GIUSTIZIA SUPERATA

La Protezione Civile assolve il condannato De Bernardinis: «conosce bene il sistema»

La condanna a 2 anni per omicidio colposo e lesioni non pesa sulla sua carriera

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ABRUZZO. Per il capo Dipartimento di Protezione civile, Fabrizio Curcio, il ‘problema De Bernardinis’ non si pone perché «conosce il sistema».

Il problema, però, secondo alcuni ci sarebbe eccome. Bernardo De Bernardinis, ex numero due della Protezione Civile ai tempi del sisma del 2009, è l’ unico condannato (in via definitiva) a 2 anni per omicidio colposo e lesioni nell’ambito del procedimento sulla commissione Grandi Rischi.

Oggi segue da vicino il sisma del Centro Italia perché siede nel Comitato nazionale operativo della Protezione civile essendo al vertice dell’Ispra.

Da L’Aquila, però, si sono sollevate alcune contestazioni, come quella del coordinamento cittadino ‘Possibile’, partito di Pippo Civati. Già nei giorni scorsi era stato chiesto di allontanare De Berardinis.

La sua «conclamata incompetenza» in tema di valutazione del rischio sismico – avevano scritto i giudici della Suprema Corte - avrebbe dovuto imporgli di astenersi dall'affermare ai media «l'indole positiva» dello «scarico di energia» e, pure, di «non insistere sull'asserita normalità dello sciame». I giudici avevano sottolineato la condotta «connotata da innegabile negligenza e imprudenza» e «ove non avesse detto ciò che invece disse e se, in sostanza, avesse diligentemente informato il proprio messaggio a uno standard di indiscutibile correttezza scientifica e di più accorta prudenza, circa la ragionevole valutazione (non spregiudicatamente favorevole) degli eventi e di assenza di pericolosità, le morti non si sarebbero verificate, perchè quei cittadini aquilani avrebbero continuato ad adottare, nel corso della notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, le precauzioni conosciute».


«CONOSCE IL SISTEMA»

In visita per un sopralluogo a Montereale Curcio ha affermato che «il comitato operativo nazionale di Protezione civile, stabilito con un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri è lo strumento con cui il sistema Paese si mette in moto; all'interno di questo sistema Paese ci sono tutte le strutture che lo compongono e questo rende il sistema efficace ed efficiente. I componenti vengono definiti da quelle che sono le strutture che lo compongono».

Non a caso Possibile ha chiesto e chiede che  il governo intervenga, rimuovendo l'ex vice di Bertolaso sia dal cda Ispra (che sta sotto il Ministero dell'Ambiente), sia dal comitato operativo del DPC (sotto la Presidenza del Consiglio).

Quindi Curcio, come capo del dipartimento non può decidere di far indicare qualcun altro?

Ma l’affermazione che lascia di stucco gli esponenti di ‘Possibile’ è anche quella ritenuta più grave: «Piaccia o non piaccia il professor De Bernardinis il sistema di Protezione civile lo conosce molto bene, è un sistema che così funziona e quindi così viene organizzato».

«Chiediamo, a questo punto, direttamente al presidente del consiglio, oltre che allo stesso Curcio, se una condanna definitiva per le attività che ancora sta esercitando De Bernardinis non conti nulla», contestano dal comitato Leone Ginzburg. «Chiediamo inoltre se il capo dipartimento non abbia alcun potere decisionale, al punto di ignorare il giudicato della magistratura penale».

Ma secondo il partito è «inquietante» e «lancia dubbi ed ombre» su quale sia, dunque, il sistema di protezione civile a cui si riferisce Curcio. «Naturalmente e per essere chiari, non ci riferiamo alla rete di protezione civile, quella sì efficacissima ed efficiente, delle centinaia di associazioni e migliaia di volontari; che avrebbe bisogno solo di una guida limpida e senza ombre, così come il Paese intero. L'impressione fortissima che se ne ricava, invece, è quella che la squadra formata da Guido Bertolaso ne conservi per intero la stessa arroganza».