LA TRAGEDIA

Duplice omicidio di Ortona, Laura ammazzata con 50 coltellate

4 i colpi letali secondo l’autopsia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1582

CHIETI. È stata colpita da 50 coltellate, quattro delle quali mortali, Laura Pezzella, la donna di 33 anni uccisa il 13 aprile scorso a Ortona (Chieti) da Francesco Marfisi, l'impiegato 50enne rinchiuso nel carcere di Lanciano (Chieti), che nello stesso pomeriggio aveva ucciso anche la moglie Letizia Primiterra.

Lo ha rivelato l'autopsia effettuata oggi a Chieti dal dottor Pietro Falco, responsabile della Medicina Legale dell'Asl di Chieti.

Alla base del duplice omicidio ci sarebbe la scoperta, da parte di Marfisi, di una relazione fra le due donne. L'autopsia, iniziata alle 7 di questa mattina, si è conclusa intorno alle 14. Una ipotesi che viene però smentita categoricamente dalle famiglie.

Dall'esame è emerso che i quattro fendenti letali hanno interessato polmoni e cuore.

Le coltellate sono state inferte soprattutto a livello toracico nella parte anteriore ma, secondo quanto si è appreso, ci sarebbero anche colpi al dorso.

Si tratta di lesioni penetranti e profonde, che non hanno dato scampo alla donna.

Nel corso dell'autopsia, i cui risultati definitivi si conosceranno almeno fra 60 giorni, sono stati effettuati prelievi di liquidi e materiale biologico per l'esame del Dna.

L'autopsia ha chiarito che le coltellate inferte alla donna sono state moltissime: nell'accusa formulata nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Marfisi, si ipotizzava sul corpo di Pezzella un numero di fendenti non inferiore a 18. Domani verrà eseguita l'autopsia di Letizia Primiterra.

All'uomo vengono contestate le lesioni personali anche nei confronti di sua figlia, incinta, circostanza quest'ultima che ha fatto scattare un'aggravante.

La figlia era arrivata mentre l'uomo stava colpendo la moglie, lui ha colpito la ragazza con un fendente provocandole una ferita alla testa ed escoriazioni a un braccio. L'accusa di tentato omicidio, invece, è riferita alla donna che ospitava la moglie Letizia in casa quando è avvenuto l'omicidio.

Marfisi avrebbe minacciato la donna, prima di salire in auto per raggiungere l'abitazione di Laura Pezzella. Dopo il secondo delitto Marfisi è tornato nel luogo del primo ed è sceso dall'auto con i coltelli in pugno. Ha trovato però sulla sua strada i carabinieri che lo hanno accerchiato e arrestato.

Per il giudice, che ha applicato a Marfisi la custodia cautelare in carcere, come richiesto dal pm Ciani, vi è un evidente e intensissimo pericolo di reiterazione del reato e devono essere valutati anche i precedenti del 50enne, per rapina e per lesioni personali, che, secondo il Gip, confermano una personalità impulsiva e l'assenza di adeguato autocontrollo.