiamato dal commissario Balducci per i lavori del 2003, quelli che avrebbero dovuto risolvere i problemi di contaminazioni.

Inoltre sia Asl che Ruzzo continuano a sottolineare che «l’acqua è sempre stata potabile» rendendo palese il fatto che a loro non è ben chiaro il fulcro del problema: il rischio di contaminazioni del’acquedotto, un rischio che non viene ad oggi scongiurato ma che può far solo tirare un sospiro di sollievo perchè “l’acqua è stata sempre potabile”.

Ma domani?     

Del resto proprio ieri si è espresso anche il Governo che ha confermato l’atteggiamento autoassolutorio e volto esclusivamente al mantenimento dell’ordine pubblico (in una situazione di caos istituzionale creato dalle istituzioni stesse le quali continuano a non pubblicare dati e analisi nè ad informare la popolazione sui fatti ma limitandosi a dichiarazioni propagandistiche)

 

L’ordine del giorno sarà sottoposto ad approvazione nella prossima seduta prevista per venerdì  26 maggio alle ore 16.  

L’ordine del giorno mette anche altri punti fermi:

ribadisce che la risorsa idrica ha priorità assoluta per cui l’approvvigionamento idrico alle sorgenti del Gran Sasso è bene indisponibile e irrinunciabile per la comunità provinciale;
chiede di superare i limiti della legge regionale 9 del 2011 (costitutiva dell’Ente regionale risorse idriche) che non garantisce la reale partecipazione dei territori al governo della risorsa idrica e che: «nei fatti – ha dichiarato Renzo Di Sabatino – non ha mai funzionato come non funziona l’ente unico sui rifiuti».
 Infine si chiede l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico con la partecipazione di una rappresentanza di Sindaci.
 

«Ho voluto trasferire il dibattito su quanto è successo la scorsa settimana nel luogo istituzionalmente più corretto, l’Assemblea dei Sindaci, perché i primi cittadini sono le massime autorità in fatto di protezione civile, ordine pubblico e sicurezza della popolazione» ha dichiarato in apertura dei lavori Renzo Di Sabatino che ha aggiunto: «nella scala dei valori l’acqua ha il posto più alto. Bisogna salvaguardare il diritto dei cittadini ad avere un’informazione seria e corretta; il diritto a poter contare su procedure tracciabili e trasparenti. Anche se non è accaduto nulla di drammatico e l’acqua è sempre stata potabile quello che è successo è un segnale che non può essere dimenticato e che oggi ci chiama a fare delle scelte».

 

I RISULTATI DI LOLLI


E sulle cose da fare è stato molto netto il vicepresidente Lolli.

«La commissione regionale istituita a dicembre ha già prodotto dei risultati e, insieme al lavoro che faremo,  sarà reso disponibile. Non possiamo rinunciare all’INFS, tanto meno all’autostrada, quindi,  vanno fatti sostanziosi interventi per mettere in sicurezza le captazioni.  Le tecnologie che abbiamo a disposizione oggi, e che ieri non c’erano,  lo permettono. Intanto cercheremo di capire quanti dei 100 milioni stanziati allora sono stati realmente spesi. E questa è una partita che vedremo con il Governo. Poi con l’Istituto di Fisica nucleare si sta già valutando un sistema per captare le acque a servizio del laboratorio non alla sorgente, come accade ora, ma attraverso una sonda e in profondità. Questo eviterebbe rischi di contaminazioni. Anche la Strada dei Parchi deve fare la sua parte: entro il 2019 dovranno essere realizzati dei lavori piuttosto importanti per migliorare la sicurezza e la percorribilità. I lavori devono essere eseguiti con un protocollo di sicurezza che noi dobbiamo poter valutare e utilizzando materiali meno impattanti e pericolosi. Da oggi al raggiungimento di questi obiettivi di medio e lungo periodo vanno rafforzati i sistemi di controllo individuando, perché ci sono, strumenti e sistemi che consentono, in caso di incidente, di valutare immediatamente la potabilità delle acque».


Sono intervenuti anche Roberto Fagnano e Antonio Forlini, rispettivamente direttore Asl e presidente della Ruzzo reti.

«Va ribadito che l'acqua è ed è sempre stata potabile, il monitoraggio viene fatto costantemente. In tutti i prelievi, le sostanze sono state sempre conformi e nei limiti stabiliti dalla legge.Ricordo che dal punto di vista formale solo l'Arta ha la titolarità per effettuare le analisi. E' per questo che presto sarà riaperta la sede di Teramo con cui  la ASL stipulerà una convenzione per avere i risultati in tempi più rapidi» ha sottolineato Fagnano.  

Forlini ha parlato di: «Allarmi infondati, il provvedimento è stato affrettato e poco concertato, testimonianza ne sia che nessuna segnalazione è arrivata al nostro call center rispetto all'odore e al sapore dell'acqua».

Ha aggiunto, però, che: «Bisogna eliminare in fretta il conflitto di attività fra captazioni, autostrada e  laboratorio e che bisogna adottare al più presto un protocollo di crisi perché  il deficit di credibilità che ha coinvolti le istituzioni è molto grave».

Molti gli interventi dei Sindaci e le loro proposte sono state sintetizzate nel documento che sarà ufficialmente approvato venerdì prossimo; un documento che verrà inviato a tutti gli organi di Governo sovraterritoriali. I lavori dell’Assemblea sono stati seguiti anche dai consiglieri regionali Giorgio D’Ignazio e Paolo Gatti e dalla presidente e dal direttore dell'Istituto Zooprofilattico Abruzzo e Molise, Manola di Pasquale e Mauro Mattioli.