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Rigopiano: la devastazione vista dal drone e senza neve

Ecco le immagini di quello che resta dopo la tragedia

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FARINDOLA. L’immensità della tragedia e la costruzione dell’albergo alla confluenza del canalone si manifestano con tutta la loro violenza se visti dall’alto e senza la neve.

Le immagini pubblicate oggi da Repubblica.it di quel che resta dell’hotel Rigopiano di Farindola senza la coltre nevosa danno il senso e la misura di una immensa tragedia, della violenza inaudita dell’onda di neve e fango e della devastazione che rimane.

Detriti, alberi sradicati, auto rivoltate, un ammasso di ferraglia e cemento è quello che resta dell’edificio dove il 18 gennaio scorso hanno perso la vita 29 persone rimaste bloccate dentro a causa della neve caduta durante la notte.  

 L’area oggi è desertica, silenziosa, devastata e funerea.

Le immagini descrivono bene la posizione dell’albergo costruito di fianco al vecchio rifugio Rigopiano e ampliato nel 1969, inaugurato la prima volta nel 1972. Poi nel 2007 un secondo ampliamento e nuove inaugurazioni da parte della storica famiglia Del Rosso che aveva ereditato la struttura.

L’inchiesta aperta dalla procura di Pescara dovrà far luce anche sulle eventuali responsabilità in sede di ultimo ampliamento e se proprio la sua posizione di alto rischio potesse essere rilevata o ne poteva limitare le autorizzazioni come esercizio commerciale nel periodo invernale.

La Cassazione nel frattempo ha ulteriormente confermato il principio che i tecnici devono in ogni modo e sempre controllare la regolarità di tutte le carte e gli studi sull’edificio da ristrutturare. Il principio è contenuto nella sentenza che condanna i progettisti dell’ampliamento della casa dello studente de L'Aquila crollata in seguito al terremoto.

Qui invece il terremoto si chiama valanga.

 Intanto ieri sono al lavoro sul luogo della tragedia i Ris che stanno effettuando delle misurazioni con strumenti laser. Misurazioni predisposte dalla procura di Pescara sulla base delle richieste dei periti, tra i quali i geologi. Al momento il fascicolo aperto dagli inquirenti contro ignoti prevede le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio plurimo colposo.